Novembre, la stagione dei cachi….
3 novembre 2013
Tempi bui..
11 dicembre 2013

Luna park

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ci stiamo avvicinando alle feste. Così pare dalle 
luminarie che ormai sono già quasi dappertutto 
accese. E manca un mese..... natale dura due 
due mesi, pasqua almeno uno. E anche noi ci 
divertiamo un po'.

Luna Park

Venghino lorsignori, più gente entra, più bestie 
si vedono! 
Da questa parte potrete godervi lo spettacolo di 
alto prestigio, un vero miracolo di illusionismo. 
Il gioco dell'IMU. Con poche monete potrete provare 
a  capire se, nell'ordine: si paga, non si paga, 
si paga in alcuni comuni, si paga solo se al di 
sopra di un certo reddito, si paga sotto mentite 
spoglie.
Non è impresa da poco, ma il premio è all'altezza 
della difficoltà. Una fregatura assicurata.
Dall'altro lato, tiro al bersaglio sui tre 
orsacchiotti parlanti. Bisogna riuscire a capire 
chi ne spara di meno e centrarlo con le torte in 
faccia. Da destra a (centro) sinistra: 
un sindaco per tutte le stagioni che più parla e 
meno lo si capisce. Infatti non dice un cazzo. 
Poi, al centro il biondo platinato che se si 
guarda bene è guidato da uno joy stick e se si 
guarda meglio gli spuntano i baffetti grigi.
Infine, al centro sinistra (più in là non si osa) 
il giovanotto che a parole è disposto a fare un 
'48, ma che nel momento del bisogno non si nega 
al bene del partito. E poi invita tutti a 
schifarsi per la scelta fatta. Tafazziano!
Con una monetina in più, si può tirare a tutti 
e tre, ma ci si accolla anche la spesa delle torte.
Al tendone tre, si può tirare ad indovinare quale 
sarà la prossima legge elettorale. Qui i premi 
sono poca cosa; c'è solo il rischio di farsi 
ingannare dal gioco delle varianti e dei 
riferimenti al modello lux, comfort, business o 
basic. Dopo un primo momento di sbigottimento 
e allucinazione, non si faticherà a capire 
che cambierà 'na sega. 
Entrando poi in una cabina telefonica, se 
avete problemi con la giustizia e la galera 
vi fa schifo, potete provare tre numeri verdi. 
Uno dei tre vi collegherà direttamente con un 
ministro che, naturalmente se avete le conoscenze 
giuste e non siete dei poveri cani, vi risolverà 
tutti i problemini. Tenete conto che in gabbia 
si mangia male, fa freddino e si sta strettini 
(forse per mantenersi caldi) e non è certo 
ambiente per gagà. Se beccate i numeri sbagliati, 
vi accorgerete che si tratta di numeri a 
pagamento tipo 899... e saranno cazzi amari.
Via, di corsa, alla riffa! Vi verranno 
stampati i “santini” per la pubblicità 
elettorale. Se verrete eletti, state tranquilli 
che verrete ben ripagati dello sforzo. Una 
volta entrati nei vari parlamenti, consigli 
regionali e consigli di amministrazione di 
organismi la cui utilità è ignota, potrete 
gozzovigliare e mettere tutto in conto spese 
alle istituzioni che rappresenterete. Cene, 
regali di natale, biglietti degli autobus, 
carta da culo, alberghi e ferie, TUTTO GRATIS!!
In fondo, l'angolo del trasformista: alcuni 
signori vestiti di verde che se li guardate 
da davanti, assumeranno le sembianze di 
novelli Savonarola; se li girate, quella di 
George Best (“io i miei soldi li ho sempre 
spesi per donne, alcool e auto. Gli altri 
li ho sprecati”), ma un po' meno bella. 
Peccato che il grande George i soldi che 
spendeva erano i suoi, quelli dei rinnovatori 
della politica, i nostri. Oltre che per cravatte, 
camicie, fazzolettini verdi, li riconoscerete 
per i diplomi di laurea evidentemente 
contraffatti o provenienti da università 
giocattolo. Probabilmente anche la licenza 
elementare è di dubbia provenienza, ma è più 
difficile da riconoscere.
Appena accanto, un pupazzo ad altezza naturale 
con capello in disordine e barbetta da 
personaggio delle fiabe che, se gli infilate 
una monetina (a voi la scelta della feritoia 
da usare), vi manderà per dieci volte affanculo. 
Non sempre a vanvera.
L'attrazione del nostro circo, però, è il 
tunnel. Un vero classico che non ci facciamo 
certo mancare. Senza nemmeno accorgersi, vi 
ci troverete infilati. 
Camminerete al buio per un bel po' fino a 
convincervi che quella è la situazione normale; 
poi vi convinceranno che laggiù c'è un filo di 
luce. È il solito trucco per farvi agitare, 
prendere una zuccata in testa e finire di 
rincoglionirvi. In fondo c'è solo un baratro 
e in men che si dica, ci si ritrova a testa 
in giù, verso un pozzo senza fine.
Ahh, attenzione; in giro c'è un nano. Fa 
la parte della vittima e cerca di convincervi 
ad essergli solidale; sbraita a destra e manca 
sostenendo di essere un bravo ragazzo e che i 
suoi guai dipendono dal gruppo di gufi che gli 
hanno sempre rotto le balle con le regole e 
le leggi del giardino in cui si è trovato 
installato. Lui ha sempre preferito e adottato 
quelle della giungla.  Organizza festini con 
le fatine sotto l'amanita muscaria, ma preferisce 
quella falloide. 
Pare abbia fatto sparire la pentola d'oro che 
si trovava alla base dell'arcobaleno. Lui nega, 
ma della pentola (e dell'oro) non c'è traccia in 
giro. Colleziona volatili, falchi, colombe, 
civette, ma l'uccello che predilige 
è quello padulo.
Altro pezzo che va decisamente forte del nostro 
spettacolo e fiore all'occhiello della moderna 
tecnologia, è la squadra dei robot. Un intero 
stormo di replicanti riusciti male, che si sono 
rivoltati contro il loro padrone. Riusciranno a 
convincervi che fanno sul serio, disposti alla 
morte, ma appena vedranno che il boss fa di 
nuovo sul serio, si cagheranno addosso e 
torneranno nei ranghi di corsa.
Nel magazzino delle svendite, poi, troverete 
una varietà di occasioni irripetibili. 
Volete l'ENEL? Finmeccanica? ENI? I gioielli 
ancora a maggioranza pubblica? E le 
municipalizzate a prezzo da saldo? Nessun 
problema. Come, il referendum stravinto 
sulla salvaguardia dei beni comuni? Suvvia, un 
metodo in disuso che deve essere dismesso, anzi 
rottamato.  
Con un modesto sovrapprezzo poi, potrete 
assistere alla sparizione totale di 
un esercito di lavoratori clandestini (ma questo 
avrebbe anche poca importanza) cinesi (ma non 
solo) che lavorano 18 ore al giorno e vivono 
mangiano e cagano all'interno di fatiscenti 
fabbriche che hanno il vizio di prendere anche 
fuoco. 
Mica in Bangladesh, ma nel comparto tessile 
più importante d'Italia, a Prato. 
Sono più di 10.000. Di loro ci sono poche 
tracce e  non si vedono mai, nemmeno con gli 
occhiali ad infrarossi. Tranne quando si 
accendono come cerini.
Entriamo ora nella nave dei pirati. Basta 
con i vecchi trucchi alla Barbanera o Hook 
con tanto di cappellaccio e spada. Quelli 
ormai non fanno paura nemmeno ai bimbetti. 
Al loro posto, una schiera di banchieri e 
finanzieri d'assalto. 
Non contenti dei loro stipendi e liquidazioni 
da favola, cercheranno di sfilarvi anche 
gli ultimi spicci. Mano e occhio alle tasche 
dunque, che quelli mica scherzano.
Ma la vera sorpresa e l'esercizio per veri 
esperti, si trova appena prima dell'uscita; 
la gigantografia di Letta da una parte e 
Alfano dall'altra che gira vorticosamente 
su sé stessa. A voi l'arduo compito di 
stabilire quale sia il lato destro e quello 
sinistro. Chi indovina, vince un altro giro dei 
baracconi.
Se infine cercate l'uscita, è alla vostra 
destra. La sinistra non c'è più.

Bruno Tassan Viol

 

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