Archivio Testi

Non ci sarà pace finché non cessa l’occupazione israeliana della Palestina

di Marwan Barghouti L'attuale esplosione di violenza non è partita con l'uccisione dei due coloni israeliani. Ogni giorno palestinesi vengono uccisi, feriti, imprigionati. Ogni giorno il colonialismo progredisce, l'assedio del nostro popolo di Gaza continua, così come l'oppressione. Siccome molti oggi pensano che saremo annientati dalle possibili conseguenze di una nuova spirale di violenza, io voglio, come feci nel 2002, parlare della ragione di fondo: la negazione della libertà della Palestina. Leggi tutto [...]

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Renzi e Israele

CHI BOICOTTA ISRAELE BOICOTTA SE' STESSO. AHHH, ECCO! L'abitazione di Nablus dove un bimbo palestinese di 18 mesi (Ali Dawabsheh) è stato arso vivo mentre i genitori (Saad e Rihan) ed il fratello (Ahmad) sono stati estratti con ustioni gravissime in tutto il corpo.  Da parte di "terroristi" israeliani. Leggi tutto [...]

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Renzi, sterile e stupido non e’ il boicottaggio di Israele, ma non far rispettare il diritto internazionale

Nel corso della sua visita in Israele, Matteo Renzi ha pronunciato un discorso alla Knesset in cui ha enfatizzato il legame e l'amicizia tra Italia e Israele e ha garantito che "l'Italia sarà sempre in prima linea contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido". Renzi così dimostra di non conoscere affatto il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), movimento lanciato nel luglio 2005 da una ampia coalizione della società civile palestinese, come risposta necessaria Leggi tutto [...]

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“Compiacersi di essere dispiaciuti”: un recensione interessante

Compiacersi di essere dispiaciuti Nathan Thrall, giornalista del New York Times, fa parte dell'International Crisis Group per il NordAfrica ed il Medio Oriente; vive a Gerusalemme. Qui una sua recensione, tradotta da Sebastiano Comis, del libro di Ari Shavit La Mia Terra Promessa: Israele, trionfo e tragedia, Sperling & Kupfer, 2014; apparsa su London Review of Books. Il testo di Shavit - afferma Thrall - ha avuto un gran successo in America tra i sionisti liberali: "Divisa equamente tra Leggi tutto [...]

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Una lettera aperta di Assopace Palestina di Pordenone agli istituti scolastici

Gentile Preside, siamo Lorena Fornasir, psicologa clinica e Gian Andrea Franchi, docente di filosofia (in pensione) rappresentanti locali dell’Associazione Assopacepalestina nazionale. Vorremmo proporre alla Scuola che lei dirige una presentazione della nostra esperienza di viaggio in Cisgiordania avvenuta nella prima decade d’agosto con l’onlus Assopace Palestina (coordinata da Luisa Morgantini, già vicepresidente del parlamento europeo) mentre era ancora in atto l’attacco a Gaza che Leggi tutto [...]

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Per la PACE e i DIRITTI del popolo Palestinese: sabato 13 settembre catena umana a Pordenone

Per la PACE e i DIRITTI del popolo Palestinese Pordenone sabato 13 settembre ore 16,30 ritrovo in piazza Municipio in silenzio contro i fragori di guerra CATENA UMANA di donne e uomini che chiedono la fine di massacri e riarmo Alla fine della catena arriviamo in Piazza Cavour con ALCUNE brevi TESTIMONIANZE sulla PALESTINA e l’INTERVENTO conclusivo di don DI PIAZZA PIERLUIGI del Centro Balducci. Vieni e diffondi questo invito portando un cartello, da appendere al collo Leggi tutto [...]

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LA CONDIZIONE PALESTINESE

LA CONDIZIONE PALESTINESE: SRADICAMENTO/RADICAMENTO   La terra di Palestina è l’oggetto di un antico desiderio di radicamento divenuto occupazione coloniale. E’ quindi uno sradicamento. E di uno sradicamento – quello dei palestinesi, gli scacciati e i rimasti in ogni modo umiliati –, che diventa richiesta e, paradossalmente, marcia per un vero radicamento. La storia sembra dialettica - dunque. Una dialettica tragica, però. Gli sradicati per eccellenza, gli ebrei, credono di Leggi tutto [...]

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Muri

C’era una volta il muro che divideva le due Berlino. C’è il muro del pianto a Gerusalemme, folto di devoti salmodianti vestiti di nero. C’è il muro di oltre 400 chilometri (saranno più di 700 quando sarà completato) che, a grandi pezzi non comunicanti e contorti in curve bizzarre, angoli retti o acuti, segmenta il territorio palestinese per rendere difficili, faticosi e umilianti gli spostamenti dei palestinesi e anche, secondariamente, per difendere i coloni da eventuali manifestazioni Leggi tutto [...]

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Il colono con la pistola

  Per la strada principale di Hebron, - Shuhada street: deserta striscia d’asfalto che la taglia in due, fiancheggiata da vecchie botteghe chiuse e abbandonate per il divieto di passaggio ai palestinesi -, da una grossa macchina ferma davanti al centro di cultura ebraica, scende una delle famiglie dei circa cinquecento coloni israeliani insediati nella città (160.000 abitanti, la più grande della Cisgiordania, nel distretto più a sud). Colui che sembra il capo è un uomo anziano, Leggi tutto [...]

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