20 febbraio 2018

Donald TrumPet (inteso come flatulenza)

Ci si può provare, ma risulta difficile riuscire a non parlare del biondo che fa impazzire il mondo (chiedo venia per la citazione presa da una vecchia pubblicità). Ora ci delizia con i suoi commenti sugli Stati da lui definiti come “cessi”, nemmeno si fossero ridotti in quelle condizioni, oggettivamente disastrose, senza il consistente contributo degli Stati Uniti, che il nostro eroe rappresenta al massimo livello. Diciamo che che se i “green berrets” non si fossero presi la briga di andare a rompere le balle all’intero universo, sarebbe ragionevole pensare che il resto del mondo, compresa quella parte portata alla ribalta dalle ultime esternazioni lisergiche che immancabimente il soggetto in questione ci fa avere, starebbe decisamente meglio. Che gli Stati Uniti non abbiano affatto preso in considerazione l’ipotesi di lasciare in pace quella parte del pianeta (shitholes), è piuttosto facile da dimostrare. Giusto per restare nell’area geografica di un paio di paesi tra quelli definiti cessi, San Salvador e Haiti, gli States hanno deciso prima, di intervenire nel colpo di stato che aveva a suo tempo defenestrato il presidente democraticamente eletto, Zelaya, e poi di avallare i giganteschi brogli che hanno portato a far vincere le ultime elezioni a Hernandez. […]