Punto, virgola e punto e virgola..
3 giugno 2018
Il silenzio degli innocenti
10 luglio 2018

Eid Mubarak

Come dire felice Eid. Da noi un po’ come buon Natale o buon Pasqua. Insomma, oggi e’ la festa piu’ importante del calendario islamico che interrompe la mesata di digiuno imposto ai fedeli di questa religione. La cosa non passa certo inosservata, i mercati di ieri erano affollati di gente che acquistava quanto necessario per preparare degnamente il pranzo di oggi. Piu’ Natale che Pasqua ad onor del vero, questi tre giorni di festa sono dedicati alle celebrazioni in famiglia, ad incontrare parenti ed amici stretti e ad ingozzarsi, a seconda delle tasche come dappertutto, ai limiti dell’inverosimile. Una piccolo vendetta nei confronti del mese appena trascorso in cui i sacrifici dell’osservanza al digiuno sono stati elevate a potenza dal gran caldo che ormai comincia a picchiare. Chi sceglie di astenersi dal cibo da prima dell’alba fino all’attesa chiamata del muezzin al tramonto, rinuncia anche a bere, fumare, trombare.. praticamente a tutto cio’ che normalmente serve al motore del nostro corpo e alle sue debolezze.
Lasciamo stare chi, giustamente e coerentemente con il suo modo di vedere le cose (in Rojava usanza piuttosto diffusa), del Ramadan se ne frega ed anche durante quel mese ha continuato come niente fosse; anche per loro oggi in ogni caso e’ giornata di grande festa. Esattamente come per la maggior parte di noi a Natale quando magari molti sfoggiano il vestito buono, la cravatta, e vanno pure a messa come rito introduttorio all’inizio delle cerimonie luculliane in famiglia. Comunque sia, i muezzin delle moschee nelle vicinanze non hanno mancato di sottolineare l’importanza dell’occasione, mantenendo la durata delle chiamate alle preghiere per tempi record; dove trovano la forza per riuscirci non si capisce, probabilmente nella loro fede. Sara’ per questo che io ho il fiato corto..
Oggi finalmente, ma gia’ ieri sera le mandibole si erano allenate per bene, si dara’ sfogo alle libagioni. Stamattina, gia’ di buon ora, le squadre di ragazzini erano in giro per le strade locali passando di casa in casa chiedendo qualcosina per festeggiare; un po’ come si faceva ormai parecchio tempo fa da noi in occasioni simili, da noi ricordo si facesse a carnevale, quando in maschera bussavamo alle porte (all’epoca molto piu’ aperte che oggi) e la gente doveva fingere di non riconoscerci pagando il prezzo con qualche caramella o dolcetto. Come si vede, e a dispetto di chi pensa ad una stratificazione genetica delle persone, ci sono parecchie cose che ci accomunano, pur rimanendo le ovvie diversita’ culturali che ci contraddistinguono.
Poi, e’ chiaro che in un paese in guerra, perche’ con le dovute differenze tra una regione e l’altra, la guerra qui continua, i regalini che il locale equivalente di babbo natale porta ai ragazzini sono prevalentemente copie degli stessi fucili che nella versione reale fanno strage di civili, militari, fanatici. Comunque tutte persone in carne ed ossa. Le stesse armi che spesso e volentieri e con buona pace delle leggi internazionali che in teoria dovrebbero proibire questo coomercio, noi inorriditi occidentali continuiamo a vendere traendone abbondante profitto.
Nel frattempo, e giusto perche’ ognuno poi festeggia a modo suo, la notte scorsa c’e’ stato qualche botto quale monito che se oggi e per altri due giorni si fa festa, poi ci si cala di nuovo nella quotidianita’.
Nel sud della regione del nord est, zona di Dar ez Zor, l’Isis si e’ ringalluzzito e i combattimenti sono ripresi. Probabilmente anche grazie a fatto che pure gli iraqeni vorrebbero chiudere il discorso con le migliaia di militanti di Daesh (sempre Isis, ma detta all’araba) accampati al confine tra la Siria e, appunto, l’Iraq e che rappresentano un pericolo per le zone liberate dagli stessi barboni qualche mese fa, ma che invece sono una risorsa per la coalizione che invece di combattere questi fanatici (in realta’ finge pure di farlo), bombarda le truppe regolari siriane che cercano di chiudere l’altra sacca in cui i combattenti di Isis si sono riparati ad ovest dell’Eufrate e da dove fanno partire incursioni verso villaggi e strutture militari governative.
Che poi quella sia una zona strategicamente determinante a causa della ricchezza del sottosuolo, probabilmente e’ un dettaglio trascurabile. No?
Insomma, godiamoci questa festa e per un paio di giorni fingiamo che tutto sia a posto, da lunedi’ si riparte. Buon Eid!

Docbrino

2 Comments

  1. docbrino ha detto:

    a proposito, pare che quatti quatti e zitti zitti (anche se lo stato maggiore nega…) nella zona di Der ez Zor siano arrivati anche i nostri eroi

    https://twitter.com/soundandpic/status/1006880424101064705

    fonti locali che solitamente sono ben informate, ed e’ la seconda volta in pochi giorni che lo sostengono…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.