STRATEGIA TERRORISMO JIHADISTA: PERCEZIONE NON REALE RISCHIO STATISTICO
24 maggio 2017

Doonesbury, Donald Trump e i tuttologi ignoranti

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E’ noto (e triste) il rituale dei commentatori dei giornaloni – quelli della “buona” borghesia d’antan, che neanche lei legge più – che sparlano a vanvera di ogni cosa, salvo essere rigorosamente smentiti dalla realtà. Tanto loro prendono paghe stellari lo stesso, a dispetto di un mondo dell’informazione dove il lavoro è perfino più precarizzato che in altri settori. E ad ogni smentita parlano d’altro.

Tanto per citare l’ultimo episodio tra i tanti: era patetico, pochi giorni fa, vedere il giovane virgulto del turno serale sullo schermo di Rai News 24 lamentarsi contrito per non aver capito come mai il Labour Party inglese, guidato dopo decenni da un leader finalmente anticapitalista e socialista, lungi dallo sparire dalla scena politica, avesse ripreso vigore ed ottenuto una netta rimonta. A gente del genere che esista la lotta di classe, e che le classi subalterne siano tutt’altro che pacificate, non entrarebbe nella capa neanche se gliela si aprisse a bastonate (maresciallo-che-mi-ascolti: è un modo di dire. Cito a giustificazione l’autorevole intervento dell’allora capogruppo comunista in Consiglio Regionale del Fvg, il partigiano Antonio Moschioni, nella seduta del 16 settembre 1976, nel corso del polemicissimo dibattito sul secondo terremoto friulano di quell’anno: lui si rivolgeva alla Giunta regionale di centrosinistra... che a quei tempi non era una bella parola: infatti la sinistra vi si opponeva).

Chissà, al proposito del neopresidente statunitense, cosa potrà dire l’excompagnoextraparlamentare Gianni Riotta, chiamato a partecipare come “oppositore di sua maestà” alla “PordenonePensa” – rassegna monotematica di giornalismo destrorso – promossa dalla FamigliaCiriani&Friends. In attesa di non sentirlo (ché c’è un sacco di roba interessante da leggere, altro che stare a perdere tempo con chi viene pagato per parlare a vanvera) e di fare zapping in occasione di una delle apparizioni di Giovanna Botteri da New York – che non si capisce perché debba stare proprio laggiù per leggere le veline del governo Iuèssei su cosa accade in giro per il mondo – raccomandiamo la lettura di un volume recentemente apparso in traduzione italiana.

Si tratta di un’antologia delle strisce dedicate dal disegnatore statunitense Garry Trudeau a Donald Trump: Garry Trudeau, Trump! Trent’anni con Donald. Dalle strisce di Donnesbury, Milano, RizzoliLizard, 2017, pp. 112, €. 17.

Trùmp, e non “Tràmp” come si usa dire: il perché lo aveva già spiegato tanti anni fa un altro artista statunitense, Woody Guthrie (in italiano qui).

Nelle striscie di Doonesbury Trump appare non l’altroieri, come è sembrato a molti caduti dal pero, ma esattamente il lontano 14 settembre 1987. Sì, proprio trent’anni fa! Ed era proprio lui, con tutti i suoi difetti: lo si sapeva da mo’ quale squallido personaggio aspirasse alla presidenza degli Usa. Né più né meno che in Italia, con Berlusconi, che – come Mussolini negli anni ’20 – ha fatto tendenza mondiale. Per capire cosa stesse succedendo al centro del potere politico mondiale non serviva molto: bastava tenersi aggiornati con un fumetto che appariva a puntate anche in italiano, su Linus. Basta saper leggere, e non aver venduto la coscienza in cambio di un lauto stipendio da leccapiedi. Nel frattempo, ci siamo beccati un personaggio spregevole che, non contento di interpretare la sua parte nel dramma del “governo come consiglio di amministrazione della borghesia”, l’ha infarcito oltre ogni limite di generali, fascisti e superricconi. Al peggio non c’è mai limite.

In mancanza ormai di una libera informazione, e di una politica che non sia fatta solo da lobbisti ed yesmen (ed yeswomen), almeno ci resta – per ora – la satira. Come ai tempi del Papa Re.

Glb

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1 Comment

  1. tania ha detto:

    purtroppo stampa, TV, e tutti i media non sono strumenti per informare, far conoscere fatti reali e veri, ma da quando sono stati utilizzati dall’uomo servono agli scopi dell’uomo e detta legge chi comanda, manipolazione e creazione ad hoc di informazioni e disinformazioni, di quei dire a vanvera che tanto conquistano la plebe acritica… che fare? siamo in pochi che ancora facciamo contro tendenza. continuate

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