Archivio Testi

Dall’Austria a Landini passando per la guerra

Dall’Austria a Landini scappando dalla guerra. Leggo sul Manifesto di qualche giorno fa un appello affinché si organizzi una manifestazione transnazionale al confine tra Italia e Austria per forzare quel paese a cambiare idea circa la politica di chiusura delle frontiere. Premetto che tutto quanto l’appello è condivisibile, così come l’idea della manifestazione, ma francamente continuo a nutrire sempre più dubbi sull’impostazione umanitaria della sinistra che parla di accoglienza Leggi tutto [...]

Continua...

CHIAMATA AL DISARMO

Possiamo considerare lo sganciamento dalla belligeranza atlantica (che pare strutturalmente proiettata in un futuro indefinito) una “delle grandi sfide per la sinistra”, così come indicato da Valentino Parlato sul Manifesto del 9 dicembre scorso? La risposta dovrebbe essere scontata ma l’impressione è che allo slancio etico non corrisponda, da troppo tempo, un serio impegno di analisi e di proposta da parte di ciò che chiamiamo sinistra e della intellettualità che ad essa si richiama. Sembra Leggi tutto [...]

Continua...

Torniamo all’impero

Tanto parlare di un casino o dell'altro, pare la stessa cosa... Vediamo se la prossima volta ci sentiremo dalla Libia o dall'Ucraina, chissa'. Torniamo all’impero. Memori delle fulgide gesta dei nostri avi, non sappiamo resistere ad imitarne i successi. Mi informano che non di successi si trattava ma di clamorose disfatte. Ah. Come seguendo un vecchio copione che non passa di moda, le cazzate si ripetono e nulla si impara dalla storia. Neppure dal buon senso par di capire. A nulla valsero Leggi tutto [...]

Continua...

La guerra di Re Matteo

Vanni Tissino ci ricorda questo chiaro articolo di Giulio Marcon, deputato ed ex portavoce dell'Associazione per la Pace nazionale: La guerra di Re Matteo, di Giulio Marcon, "il manifesto" del 14.2.2015 Venerdì notte, la Camera dei Depu­tati — senza le oppo­si­zioni che ave­vano abban­do­nato l’aula — ha modi­fi­cato, nell’ambito della riforma della seconda parte della Costi­tu­zione, anche l’ex arti­colo 78, quello che norma le moda­lità della dichia­ra­zione dello Leggi tutto [...]

Continua...

Se vent’anni vi sembrano pochi…

Non mi pare così strano che il ministro della Difesa Mario Mauro proponga l’ingresso degli immigrati nell’esercito con la “carota” della cittadinanza: già il suo omologo Antonio Martino faceva analoga proposta almeno una decina d’anni fa mentre questa “novità” completerebbe coerentemente la realizzazione del Nuovo Modello di Difesa. Giulio Marcon, su “Il Manifesto” del 1° gennaio, avvertiva che con una possibilità del genere le nostre forze armate diventerebbero molto simili Leggi tutto [...]

Continua...

IL SINGOLO E LA MASSA. IL PENSIERO FOTOGRAFICO DI ROBERT CAPA

di Gian Andrea Franchi Fra i modi di rapportarsi al tragico dei nostri tempi - delle guerre continue, piccole e grandi, di una pace che, quando c’è, non è altro che la continuazione della guerra con altri mezzi - la fotografia, se diventa pensiero, è un medium esemplare. Certamente lo è nel caso del pensiero fotografico di Robert Capa: una meditazione sul rapporto singolarità/massa, singolarità/storia. Dico pensiero foto-grafico - scrittura con la luce - in senso proprio, non metaforico. Leggi tutto [...]

Continua...

Qualche semplice domanda irriverente ai guerrafondai da salotto

Dedicato a chi, dal salotto di casa sua, di fronte al teleschermo, oppure comodamente accomodato  alla tastiera di qualche diavoleria internet-dipendente, proclama ai quattro venti che vorrebbe andare in guerra qua e là, per ripristinare il diritto (quale? quello di ammazzare altra gente? di violentare donne? di distruggere case private, posti di lavoro, servizi sociali e beni culturali patrimonio dell'umanità? di disperdere al vento pezzi di armi bio-chimico-nucleari di distruzione di massa, Leggi tutto [...]

Continua...

SPINOZA A SREBRENICA.

di Gian Andrea Franchi Genocidio? “Humanae actiones non ridere, non lugere, neque detestari sed intelligere”. Penso che queste parole, tratte dall’Ethica di Baruch Spinoza, un ebreo che d’identità etnico-religiose e dei loro tormenti aveva esperienza diretta, siano perfettamente appropriate alla scena che, l’undici luglio scorso a Potoçari, frazione di Srebrenica, si svolgeva sotto i miei occhi. Era il giorno della sepoltura dei resti, riesumati annualmente, delle vittime del massacro Leggi tutto [...]

Continua...