“””Salvini non è uno sciacallo ma un nazista”””
14 luglio 2018

L’ultimo saluto a Rita Da Corte

Era una delle nostre più fedeli ed antiche socie. Lei, che era stata la figlia maggiore di Ilario, il primo presidente della Casa del Popolo di Torre.
Nel 1919 tutto il mondo si agitava per la Rivoluzione. Nel frattempo, da muratore socialista con i piedi per terra, Ilario Da Corte aveva giudicato che intanto non era vano costituire la Società (poi Associazione) della Casa del Popolo e comprare il terreno su cui, partendo dieci anni prima, era stata autocostruita la sede dalla Lega operaia del quartiere. Così, con la loro cautela, Ilario e gli altri misero in sicurezza l’edificio ed il suo patrimonio politico, sindacale e culturale, che ormai ha superato in piena salute il secolo.
Ma non è una storia tutta al maschile, come potrebbe sembrare leggendo, ancor oggi, l’elenco dei fondatori in quegli anni difficili.
In questa come nelle altre famiglie operaie sindacalizzate di Torre, alla militanza dei padri corrispondeva quella sindacale di fabbrica delle madri, operaie tessili spesso “più a sinistra” dei mariti, e poi, a partire dagli anni della clandestinità e della Resistenza antifascista, anche delle giovani figlie, trascinate dall’esempio nella militanza comunista clandestina.
Delle tre ragazze, Rita è sempre stata la più riservata, dedita al lavoro artigiano di sarta, tra una sorella più giovane – Alma – sindacalista licenziata per rappresaglia dal Cotonificio Venezia, ed una cugina che lei assisterà negli ultimi anni difficili: Teresina, avvocata, insegnante e storica.
Le rivolgeremo l’ultimo saluto, laico e riservato per sue precise disposizioni, mercoledì 1° agosto alle ore 8.30, presso la Prosdocimo Funeral Home di Pordenone (Via del Turco, 2 – Laterale Viale Venezia).

1940: Rita Da Corte è al centro, tra la sorella Alma (a destra) e la cugina Teresina Degan (a sinistra)

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