<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>1911-2011 Casa del Popolo di Torre</title>
	<atom:link href="http://www.casadelpopolo.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.casadelpopolo.org</link>
	<description>1911 - 2011</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 11:49:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1</generator>
	<div id='fb-root'></div>
					<script type='text/javascript'>
						window.fbAsyncInit = function()
						{
							FB.init({appId: null, status: true, cookie: true, xfbml: true});
						};
						(function()
						{
							var e = document.createElement('script'); e.async = true;
							e.src = document.location.protocol + '//connect.facebook.net/it_IT/all.js';
							document.getElementById('fb-root').appendChild(e);
						}());
					</script>	
						<item>
		<title>La &#8220;Banda Collotti&#8221;</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/la-banda-collotti/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/la-banda-collotti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Cernigoi]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=280</guid>
		<description><![CDATA[Storia di un corpo di repressione al confine orientale d&#8217;Italia sabato 25 maggio, alle 18:00, alla Casa del Popolo Claudia Cernigoi presenta la sua ultima ricerca, edita da KappaVu “Banda Collotti” era il nome con cui questo squadrone della morte era tristemente noto, non solo a Trieste, ma in tutta l’allora Venezia Giulia dove operava. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/la-banda-collotti/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_281" class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/Collotti.jpg"><img class="size-medium wp-image-281" title="Collotti" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/Collotti-209x300.jpg" alt="La &quot;Banda Collotti&quot;" width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">copertina del libro</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Storia di un corpo di repressione al confine orientale d&#8217;Italia<br />
</strong></p>
<p><strong>sabato 25 maggio, alle 18:00, alla Casa del Popolo</strong></p>
<p><strong>Claudia Cernigoi</strong> presenta la sua ultima ricerca, edita da <em><a href="http://www.kappavu.it/" target="_blank">KappaVu</a></em></p>
<p>“Banda Collotti” era il nome con cui questo squadrone della morte era tristemente noto, non solo a Trieste, ma in tutta l’allora Venezia Giulia dove operava.</p>
<p>Istituito da Mussolini nel 1942 espressamente come corpo di repressione antipartigiana nella Venezia Giulia, l’Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza con sede a Trieste, fu l’unica struttura dedicata esclusivamente a tale scopo in Italia. Si distinse per l’efferatezza dei metodi, con l’uso sistematico della tortura negli interrogatori degli antifascisti italiani e slavi catturati, ma anche dei semplici sospetti, in una sequenza di orrori che percorre tutta la documentazione presentata. L’Autrice ricostruisce qui il periodo storico dell’Ispettorato, in una ricerca a tutto campo, usando documentazione d’archivio, ma dedicando anche particolare attenzione alle interviste fatte ai sopravvissuti agli interrogatori della cosiddetta “banda Collotti”, la parte più attiva dei membri dell’Ispettorato, che dopo l’8 settembre 1943 servì agli ordini del comandante delle SS dell’Adriatisches Küstenland. Questa ricerca di Claudia Cernigoi diventa un tassello importante nella ricostruzione della storia “delle più complesse vicende del confine orientale”, gettando nuova luce sui crimini commessi dal fascismo in questa regione, soprattutto, ma non solo, contro le minoranze slovena e croata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/la-banda-collotti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>12 gennaio 1945: 68 anni fa</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/12-gennaio-2013-68-anni/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/12-gennaio-2013-68-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 23:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=271</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 12 gennaio, alle ore 10,30, a Pordenone, nell’ex caserma di Via Montereale, vicino all’incrocio con V.le Venezia, si commemorano i nove martiri partigiani, fucilati sessantotto anni fa dai fascisti della brigata nera in quella caserma, allora Umberto I e dopo la liberazione dedicata a Franco Martelli “Ferrini”. Contiamo di esser in tanti, con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/12-gennaio-2013-68-anni/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p>Sabato 12 gennaio, alle ore 10,30, a Pordenone, nell’ex caserma di Via Montereale, vicino all’incrocio con V.le Venezia, si commemorano i nove martiri partigiani, fucilati sessantotto anni fa dai fascisti della brigata nera in quella caserma, allora Umberto I e dopo la liberazione dedicata a Franco Martelli “Ferrini”.<br />
Contiamo di esser in tanti, con i sindaci, le autorità di Pordenone e dei comuni della nostra Provincia, insignita di Medaglia d’Oro al V.M. per il contributo dato dai partigiani e dalla popolazione alla lotta di liberazione dal nazifascismo.<br />
Assieme all’Anpi Provinciale, all’Apo di Udine e all’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Età Contemporanea, ricordiamo i nove martiri partigiani nel luogo della memoria, dedicato a loro e idealmente a tutti i partigiani, i deportati nei lager nazisti, i patrioti che hanno sacrificato la vita per sconfiggere il nazifascismo, conquistare la libertà e per poter scrivere la Costituzione democratica della nostra Repubblica. Durante la manifestazione sarà disponibile il nuovo volume n° 25 della collana ‘Quaderni di Stroia’ dell’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Età Contemporanea.<br />
Le orazioni ufficiali saranno svolte da Giuseppe Mariuz per l’Anpi provinciale e da Pietro Angelillo per l’Istituto provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Età contemporanea. La cerimonia ricorderà anche Mario Bettoli ‘L’Innominato’, Giuseppe Giust ‘Vitas’, entrambi presidenti dell’Anpi provinciale scomparsi durante il 2012, come Arturo Zambon ‘Comici’, Presidente dell’Istituto provinciale di Storia.<br />
Con la memoria dei Nove martiri partigiani, onoriamo la democrazia italiana, per un futuro di pace, libertà, lavoro e progresso.</p>
<p>Sigfrido Cescut</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/12-gennaio-2013-68-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mario Bettoli (7 marzo 1925 &#8211; 25 novembre 2012)</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/ricordi/mario-bettoli-7-marzo-1925-25-novembre-2012/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/ricordi/mario-bettoli-7-marzo-1925-25-novembre-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 20:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluigi Bettoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Zanolin]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa Libertaria]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Roveredo]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Bettoli]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Negro]]></category>
		<category><![CDATA[Sigfrido Cescut]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=251</guid>
		<description><![CDATA[Mercoledì 28 novembre alle ore 14.00 qui in Casa del Popolo diremo addio a Mario. Articoli in ricordo di Mario Bettoli. Morto Mario Bettoli: anima della sinistra, partigiano, deputato di Sigfrido Cescut (Messaggero Veneto) Ciao Mario&#8230;. di Sara Roccutto È mancato Mario Bettoli di Gianni Zanolin Cordoglio per Mario Bettoli Il Friuli Consiglio Regionale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/ricordi/mario-bettoli-7-marzo-1925-25-novembre-2012/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/6121003910_0467f2af11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-181" title="6121003910_0467f2af11" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/6121003910_0467f2af11.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<h2>Mercoledì 28 novembre alle ore 14.00 qui in Casa del Popolo diremo addio a Mario.</h2>
<p><strong>Articoli in ricordo di Mario Bettoli.</strong></p>
<p><strong><a title="Messaggero Veneto" href="http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/11/26/news/morto-mario-bettoli-anima-della-sinistra-partigiano-e-deputato-1.6095351" target="_blank">Morto Mario Bettoli: anima della sinistra, partigiano, deputato</a></strong> di Sigfrido Cescut (Messaggero Veneto)</p>
<p><a title="Il Blog di Sara" href="http://dopolapioggia.wordpress.com/2012/11/26/ciao-mario/">Ciao Mario&#8230;.</a> di Sara Roccutto</p>
<p><a title="Blog Gianni Zanolin" href="http://www.giannizanolin.it/2012/11/26/e-mancato-mario-bettoli/" target="_blank">È mancato Mario Bettoli</a> di Gianni Zanolin</p>
<p><a title="Il friuli" href="http://www.ilfriuli.it/index.php/cronaca/35533-cordoglio-per-mario-bettoli.html" target="_blank">Cordoglio per Mario Bettoli</a> Il Friuli</p>
<p><a title="FVG" href="http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=288518" target="_blank">Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia</a></p>
<hr />
<p><a title="Mario Bettoli" href="http://www.casadelpopolo.org/?p=177">Intervista a Mario Bettoli</a></p>
<hr />
<p>&#8220;Figli dell&#8217;officina&#8221; Dedicata a Mario da <a title="Iniziativa Libertaria" href="http://zapatapn.wordpress.com/tag/iniziativa-libertaria/" target="_blank">Iniziativa libertaria</a><br />
<object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uGQCE2RRdcI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/uGQCE2RRdcI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<hr />
<p>Da Il Gazzettino 27 novembre 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nella casa del popolo l’ultimo saluto a Bettoli</strong></p>
<p><strong>PORDENONE &#8211; Saranno celebrati domani alle 14 alla casa del Popolo a Torre i funerali di Mario Bettoli. Sarà un rito laico, poi la tumulazione nel cimitero urbano. Tanti quelli che vorrebbero commemorare l’uomo, il partigiano, il politico, il sindacalista. La scaletta prevede Elena Beltrame, presidente della casa del Popolo, Alberto Buvoli, direttore Istituto friulano per la storia del Movimento di liberazione, Sigfrido Cescut per l’Anpi e Giuliana Pigozzo per la Cgil. Sono previsti anche altri interventi che allo stato sono in fase di definizione.</strong><strong> </strong></p>
<div>
<p>Ai ricordi “ufficiali”,   istituzionali e magari formali legati a Mario Bettoli, morto l’altro giorno   in casa dopo una vita di impegno sociale, politico, lotte operaie e   antifasciste, manca da raccontare un episodio che testimonia benissimo la sua   scelta di partecipazione ad ogni iniziativa a difesa della Resistenza, dei   principi della Carta Costituzionale contro ogni pericolo negazionista o ogni   deriva autoritaria. </p>
<p>Era l’8 febbraio del 1992 a Pordenone. In città l’allora   presidente della Repubblica Francesco Cossiga (quello con la K) ed un vasto   movimento di persone e forze ne denunciava le responsabilità nella strategia   della tensione e di eversione, come esponete di organizzazioni volte a   combattere, reprimere, anche con le armi, le forze della Sinistra e dei   lavoratori. Erano gli anni di Gladio e a Udine aveva appena incontrato i   membri di quella organizzazione segreta denominata Gladio. Da ex parlamentare   Mario Bettoli poteva starsene comodamente dentro il Municipio di Pordenone,   dove si svolgeva la cerimonia. Scelse invece di stare fuori nella parte   finale del corso Vittorio Emanuele (anche allora transennato e blindato)   assieme a qualche centinaio di esponenti della Sinistra e del sindacato.   Tutti antifascisti. Quando al passaggio del presidente partì un forte e   unisono slogan “dimissioni, dimissioni” le forze dell’ordine risposero a   quella manifestazione popolare di democrazia con una carica. La celere usò i   manganelli. </p>
<p>Mario non scappò come fecero molti (anche il sottoscritto) ma,   seppure già settantenne, con le mani alzate, andò incontro alla polizia   urlando “fermatevi, è una manifestazione democratica, pacifica, cosa fate,   fermatevi, <em>se fioi”</em>. Di tutta risposta ricevette una manganellata in   testa che gli provocò una ferita lacero contusa e un trauma cranico. Si   limitò poi a condannare politicamente l’episodio senza cercare denunce   sperando restasse un episodio singolo di cattivo, improvvido e spropositato   uso della forza di polizia a Pordenone.<br />
Pochi giorni fa a casa, come faceva sempre,   stava leggendo i giornali commentando con soddisfazione la riuscita della   manifestazione antifascista e antirazzista fatta in città. La sua Luisa a   quel punto gli ricordò con affetto quest’episodio: la manganellata e il   berretto stracciato. Lucido, dopo un <em>“ma va in m….”</em> replicò senza   esitare: &#8220;dove dovevo stare se non con gli antifascisti a tentare di   fermare quella stupida carica che voleva colpire i fioi?”. </p>
<p>Così voglio   ricordare Mario e invitare a non dimenticare la sua straordinaria carica   umana di combattente per la libertà e la democrazia, sempre dalla parte dei   più deboli contro ogni razzismo e discriminazione, la sua partecipazione   attiva, il coraggio, la lucida dedizione all’antifascismo e alla Sinistra.   Mario era un Comunista vero, di quelli che stanno con gli oppressi sempre,   che s’informava su tutto, leggendo, discutendo e rispettando chi, anche da   posizioni diverse dalla sua, si trovava a “fare un pezzo di strada insieme”.   “Avanti, avanti siam ribelli, in lotta per un mondo di fratelli, di pace e   lavoro”. </p>
<p>Così ti vogliamo salutare domani, mercoledì, idealmente   “seppellendoti lassù in montagna all’ombra di un bel fior e così tutti quelli   che passeranno ti diranno che bel fiore. È il fiore di un partigiano”. Ciao   Mario.<br />
<strong>Michele Negro </strong><em>segretario   provinciale  Rifondazione Comunista</em></td>
</div>
<hr/>
Il Messaggero Veneto del 27 nov. 2012</p>
<p><strong>Domani l’addio a Bettoli nella Casa   del popolo </strong><br />
<strong><em>Le esequie civili saranno precedute   dalla proiezione di una videointervista Il cordoglio di Regione e Comune. Tra   i lasciti il luogo della memoria partigiana </em></strong></p>
<p>Si svolgeranno alla Casa del popolo di Torre, domani alle   14, le esequie di Mario Bettoli “L’innominato”, comandante partigiano,   presidente dell’Anpi provinciale e della stessa Casa del popolo, mancato a 87   anni. Saranno in molti a ricordarlo, intervenendo alla cerimonia e   accompagnandolo all’ultima dimora nel cimitero di via Cappuccini. </p>
<p>Non solo i   rappresentanti dell’Anpi provinciale ma tutte le realtà delle associazioni   partigiane della regione e del Veneto saranno presenti, assieme a presidenti   e rappresentanti degli Istituti di Storia, attivi nel Friuli e nel Veneto.   Mario Bettoli li aveva invitati tutti un anno fa all’inaugurazione del “luogo   della memoria partigiana” in via Montereale dove, il 27 novembre 1944, era   stato fucilato dai nazifascistui Franco Martelli “Ferrini”, capo di stato   maggiore della Brigata partigiana unificata “Ippolito Nievo” di pianura e il   14 gennaio 1945 vennnero trucidati dai fascisti nove partigiani garibaldini.   </p>
<p>L’opera realizzata con il contributo determinante del Comune di Pordenone e   della Fondazione Crup, era stata fortemente voluta da Bettoli che, assieme   all’allora presidente dell’Anpi provinciale Giuseppe Giust “Vitas”, aveva   seguito in ogni sua fase la costruzione del monumento e del luogo della   memoria partigiana, progettati dal professor Mario Rossi “Fiamma”, anche lui   partigiano durante la Resistenza. Con i tanti esponenti dell’Anpi, saranno in   prima fila le tante associazioni culturali, sociali e sportive che svolgono   le proprie attività alla Casa del popolo. </p>
<p>Interventi e orazioni ufficiali,   verranno aperti dalla proiezione di una breve intervista a Mario Bettoli sui   luoghi dove ha combattuto da partigiano, contenuta nell’audiovisivo   “Ri_conoscenza”, prodotto alcuni anni fa da Sabina Benussi per l’Istituto   provinciale di storia. Sarà un momento fondamentale per comprendere il profilo   di Bettoli partigiano, protagonista del primo scambio in Italia di   prigionieri, fra partigiani ed esercito nazista, il 6 agosto 1944 a Madonna   del Monte di Aviano e poi protagonista di primo piano nelle istituzioni   repubblicane. Deputato del Psi dal 1953 al 1963, Mario Bettoli per due   legislature partecipa a battaglie legislative che hanno segnato la vita degli   italiani, quali l’approvazione della legge Merlin e il processo di   privatizzazione della Sade, che si è poi concluso con la nascita dell’Enel.   Per tre legislature è stato consigliere regionali e poi sindaco di Porcia. </p>
<p>La   figura di Bettoli è stata ricordata anche dal presidente del consiglio   regionale, Maurizio Franz che ne ha ricordato «la straordinaria figura come   comandante partigiano, sindacalista e politico, punto di riferimento per   moltissimi anni per la sinistra, esempio d’impegno in favore della sua   gente». Una breve cerimonia, all’inizio della seduta di ieri del consiglio   comunale, ha ricordato il politico e soprattutto l’uomo Mario Bettoli. </p>
<p>Dopo   l’introduzione del sindaco Claudio Pedrotti che ha ripercorso la vita   politica dell’onorevole e l’intervento del consigliere comunale Gianni   Zanolin, visibilmente commosso, l’aula ha reso omaggio a Bettoli con un   minuto di silenzio. Bettoli, tra le sue cariche politiche, ha anche ricoperto   il ruolo di consigliere comunale, un impegno civico che gli è stato   riconosciuto sia dalla destra, sia dalla sinistra. </p>
<p><strong>Sigfrido Cescut</strong>&nbsp;</p>
<hr/>
&nbsp;<br />
<strong><em>istituto di storia del movimento di   liberazione </em></strong></p>
<p><strong><em>«Spiegava ai giovani di essere   autonomi» </em></strong></p>
<p>Ai diffusi sentimenti di cordoglio per la perdita di Mario   Bettoli si unisce l’istituto provinciale per la storia del movimento di   Liberazione, diretto da Piero Angelillo, di cui era socio.<br />
L’istituto gli ha   dedicato interviste e presenze nelle sue pubblicazioni e nei suoi convegni.   Resterà sempre impressa nei ricordi dell’Istituto pordenonese la grande   comunicativa di Mario Bettoli in particolare con i giovani che egli esortava   sempre a porsi “chiari perché” e a “ragionare con la propria testa”, per   capire che cosa significa essere cittadini democratici e per comprendere   l’importanza di uno Stato democratico come l’Italia, nato dalla Resistenza   contro il nazifascismo. </p>
<p>Un altro ricordo indelebile è la recente presa di   posizione a favore della Orovincia di Pordenone, Medaglia d’Oro al Valor   militare per l’alto contributo dato alla Resistenza, concordato ufficialmente   da Mario Bettoli e da Arturo Zambon, presidente di Istlib Pordenone.   Anch’egli scomparso in questi giorni.&nbsp;</p>
<hr />
&nbsp;<br />
<strong>IL FIGLIO GIAN LUIGI </strong><br />
<strong>«L’ideale di vita è stato   l’emancipazione dei lavoratori» </strong></p>
<p>È <strong>Gian Luigi Bettoli</strong>, storico di primo piano, oltremodo   attivo quale ricercatore nell’Istituto friulano per la storia del movimento   di liberazione e nel mondo della Lega delle cooperative a tracciare un   profilo etico, oltre che storico del padre Mario. «Era una persona d’altri   tempi – afferma Gian Luigi – ferrea nei principi, aperta a tutti i fermenti   culturali progressisti del mondo laico e cattolico. Mio padre – continua Gian   Luigi – sosteneva sempre che le cose di tutti, pubbliche, sono sacre e che   gli interessi personali devono sempre venire dopo». L’economia, di cui tutti   oggi parlano, «per mio padre era l’interesse pubblico, le questioni private   non dovevano mai essere mescolate alla tutela dei beni collettivi». </p>
<p>Quando   gli si chiede di condensare in una frase la figura del padre, Gian Luigi   risponde, senza esitazione: «L’ideale della sua vita è stato l’emancipazione   della classe lavoratrice»; poi aggiunge, «suo papà, mio nonno Giovanni a   settant’anni, per vivere del suo mestiere di muratore, si arrampicava ancora   sui ponteggi delle case. Ma gli operai, non devono più morire di fatica.   Lottare per loro, era diventato lo scopo di vita di Mario». </p>
<p>L’apertura   culturale di Mario Bettoli si abbinava alla sua intransigenza politica «che   lo portò &#8211; ricorda il figlio &#8211; a promuovere nel 1964 la nascita del Partito   socialista di unità proletaria sorto da una scissione del Psi. In seguito,   nel 1972 Mario confluisce con la maggioranza del Psiup nel Partito comunista.   Infine – conclude Gian Luigi – Mario rifiutò la trasformazione del Partito   comunista nel Pds, aderendo a Rifondazione». (s.c.)&nbsp;</p>
<hr />
<p><strong>IL SALUTO DI MARIGLIANO </strong><br />
<strong>«La linearità delle sue idee contro   la politica rampante» </strong></p>
<p>Un affettuoso ricordo di Bettoli è giunto anche da <strong>Enzo   Marigliano</strong>.<br />
*** Non so che penserebbe Mario dei probabili panegirici che si   moltiplicheranno su di lui. Credo non ne sarebbe proprio del tutto felice; è   sempre stato un uomo distante dalle formalità e dalle piaggerie; anche da   deputato e da consigliere regionale era – e ci teneva – a essere “il compagno   Mario”. Punto. Immagino ora l’assalto al carro delle litanie anche da parte   di chi – lui in vita – era distante anni luce. L’unico personaggio di destra   che so avesse con lui un rapporto di vera simpatia, al di là della politica,   è stato Sergio Raso tanto che, vicendevolmente, si definivano “la squadra   rosso nera”. Se c’è una costante nella vita di Mario è stata la “linearità”,   la continuità di un ideale di vita. Un valore! Mi guardo intorno e vedo   rampanti ex liberali che si riciclano per rappresentanti del modernismo di   sinistra per qualche scranno in più. Mario è stato di un’altra pasta: la   generazione di chi ti diceva in faccia le cose e che le ha pagate di persona.   Tanto di cappello. Quand’ero ragazzo aveva cominciato a chiamarmi “putel”. Non   ha mai smesso! Sono rimasto “putel” anche quando mi sono sposato e ho avuto   Luca e Serena. Anzi: è venuto a chiedermi di essere io a dover celebrare il   matrimonio di sua figlia, Lucia, con il compianto Andrea Merola. All’epoca   ero nel pieno della bagarre contro Pasini e quest’ultimo non voleva dare   l’assenso a che un consigliere dell’opposizione (e per di più io) celebrassi   il matrimonio. Non so come Mario riuscì ad imporsi, dopo un colloquio “a   quattr’occhi” (così mi raccontò!) con l’allora “micro podestà”. So che il   ricordo più bello che ho è il sorriso meraviglioso di Lucia ed Andrea e la   soddisfazione di Mario che mi prese sotto braccio e mi disse: «Putel, te ga   visto?». Enzo Marigliano&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/ricordi/mario-bettoli-7-marzo-1925-25-novembre-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>22</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Co-disegniamo Torre</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/co-disegniamo-torre/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/co-disegniamo-torre/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 17:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri pubblici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=259</guid>
		<description><![CDATA[29 &#8211; 30 novembre / 1 dicembre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/co-disegniamo-torre/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><h2>29 &#8211; 30 novembre / 1 dicembre</h2>
<h2><embed width="640" height="360" src="http://www.pnbox.tv/flash/mediaplayer.swf" flashvars="file=http://media.pnbox.tv/mp4_vod/7321.mp4&amp;backcolor=0xEE0000&amp;frontcolor=0xEEEE00&amp;autostart=false&amp;image=http://www.pnbox.tv/media/preload.jpg&amp;lightcolor=0xFFFFFF" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></h2>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/co-disegniamo-torre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Molmenti, la medaglia d&#8217;oro canoa a Londra 2012 e la Casa del Popolo!</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/centenario/molmenti-la-medaglia-doro-canoa-a-londra-2012-e-la-casa-del-popolo/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/centenario/molmenti-la-medaglia-doro-canoa-a-londra-2012-e-la-casa-del-popolo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2012 06:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Molmenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Baron]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=237</guid>
		<description><![CDATA[Daniele Molmenti esulta per la medaglia d&#8217;oro alle olimpiadi di Londra 2012. Daniele è figlio di Ubaldo, socio storico della Casa del Popolo di Torre, a sua volta nipote di Luigi Molmenti, uno dei fondatori della Casa del Popolo stessa. L’avo di Daniele, operaio tessile del Cotonificio Veneziano, fu esponente sindacale, consigliere comunale nella mitica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/centenario/molmenti-la-medaglia-doro-canoa-a-londra-2012-e-la-casa-del-popolo/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><blockquote><p><strong><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/molmenti_05_672-458_resize.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-244" title="Italy's Daniele Molmenti reacts after his men's kayak (K1) finals run at Lee Valley White Water Centre during the London 2012 Olympic Games reacts after his men's kayak (K1) finals run at Lee Valley White Water Centre during the London 2012 Olympic Games" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/molmenti_05_672-458_resize.jpg" alt="" width="490" height="326" /></a>Daniele Molmenti esulta per la medaglia d&#8217;oro alle olimpiadi di Londra 2012. </strong></p>
<p>Daniele è figlio di Ubaldo, socio storico della Casa del Popolo di Torre, a sua volta nipote di Luigi Molmenti, uno dei fondatori della Casa del Popolo stessa. L’avo di Daniele, operaio tessile del Cotonificio Veneziano, fu esponente sindacale, consigliere comunale nella mitica giunta socialista del sindaco Guido Rosso nel 1920-1922, e partecipò con funzioni di primo piano nella organizzazione del grande sciopero dei cotonieri nel 1928, il più lungo sotto la dittatura fascista.</p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le canoe, dalla Casa del Popolo alle Olimpiadi. di Gigi Bettoli<br />
</strong></h3>
<p><em>Riportiamo qui alcune pagine dal volume &#8216;La storia le storie&#8217;.  Non tutti sanno come la storia di questa medaglia d&#8217;oro abbia anche una  radice in via Carnaro, Casa del Popolo.</em></p>
<p><strong> </strong>Il successo di quegli anni di Casa del Popolo &#8220;occupata&#8221; è legato ad alcune attività che hanno saputo andare molto oltre l&#8217;orizzonte politico dei promotori dell&#8217;iniziativa. Attività che hanno fatto da volano ad altre, e che hanno colpito l&#8217;immaginario sia dei protagonisti sia, forse ancora di più, degli osservatori esterni. Come gli abitanti del quartiere, talvolta protagonisti, talaltra polemici oppositori di iniziative vissute come &#8220;disturbatrici&#8221; della quiete domestica.</p>
<p>Certamente l&#8217;iniziativa di maggior successo è stata quella legata alle attività del Centro Attività Motorie promosso da Mauro Baron.</p>
<p>Racconta Mauro come, quando si è aperta la possibilità di operare alla Casa del Popolo, l&#8217;attività del Cam era agli inizi. Mauro aveva cominciato a frequentare l&#8217;Isef a Milano nel 1976; il gruppo era nato subito dopo, mettendo insieme vari amici. Il Cam aveva scelto come attività la canoa, lo sci &#8211; soprattutto nordico, da fondo &#8211; la ginnastica acrobatica e la pallavolo (queste ultime in palestra, alle Scuole Medie di Cordenons). Poi era venuto il judo, con Edoardo Muzzin (Dudu), che portava i suoi allievi a fare canoa come attività complementare.</p>
<p>A questo punto, non avendo i soldi per ricomprare le canoe distrutte nella demolizione della Casa del Popolo di Cordenons, Mauro ed i suoi amici hanno imparato le tecniche di costruzione, comprato un kayak da utilizzare per modello, ed hanno iniziato a costruirle con vetroresina nella baracca retrostante la Casa del Popolo. Si trattava di una costruzione precaria – oggi inglobata nella Casa del Popolo e corrispondente ai locali di servizio retrostanti – che, come ricorda Claudio Bortolutti, è stata predisposta dal gruppo della Fgci insieme ai volontari del Cam, per accogliere l&#8217;attività del Centro.</p>
<p>Le canoe venivano poi depositate all&#8217;interno, per impedire che fossero rubate: il costo del materiale, tra vetroresina, lana di vetro, stuoia in diolene, si aggirava sulle 30.000 £. Questa attività ha fatto arrabbiare i compagni più anziani, che ritenevano che così la Casa del Popolo fosse &#8220;rovinata&#8221;, certo sbalorditi dal fatto che l&#8217;edificio, in certe giornate, apparisse trasformato in un vero e proprio cantiere navale, che occupava un sacco di ragazzi. Il lavoro di costruzione era totalmente volontario, e spesso si doveva perdere molto tempo per riparare agli errori di costruzione.</p>
<p>Dalla Casa del Popolo il Cam partiva per attività sul territorio: campeggi in Valcellina, in Canal del Ferro, in Austria. Partecipando anche a manifestazione come quella sul Po contro la centrale nucleare di Caorso. Nel 1980 il Cam si affiliò alla Federazione Italiana Canoa Kayak, per svolgere attività agonistica. Il nome divenne Gruppo Kayak Canoa Cordenons.</p>
<p>E&#8217; stata poi aperta la sezione nuoto, ma la piscina più vicina era Fontanafredda. Nel 1982 è nata la Uisp Nuoto Cordenons, in quanto c&#8217;era stato il fatto nuovo dell&#8217;inaugurazione della piscina comunale. Uisp Nuoto che gestisce quella piscina ancora oggi: Mauro è stato presidente dell&#8217;associazione dal 1982 al 2005, quando ha iniziato a fare il Commissario Tecnico della nazionale di Canoa-Kayak. E&#8217; stata anche costituita l&#8217;Arci provinciale, ma con scarso successo: Mauro, che per un periodo ne era stato il funzionario provinciale, solo più tardi si rese conto che le emozioni non erano le stesse che con l&#8217;attività sportiva, a causa delle continue mediazioni politiche cui era costretto.</p>
<p>Con l&#8217;attività sportiva si erano ritagliati degli spazi organizzati per dei ragazzi &#8211; nella fascia di età più difficile &#8211; che trovavano nell&#8217;attività canoistica delle regole più elastiche, ma chiare, frequentando uno spazio che superava i limiti di quanto erano abituati a fare a casa od a scuola. Con le trasferte nei <em>week-end</em> si allargava questo spazio di libertà. Avvicinandosi ai 18 anni, però, queste regole allargate diventavano sempre più strette, e questo imponeva a questi giovani la necessità di scegliere se rimanere nel gruppo oppure uscirne: le regole erano poche, ma su queste si era intransigenti.</p>
<p>Gran parte del gruppo iniziale usciva dalla Scuola Media di Torre, dove Mauro aveva fatto un anno di supplenza come insegnante di educazione fisica. In parte il gruppo era costituito da ragazzi difficili, con grossi problemi personali e familiari, legati a situazioni di disagio. Per qualche anno si è riusciti a fornire loro un&#8217;alternativa, e durante le attività non hanno mai consumato droghe, neanche leggere (perché non erano permesse). La Casa del Popolo era un riferimento per questi ragazzi, che passavano delle ore perché era un posto dove poter trovare compagnia, lavorare sulle canoe, suonare qualche strumento. Non era un posto dove venivi giudicato, dove i frequentanti non erano inquadrati in un qualche <em>clichet</em>: ognuno era accettato, previo rispetto di alcune semplici regole. I ragazzi venivano da una scuola dove venivano giudicati, e magari anche da famiglie dove vivevano nella tensione, ed in Casa del Popolo trovavano un luogo di tranquillità. Si organizzavano anche feste, talvolta aperte al pubblico. Ad esempio una volta si è fatta anche una grandissima grigliata di pesce, con una presenza numerosissima.</p>
<p>Più tardi alcuni dei ragazzi, purtroppo, sono morti: altri sono riusciti a costruirsi un&#8217;esistenza dignitosa; qualcuno è diventato operatore di comunità terapeutica. In Casa del Popolo Mauro ha anche conosciuto la moglie, portandola per la prima volta a vedere le canoe.</p>
<p>I primi mezzi erano avventurosi: un&#8217;Ami 8, poi un 238 Fiat. In Casa del Popolo l&#8217;attività è proseguita fino al momento del restauro, terminando circa un anno prima dell&#8217;inizio dei lavori. Le canoe, da quella volta, non sono più state messe in una sede: sono state depositate nelle case dei responsabili dell&#8217;associazione e dei familiari. Per un periodo si è continuato a costruire le canoe, presso un capannone di un costruttore in vetroresina, scambiandosi tecniche per la costruzione. Poi si è capito che tutte le ore passate a costruire le barche erano ore sottratte alla ricerca di altre risorse: la fuoriuscita dalla Casa del Popolo di Torre ha permesso di riflettere su questo aspetto e di cambiare strada. Si è iniziato a lavorare in piscina, a fare attività a rimborso, ed a mettere insieme le risorse per comprare le canoe (i canoisti non avevano mai i soldi per comprarle). A questo punto hanno iniziato ad arrivare i risultati, sono cominciate ad arrivare le canoe federali (in quegli anni c&#8217;erano più soldi, ed era più facile ottenere mezzi, se gli atleti entravano nelle squadre nazionali), e si è potenziata l&#8217;attività. In conclusione, si è deciso di far bene le cose che si sapevano fare, mentre &#8211; se si fosse rimasti in Casa del Popolo &#8211; probabilmente non ci si sarebbe sviluppati e si sarebbe solamente continuato a costruire barche.</p>
<p>Mentre i risultati venivano a livello nazionale ed internazionale, non c&#8217;è stato alcun riconoscimento locale &#8211; a Cordenons ed a Pordenone &#8211; per l&#8217;attività svolta, a parte quello ufficioso della Calcio Cordenonese, che permette tacitamente una doccia dopo gli allenamenti invernali. Ancor oggi le canoe sono parcheggiate nei loro rimorchi, di fronte alle case degli esponenti dell&#8217;associazione, come Mauro.</p>
<p>I principali risultati per cui è conosciuto il gruppo sono il campionato mondiale assoluto di Daniele Molmenti (da Torre) nel 2010. Molmenti è stato anche finalista alle olimpiadi di Pechino 2008, oltre ad essere il campione europeo in carica e da anni protagonista assoluto nel circuito di coppa del mondo. Prima di lui, negli anni &#8217;90, la portabandiera era Barbara Nadalin, più volte sul podio nel circuito di coppa del mondo, protagonista alle olimpiadi di Atlanta nel 1996. Molti di questi ragazzi hanno trovato sblocco professionale, grazie alla canoa, nei gruppi sportivi della Marina Militare e del Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato.</p>
<p>Questa storia – conclude Mauro – si può dire sia nata in Casa del Popolo, un luogo dove ognuno si sentiva molto libero, si poteva suonare e divertirsi, oltre a fare sport.</p>
<p>AA VV <em>La storia le storie. Centenario della Casa del Popolo di Torre 1911-2011</em>, Edizione 2011</p>
<pre id="embed-code">&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="640" height="390"&gt;&lt;param value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" name="movie"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="always" name="allowScriptAccess"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="true" name="allowFullScreen"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="high" name="quality"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="direct" name="wmode"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="#ffffff" name="bgcolor"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/08/molmenti_intervista010812.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=dossier&amp;subcategory=londra_2012&amp;videotitle=Molmenti, il mio compleanno tutto d\'oro&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/dossier/londra-2012/molmenti-il-mio-compleanno-tutto-d-oro/102187/100568&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=102187&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" name="flashvars"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" flashvars="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/08/molmenti_intervista010812.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=dossier&amp;subcategory=londra_2012&amp;videotitle=Molmenti, il mio compleanno tutto d\'oro&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/dossier/londra-2012/molmenti-il-mio-compleanno-tutto-d-oro/102187/100568&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=102187&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowScriptAccess="true" quality="high" wmode="direct" bgcolor="#FFFFFF" width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash"  /&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</pre>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/centenario/molmenti-la-medaglia-doro-canoa-a-londra-2012-e-la-casa-del-popolo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
<enclosure url="http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/08/molmenti_intervista010812.mp4?width=640&amp;amp" length="9088326" type="video/mp4" />
		</item>
		<item>
		<title>Addio a Ovidio Fellet</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/ricordi/addio-a-ovidio-fellet/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/ricordi/addio-a-ovidio-fellet/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 17:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Ovidio Fellet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=215</guid>
		<description><![CDATA[Ovidio Fellet è il primo a destra È morto oggi, 28 marzo 2012, Ovidio Fellet, presidente della Casa del Popolo di Torre dal 1950 al 1987 (con una sola breve parentesi negli anni &#8217;50, quando emigrò in Svizzera). Nacque il 21 dicembre 1924 a Torre, in una famiglia di operai antifascisti. A 14 anni iniziò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/ricordi/addio-a-ovidio-fellet/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/010_bn-13x18_48.jpg"></a><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/fellet.jpg"></a><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/fellet.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-217" title="fellet" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/fellet.jpg" alt="Ovidio Fellet è il primo a destra" width="500" height="330" /></a></p>
<address><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/fellet.jpg"></a>Ovidio Fellet è il primo a destra</address>
<p>È morto oggi, 28 marzo 2012, Ovidio Fellet, presidente della Casa del Popolo di Torre dal 1950 al 1987 (con una sola breve parentesi negli anni &#8217;50, quando emigrò in Svizzera).</p>
<p>Nacque il 21 dicembre 1924 a Torre, in una famiglia di operai antifascisti. A 14 anni iniziò a lavorare come sarto, mestiere che esercitò tutta la vita: per lunghi anni presso la ditta Basevi, dove fu anche attivista della Filcams Cgil.</p>
<p>Durante la guerra lavorò presso il Cotonificio di Torre, trasformato in sartoria dall&#8217;esercito tedesco, e qui fraternizzò con i prigionieri russi, finché questi fuggirono per unirsi alla Resistenza in Piancavallo.</p>
<p>Iscrittosi al Pci nel dopoguerra, fu segretario della sezione locale nel 1949-1950. Nel 1956 fu anche eletto consigliere comunale per un mandato.</p>
<p>Nel 1951 subì perfino una condanna – frequente in quegli anni – per la sua attività politica antimilitarista.</p>
<p>Nel 1982, quando il destino della Casa del Popolo di Torre sembrava segnato dall&#8217;ipotesi di demolizione, voluta dal piano regolatore del quartiere, Ovidio Fellet, sostenuto da un numeroso gruppo di giovani, scelse la via del ricorso e della richiesta alla Regione dei fondi per il recupero dello storico edificio. Scelta premiata dal successo negli anni successivi, quando durante l&#8217;ultimo scorcio della sua presidenza si avviarono quei lavori di ristrutturazione che hanno portato alla rinascita della storica istituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/ricordi/addio-a-ovidio-fellet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>INCONTRO PUBBLICO</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/incontro-pubblico/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/incontro-pubblico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 09:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[associazione storiastoriepn]]></category>
		<category><![CDATA[Centenario Casa del Popolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=208</guid>
		<description><![CDATA[VENERDì 23 marzo ore 18.00 sala &#8220;Teresina Degan&#8221; &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; piazza XX settembre &#8211; Pordenone. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/incontro-pubblico/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p>VENERDì 23 marzo ore 18.00 sala &#8220;Teresina Degan&#8221; &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; piazza XX settembre &#8211; Pordenone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/Senza-titolo-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-209" title="Senza titolo-1" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/Senza-titolo-1.jpg" alt="" width="559" height="298" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/incontro-pubblico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Storia le Storie. Centenario della Casa del Popolo di Torre</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/centenario/la-storia-le-storie-centenario-della-casa-del-popolo-di-torre/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/centenario/la-storia-le-storie-centenario-della-casa-del-popolo-di-torre/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=204</guid>
		<description><![CDATA[&#160; La pubblicazione di questo volume &#8220;La Storia Le Storie&#8221;, conclude degnamente la serie di eventi culturali, teatrali, musicali, iniziati nella primavera del 2011 per celebrare i 100 anni della Casa del Popolo di Torre. Una Casa del Popolo centenaria ma &#8220;giovane&#8221; – mi piace sottolineare – perché diventata un insostituibile punto di riferimento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/centenario/la-storia-le-storie-centenario-della-casa-del-popolo-di-torre/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><div>
<blockquote><p><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/copertine.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-205" title="copertine" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/copertine.png" alt="" width="400" height="527" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pubblicazione di questo volume &#8220;La Storia Le Storie&#8221;, conclude degnamente la serie di eventi culturali, teatrali, musicali, iniziati nella primavera del 2011 per celebrare i 100 anni della Casa del Popolo di Torre. Una Casa del Popolo centenaria ma &#8220;giovane&#8221; – mi piace sottolineare – perché diventata un insostituibile punto di riferimento e di aggregazione per associazioni, gruppi, eventi culturali, didattici e di svago.</p>
<p>Gli autori di questo volume sono, non a caso, autori locali testimoni di una passione civile del ricercare, indagare, collegare, intessere, raccontare: La Storia Le Storie.</p>
<p>La presidente della Casa Del Popolo<br />
<a href="mailto:hellenbi@libero.it">Elena Beltrame</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INDICE DEL VOLUME</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div><a href="mailto:hellenbi@libero.it">Elena Beltrame</a> <strong>Presentazione</strong><br />
<a href="http://www.storiastoriepn.it/">storiastoriepn.it</a> <strong>Prefazione</strong><br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#moreno-baccichet">Moreno Baccichet </a><strong>Da villaggio agricolo a periferia urbana.</strong> La storia insediativa di Torre di Pordenone<br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#monica-emmanuelli">Monica Emmanuelli </a><strong>Lacrime di cotone.</strong> Storie di operaie e di fanciulli dei cotonifici pordenonesi nella seconda metà dell&#8217;Ottocento<br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#enzo-pagura">Enzo Pagura </a><strong>Dissoluzioni e soluzioni. </strong>Storie di operai dei cotonifici pordenonesi nella seconda metà dell&#8217;Ottocento<br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#marica-preti">Marica Preti </a><strong>Il declino del settore tessile pordenonese: 1960-2000</strong><br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#lorena-fornasir">Lorena Fornasir </a><strong>Nataša-Anna.</strong> Da partigiana di Tito a partigiana garibaldina.<br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#gian-luigi-bettoli">Gian Luigi Bettoli</a> <strong>Wēijī</strong> Crisi e risurrezione di una Casa del Popolo<br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#elisabetta-michielin">Elisabetta Michielin </a><strong>Com&#8217;è che le nuvole stanno sospese?</strong> Uno steineriano a Torre<br />
<a href="http://storiastoriepn.it/lastorialestorie.html#mirco-bortolin">Mirco Bortolin </a><strong>A Torre un archivio per Torre</strong><br />
<strong>Indice dei nomi</strong></p>
<ol></ol>
</div>
</blockquote>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/centenario/la-storia-le-storie-centenario-della-casa-del-popolo-di-torre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Casa del Popolo a Torre &#8211; 1911-1921</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/centenario/194/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/centenario/194/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario]]></category>
		<category><![CDATA[La storia le storie]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Media "Lozer" Torre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=194</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/centenario/194/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/casa_pop_scuola1.jpg"></a><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/Senza-titolo-3.jpg"></a><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/casa_pop_scuola1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-196" title="casa_pop_scuola" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/casa_pop_scuola1.jpg" alt="" width="411" height="854" /></a><img class="aligncenter size-full wp-image-199" title="Senza titolo-3" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/Senza-titolo-3.jpg" alt="" width="411" height="477" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/centenario/194/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Svelato il mistero del falso storico su Terzo Drusin</title>
		<link>http://www.casadelpopolo.org/rassegna-stampa/svelato-il-mistero-del-falso-storico-su-terzo-drusin/</link>
		<comments>http://www.casadelpopolo.org/rassegna-stampa/svelato-il-mistero-del-falso-storico-su-terzo-drusin/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 08:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CdP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Martelli]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sigfrido Cescut]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Drusin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casadelpopolo.org/?p=189</guid>
		<description><![CDATA[da Il Messaggero Veneto del 4 dic. 2011 Si dichiara il falso per nascondere l’inconfessabile. È quanto emerge dal “Libro Matricola” del carcere di Pordenone, 67 anni dopo le torture e l’assassinio del professor Terzo Drusin, medaglia d’oro al valor militare che, da insegnante di materie letterarie alla scuola media Monti, nella primavera del 1944, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.casadelpopolo.org/rassegna-stampa/svelato-il-mistero-del-falso-storico-su-terzo-drusin/' layout='default' show_faces='true' width='500' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div><p>da Il Messaggero Veneto del 4 dic. 2011</p>
<p><a href="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/terzo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-192" title="terzo" src="http://www.casadelpopolo.org/wp-content/uploads/terzo.jpg" alt="" width="294" height="200" /></a><br />
Si dichiara il falso per nascondere l’inconfessabile. È quanto emerge dal “Libro Matricola” del carcere di Pordenone, 67 anni dopo le torture e l’assassinio del professor Terzo Drusin, medaglia d’oro al valor militare che, da insegnante di materie letterarie alla scuola media Monti, nella primavera del 1944, diventa il partigiano “Alberto”. Determinante per la nascita della Brigata partigiana unificata Ippolito Nievo di pianura, la sera del 2 dicembre 1944, Drusin cadde in mano ai fascisti. La sua tragedia è documentata dal “Libro Matricola”, dove lo registrano il 2 dicembre, quale “catturato nella frazione di Corva dal capitano Arturo Vettorini della guardia repubblicana”. I dati anagrafici di Drusin comprendono una nota che lo indica mutilato della gamba destra, con le mani prive dei due indici. Sul registro della prigione, scrive il comandante delle guardie carcerarie Eugenio Maggi: “Il giorno 13 dicembre del 1944, consegnato (Drusin) al tenente comandante la brigata nera (Leschiutta) il quale, in data 27, ha comunicato che il Drusin è stato tradotto a Treviso”. La data – 9 dicembre 1944 &#8211; della morte di Terzo Drusin “Alberto”, posta sulla tomba dei “Benemeriti della città” è sbagliata. I fascisti di Leschiutta lo hanno prelevato dal carcere il 13 dicembre. Dal 2 dicembre si erano susseguiti interrogatori, sevizie e torture di Drusin, nella casa del fascio, dal dopoguerra sede dell’Ariete e della Questura di Pordenone. L’assassinio di Drusin, per mano della brigata nera di Leschiutta, avviene sul ponte di Tremeacque il 13 dicembre, giorno in cui lo prelevano dalla prigione. Prima di ucciderlo, i fascisti lo massacrarono di botte lungo il percorso, nei luoghi dove tutti lo conoscevano e dove Drusin aveva reclutato molti giovani partigiani per avviarli alla lotta contro l’oppressione nazi-fascista. Poi, lo stesso Leschiutta dichiara il falso trasferimento di Drusin a Treviso. Il Comune di Pordenone e le associazioni partigiane ricorderanno Terzo Drusin “Alberto”, medaglia d’oro al valor militare, deponendo la corona d’alloro sulle sua tomba, fra i benemeriti del Comune, la mattina di venerdì 9 dicembre con una cerimonia.</p>
<p>Sigfrido Cescut ©RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casadelpopolo.org/rassegna-stampa/svelato-il-mistero-del-falso-storico-su-terzo-drusin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
