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Risposta alle provocazioni di Casapound

Questa volta la mascalzonata rivolta alla Casa del Popolo di Torre – Pordenone è stata postata sulla pagina FB di Casapound di Pordenone: finte tende poste sul davanti e uno striscione con la scritta ”La Casa del, in rosso, (Nuovo) Popolo”. E’ stata rivendicata dal loro segretario regionale Nicola De Bortolo, mentre la scritta vigliacca comparsa sui muri per il 70° della Resistenza è rimasta anonima, forse una prima prova. Si può parlare di “bravata” con riferimento ai Bravi del romanzo “I Promessi Sposi” di A. Manzoni. Persone al soldo di signorotti violenti che tartassavano e depredavano il popolo, considerato di rango inferiore e senza diritti e che forti di questa licenza si permettevano qualunque angheria, sicuri dell’impunità. Ora assumono le vesti della responsabilità e della legalità. Da un lato accusano, come fa il loro segretario “…l’inerzia delle amministrazioni…nel gestire l’emergenza profughi da loro fortemente denunciata fin dall’inizio..”. Lo stesso si rivolge “..alla rete “sedicente” solidale che si è prodigata per i così detti profughi..” e alla Casa del Popolo di “prendere in considerazione la possibilità di ospitare gli immigrati per dare un buon esempio di accoglienza e arginare così i fenomeni di razzismo da essa denunciati”. La Rete Solidale Pordenone, prima che alle leggi e ai trattati, rivendica, agisce e testimonia il valore irrinunciabile dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani, donne e uomini, vecchie e vecchi, bambine e bambini, del loro diritto a cercare una vita al riparo da fame, violenza e guerre. Violento, discriminatorio, razzista è creare categorie di persone a diritto variabile a seconda delle convenienze del momento. La Casa del Popolo che offre spazio a tanto popolo diverso a partire dalle comunità di immigrati non ha bisogno di così “premurose e disinteressate” sollecitazioni “…a dare un buon esempio”. Il buon esempio rivolto anche alle amministrazioni locali lo dà con l’incontro che si terrà proprio alla Casa del Popolo lunedì 9 alle 20.30 e promosso dalla Rete Solidale sul tema dei profughi. Sarà presente Gianfranco Schiavone esperto della normativa nazionale ed europea per un confronto su prospettive e proposte e anche si intende sollevare il problema, come a Pordenone manchi una struttura di accoglienza per italiani e stranieri che si possono trovare in situazioni di difficoltà e si preferisca pagare, del caso, l’albergo. Questo riteniamo sia il “buon esempio” e la risposta della Casa del Popolo al “…(Nuovo) Popolo” come recitava lo striscione posto nella notte tra il 3 e il 4 u.s.. Noi lo vogliamo trasformare nell’auspicio e per questo ci impegniamo e ci impegneremo affinché finalmente si possa dire che sta nascendo un Nuovo Popolo, senza discriminazioni e “stelle” di vario colore cucite sui vestiti e sulla pelle.

La presidente della Casa del Popolo

Elena Beltrame

2 Comments

  1. Francesco Cecchini ha detto:

    Solidarieta’ antifascista!

  2. bruno viol ha detto:

    ma dai… non vale la pena di perdere tempo a replicare alle minchiate di chi parla così, per inerzia e abitudine.
    Aspettiamo la prossima “bravata” e chissà che non li vediamo sfrecciare nel cielo di Vienna spargendo volantini come un qualsiasi Casamonica o attaccare la Baia di Buccari come pretese di aver fatto il Vate(r). Si tratta solo di insulsi atti di machismo che a loro tanto piace. A cui naturalmente chi di dovere dovrebbe porre finalmente fine. Sempre che intenda farlo…

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