Archivio Testi

LA CONDIZIONE PALESTINESE

LA CONDIZIONE PALESTINESE: SRADICAMENTO/RADICAMENTO   La terra di Palestina è l’oggetto di un antico desiderio di radicamento divenuto occupazione coloniale. E’ quindi uno sradicamento. E di uno sradicamento – quello dei palestinesi, gli scacciati e i rimasti in ogni modo umiliati –, che diventa richiesta e, paradossalmente, marcia per un vero radicamento. La storia sembra dialettica - dunque. Una dialettica tragica, però. Gli sradicati per eccellenza, gli ebrei, credono di Leggi tutto [...]

Continua...

Muri

C’era una volta il muro che divideva le due Berlino. C’è il muro del pianto a Gerusalemme, folto di devoti salmodianti vestiti di nero. C’è il muro di oltre 400 chilometri (saranno più di 700 quando sarà completato) che, a grandi pezzi non comunicanti e contorti in curve bizzarre, angoli retti o acuti, segmenta il territorio palestinese per rendere difficili, faticosi e umilianti gli spostamenti dei palestinesi e anche, secondariamente, per difendere i coloni da eventuali manifestazioni Leggi tutto [...]

Continua...

Il colono con la pistola

  Per la strada principale di Hebron, - Shuhada street: deserta striscia d’asfalto che la taglia in due, fiancheggiata da vecchie botteghe chiuse e abbandonate per il divieto di passaggio ai palestinesi -, da una grossa macchina ferma davanti al centro di cultura ebraica, scende una delle famiglie dei circa cinquecento coloni israeliani insediati nella città (160.000 abitanti, la più grande della Cisgiordania, nel distretto più a sud). Colui che sembra il capo è un uomo anziano, Leggi tutto [...]

Continua...

La politica del luogo

Un aspetto che colpisce, o almeno mi ha colpito, nel viaggio in Palestina è la densità simbolica dei luoghi. Non solo di Gerusalemme. Di tutto il territorio. Simbolico per palestinesi e per israeliani. E non solo. E la potenza politica di questa densità. Per gli israeliani è nientedimeno che la Terra Promessa in quel libro che è il libro per eccellenza – la scrittura, tà bìblia - non solo per gli ebrei ma per tutto l’occidente, che l’ha incorporato nel Nuovo come l’Antico Testamento. Leggi tutto [...]

Continua...

Le colline della Palestina…

La seconda puntata del reportage dalla Palestina di Gian Andrea Franchi:   Le colline della Palestina sono devastate anche fisicamente dai fitti insediamenti dei coloni israeliani, legali e illegali: secondo le leggi israeliane, naturalmente, dato che non esiste altra legalità, che è, come ovunque, la forma che assume l’unica legge che conta, quella del più forte. Si vedono queste colline oberate di ammassamenti cementizi, anche molto alti, sia pur ricoperti della light stone palestinese, Leggi tutto [...]

Continua...

Gian Andrea Franchi: Sono appena tornato dalla Palestina….

Sono appena tornato dalla Palestina. I palestinesi chiedono a chi va da loro, come il mio gruppo guidato da quella donna straordinaria che è Luisa Morgantini, di testimoniare di ciò che abbiamo visto e sentito: un vero e proprio genocidio, non solo e non tanto per i 2000 morti di Gaza e i morti alla spicciolata in Cisgiordania (due a Gerusalemme mentre noi eravamo lì; uno a poche centinaia di metri dal nostro albergo) ma per la sottrazione delle elementari risorse di vita, a cominciare dall’acqua, Leggi tutto [...]

Continua...

IL SINGOLO E LA MASSA. IL PENSIERO FOTOGRAFICO DI ROBERT CAPA

di Gian Andrea Franchi Fra i modi di rapportarsi al tragico dei nostri tempi - delle guerre continue, piccole e grandi, di una pace che, quando c’è, non è altro che la continuazione della guerra con altri mezzi - la fotografia, se diventa pensiero, è un medium esemplare. Certamente lo è nel caso del pensiero fotografico di Robert Capa: una meditazione sul rapporto singolarità/massa, singolarità/storia. Dico pensiero foto-grafico - scrittura con la luce - in senso proprio, non metaforico. Leggi tutto [...]

Continua...

SPINOZA A SREBRENICA.

di Gian Andrea Franchi Genocidio? “Humanae actiones non ridere, non lugere, neque detestari sed intelligere”. Penso che queste parole, tratte dall’Ethica di Baruch Spinoza, un ebreo che d’identità etnico-religiose e dei loro tormenti aveva esperienza diretta, siano perfettamente appropriate alla scena che, l’undici luglio scorso a Potoçari, frazione di Srebrenica, si svolgeva sotto i miei occhi. Era il giorno della sepoltura dei resti, riesumati annualmente, delle vittime del massacro Leggi tutto [...]

Continua...

UNIVERSITÀ NOMADE DEI BALCANI

di Gian Andrea Franchi  I Balcani sono oggi il luogo più adatto, almeno in Europa, per studiare dal vivo, attraverso il paesaggio storico, città e paesi e, ovviamente, chi li abita, quella dimensione essenziale della vita e della politica che si può chiamare bisogno d’identità. La terra balcanica, infatti, è storicamente attraversata da un’incontenibile esigenza d’identificazione. Mostra con un’evidenza teatrale, spinta oltre il dramma fino alla tragedia, nel corpo del suo territorio Leggi tutto [...]

Continua...