I due centravanti
11 novembre 2017

Allarmi SON fascisti

A forza di imitarli, va a finire che gli originali rivendicano i loro diritti d’autore. Infatti stanno tronando alla grande, anche se in realtà non erano mai scomparsi. Ma ancor di più, a forza di ignorare gli strati più deboli ed emarginati delle nostre Comunità, i loro bisogni, va a finire che questi soggetti, a modo loro, si propongono e vengono identificati come risolutori dei problemi. Naturalmente sulla definizione dei problemi e sulla potenziale soluzione, ci sarebbe qualcosina da ridire. Come ci sarebbe da ridire sul fatto che, se ci troviamo in questa situazione con una nutrita truppa di nuovi e vecchi poveri, si deve ringraziare principalmente, ma non solo, i rappresentanti politici dell’area a cui fanno riferimento i nostri nuovi eroi. Il declino economico, con le sue logiche conseguenze, del nostro paese ma più in generale globale legato alle politiche neoliberiste, lascia senza protezione una fetta sempre più ampia di popolazione. Politiche poi riprese e fatte proprie anche dalla cosiddetta sinistra di governo. Pare quasi ridondante ricordare che il virus del fascismo trova terreno fertile proprio in contesti in cui una buona fetta di persone non sa come tirare avanti e sbarcare il lunario. Oppure non ha un ha un tetto sotto il quale vivere grazie ad una politica abitativa scritta ed implementata dalle lobbies dei costruttori che hanno sempre garantito mazzette e pacchetti di voti a chi volevano li rappresentasse e curasse i loro interessi.

Inutile anche ridire che o si cambia registro, oppure basta anche un pacco di pasta a dimostrare un minimo di interesse maggiore del semplice nulla. O peggio, a credere che i responsabili di tuttto ciò siano coloro che, nuovi arrivati, condividono la stessa o addirittura peggiore sorte. A questo siamo arrivati. Naturalmente se siamo ridotti in questo pietoso s(S)tato, è anche perché questo fenomeno, questo rinascere dell’ideologia fascista, è sempre stato sottodimensionato, considerato come innocuo, quasi naive. Il serpente si deve invece schiacciare quando è ancora nell’uovo; è velenoso appena nato!

Sarebbe poi utile rcordarsi delle relazioni preferenziali che la destra eversiva (magari forza nuova, non mi riesce di scriverlo in maiuscolo, non lo è espressamente, ma il passo è breve) ha sempre avuto con certi ambienti, sia della malavita che dei servizi deviati (finora abbiamo conosciuto quasi solo quelli).

I recenti fatti del pestaggio al giornalista Rai dovrebbe aprire gli occhi anche a chi pare li abbia foderati di prosciutto; qualcuno ha citato e ricordato il delitto Matteotti; forse (per ora) esagerando, ma attenzione che più spazio si lascia a questa gentaglia e più quelli se ne prendono.

Fa, almeno dovrebbe, riflettere la decisione del PD laziale di lasciare libertà di scelta al proprio elettorato nel voto del ballottaggio a Ostia. Nessuna simpatia particolare per i pentastellati, ma nonostante molte prese di posizione e le lampanti dimostrazioni xenofobe e di poca confidenza con l’amministrare, non si può non pensare che in caso di vittoria della destra, la componente di forza nuova presenterà il conto salatissimo del suo appoggio, che peraltro si rivelerebbe determinante. In un Municipio che da due anni era commissariato causa infiltrazioni mafiose… mica balle. Complimenti a chi ha pensato questa brillante trovata. D’altra parte, si tratta di qualcuno che rappresenta il suo leader che nonostante la batosta presa sia ad Ostia che in Sicilia, vaneggia ancora di un possibile 40% da prendere alle prossime politiche! Ecco, la Sicilia, dove la destra ha vinto nonostante, o anzi grazie, ad una tribù di personaggi che solo a parole si definiscono impresentabili, ma che poi nei fatti sono in grado di dirottare centinaia di migliaia di voti. Ecco, in Sicilia la destra non ha bisogno di forza nuova; la mafia c’è già ed ha le sue precise relazioni ben radicate. Ed anche lì, PD frantumato.

Non che le cose vadano meglio per la cosiddetta sinistra (non è neppure necessario sottolineare che il PD non lo è mai stato, mai che meno ora) che si arrabatta sul un misero 6% in Sicilia e ad Ostia grazie ad un prete (…) che la rappresentava è arrivato al 8.6%.

È fantasmagorico vedere come, e nonostante il disfacimento del PD, la sinistra non sia ancora riuscita a trovare, non dico il bandolo della matassa, ma almeno una soluzione emergenziale che dia un minimo di credibilità ad un futuro progetto più organico. Siamo alle solite, ci si arrovella a trovare un nome, ma senza avere una base chiara di programma condiviso. Si capisce che con la nuova scellerata legge elettorale ci sia bisogno di un nome a cui fare riferimento, ma a quello ci si può pensare dopo; ora c’è un’assoluta necessità di capire chi ci sta a condividere la base di un programma di cambiamento radicale che poi deve essere rispettato. Magari anche con tipi come d’Alema e Bersani, che però dovranno capire che non potranno fare i burattinai; il loro tempo da protagonisti è ampiamente finito. Le elezioni sono già perse, sarebbe necessario convincersene; ciò che adesso è prioritario è riuscire a capire quale sia un programma innovativo e cominciare a proporlo seriamente. Chi ci sta ci sta; è necessario prendere atto che non c’è più spazio per coloro che vanno in cerca di impossibili mediazioni con soggetti che di sinistra nemmeno hanno più un riferimento nel nome del loro partito e tanto meno nel loro dna. È tempo di ricominciare da zero o poco più. Ed iniziare di nuovo ad avvicniarsi ai più deboli, seriamente, per evitare che quel lavoro lo facciano i fascisti. A modo loro.

Bruno Tassan Viol

 

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