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la (S)Korea del Nord

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La Korea del Nord minaccia il mondo! Questi titoloni dei giornali di qualche giorno fa in commento all’esperimento nucleare sotterraneo che quello stato ha effettuato, appunto, di recente. “Il mondo sotto ricatto!”

Ora, dire che il nucleare, non solo militare, ma anche “civile” dovrebbe essere abolito, a mio avviso non fa una piega. Sostenere che la minaccia derivi dalla Korea del Nord che dagli USA è definito uno stato canaglia, mi pare un’emerita minchiata.

Al di là del fatto che ci sono stati che quell’arma l’hanno già sperimentata non sono sotto terra o devastado alcuni tra i posti più belli del pianeta, gli atolli del Pacifico, ma direttamente sulla pelle di esseri umani, i vari trattati sul disarmo nucleare sono stati letteralmente stracciati. Non solo, ma alle varie “potenze storiche” che quegli ordigni hanno costruito durante o immediatamente in seguito alla seconda guerra mondiale, si sono aggiunti altri paesi (Israele, India, Pakistane tra poco, chissà, l’Arabia Saudita) che hanno pensato bene di far valere il loro peso sulla scena internazionale dotandosi di quegli stessi ordigni. E naturalmente sperimentandoli, ovvio.

Aggiungerei pure che coloro che fanno ora tanto chiasso e che accusano lo spettinato che governa Pyongyang di atti criminali e di mettere il mondo in pericolo, dovrebbero ricordarsi che a casa mia, ad Aviano, ci sono (ma mi raccomando non ditelo a nessuno, che è un segreto) alcune decine di bombe atomiche che violano ciò che dice la nostra Costituzione. E a nessuno pare fregargliene un bel nulla; ecchecazzo, sono qui per difenderci, no? Verrebbe da chiedersi da chi, ma sarebbe domanda quasi retorica a cui si risponderebbe con altrettanta retorica: dal terrorismo, no? Ahh, ora è il terrorismo (cazzo, difendersi dal terrorismo con la bomba nucleare?); prima era l’URSS, poi l’Iran che si accusava di preparare la propria bomba atomica. Ora è il terrorismo. Chissà che origine potrà mai avere, poi, questo terrorismo…

Bene, ma a me pare che se i bersagli del terrorismo sono principalmente gli USA e i suoi alleati occidentali, come l’Italia dove per fortuna ancora non è successo quello che altri  stati  europei hanno subito, a me pare che tenersi in casa armi nucleari non sia poi decisione così sana. Sarebbero, in caso di eventuali guerre, i primi obiettivi e farebbero sicuramente gola ad eventuali terroristi (difficli in questo caso,  ma non impossibili come le torri gemelle dimostrano abbondantemente). Se poi pensiamo a quanto succede alle nostre porte; Iraq, Siria, Libia, realtà tremendamente vicine a noi, c’è veramente di che preoccuparsi; ma il nostro valido e ardito governo e i suoi eroici ministri Pinotti e Gentiloni che si vanno a trovare? La spedizione di 300 militari (anche le poche decine di personale medico e paramedico lo sono) a Misurata. Per curare fondamentalmente i miliziani che si sono sempre dimostrati quello che sono, bande di esaltati sanguinari tanto quanto gli altri personaggini che hanno preso il comando delle varie frazioni (e fazioni) della Libia e che si stanno scannando tra di loro con l’aiutino di vari paesi occidentali e non. Ognuno con le proprie pretese di controllo delle immense ricchezze di quel paese. Le stesse sulle quali in realtà anche noi, Francia, Inghilterra e altri ancora, ardiremmo a mettere le mani.

Infatti, forse anche per mandare un messaggino al nostro governo, ieri nel Fezzan, nel sud della Libia, sono stati rapiti due nostri connazionali (complimenti a chi li ha mandati da quelle parti) e un canadese. Chissà che le nostre truppe speciali (o quelle che già da tempo combattono da quelle parti al di fuori del diritto internazionale) non pensino di organizzare una bella spedizione per liberarli combinando per l’ennesima volta gli stessi casini e magari riuscendo a salvarne uno e facendo macellare gli altri.

Tanto poi, come successo per il povero Lo Porto, di cui non si era sentito più parlare da tempo e mai citato tra i vari “eroi” deceduti a causa del terrorismo (infatti i crimini degli USA non solo considerati terroristici), gli Stati Uniti recapiteranno ai loro famigliari un milioncino di dollari in riparazione al danno provocato (da un bombardamento alla cazzo di un loro drone) dalla morte del loro figlio e fratello. Naturalmente negando ogni loro responsabilità, sia chiaro. Ahh, il milioncino poi vale solo per i morti occidentali, mica per qugli straccioni locali fatti metodicamente a pezzi in Afghanistan, Pakistan o Iraq e Siria e altrove a scelta.

Ecco, tornando a Kim Jog Un, sarà anche un momentino disturbato e avrà anche ben altri problemi a cui pensare, visto la disperata situazione del paese che governa, ma ho come l’impressione che se non avesse a disposizione qualche bombetta di quelle che i suoi scienziati e generali gli confezionano, la Korea de Nord difficilmente esisterebbe ancora. E che coloro i quali gli rinfacciano di mettere a rischio questo nostro mondo, lo stesso mondo lo hanno già ridotto a brandelli.

Chissà che magari rimettere in primo piano il problema delle bombe atomiche di Aviano, che stanno per essere rinnovate e potenziate alla faccia dei vari trattati internazionali, potrebbe aiutare molto di più che pensare all’ipotesi che Kim Joun Un possa davvero usare le sue.

Ricordando pure ciò che dice la nostra Costituzione, secondo la quale nessun ordigno nucelare può essere prodotto o custodito all’interno del territorio italiano. Nè nostro, nè di alcun altro. Ma già, bisognerebbe anche purtroppo ricordare che la stessa Costituzione sta per essere rivoltata da una riforma ignobile (complementariamente con la nuova legge elettorale) sulla quale speriamo almeno fortemente prevarrà, al referendum, il NO.

Bruno Tassan Viol

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