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SCEMPIOne l’africano

E’ arrivato l’ambasciatorrrrreee, con la piuma sul cappelloooo… come cantava la vecchia canzoncina.

Non so se la piuma se sia messa, ma la codazza di paglia si’ di certo, almeno quella deve avercela. Pare proprio che non spezzeremo le reni nemmeno all’Egitto. Come nella migliore italica tradizione, stiamo collezionando l’ennesima figura di merda. Che il nostro/i governo/i  non avesse la minima intenzione di andare a fondo sul barbaro omicidio di Giulio Regeni, era piuttosto chiaro fin da subito. Tutta una serie di ignobili «cappelle», di scelte a dir poco azzardate in politica estera, e naturalmente esigenze di accaparramento energetico hanno fatto si’ che alla fine si calassero anche le braghe.

D’ altra parte quando si ha come Ministro delgi Esteri uno che si chiama Angelino Alfano, non e’ che si possa sperare di ottenere granche’. Non tutte le responsabilita’ sono sue, e’ chiaro. Quando si e’ scelto di seguire Francia e alleati nei bombrdamenti  e conseguente disintegrazione della Libia, forse qualche domanda sarebbe stato il caso di farsela. Magari prima ancora di partecipare alla mattanza. Scegliere poi di allearsi con un signor nessuno come Serraj, scelta peraltro condivisa con l’UE ed ONU (due soggetti che ne beccassero una…), non mi sembra fosse granche’ lungimirante.

Chiaro che ora se ne pagano le conseguenze. Il generale Haftar, tra le varie «autorita’» che si stanno spartendo le ricchezze della Libia, colui che controlla la parte e le risorse principali di quell’ex Stato, e’ appoggiato da parecchi altri pretendenti a rosicchiare l’ancora polposo osso ricco di petrolio, gas, acqua e varie altre risorse in quantita’ enormi. Tipo la Russia, la Francia e gurda caso, l’Egitto del famoso democratico (Renzi dixit) Al Sisi. Egitto, tra le altre cose, che ha concesso all’ENI lo sfruttamento di un enorme giacimento di gas.

Non e’ un caso che gli USA, proprio in concomitanza con il rientro del nostro ambassciatore in Egitto, abbiano lasciato trapelare la notizia che il nostro governo era stato informato del coinvolgimento dei servizi segreti (probabilmente non solo) egiziani nello scempio fatto del corpo di Regeni. Evidentemente l’ipotesi che la Russia possa installarsi in Libia con un porto della propria marina militare, non va a genio agli statunitensi che cercano di mettere in crisi la scelta italiana mettendo nei casini il nostro governo. Questo giusto per capire quale sia il peso internazionale effettivo del nostro Paese.

Che, in mancanza d’altro, pensa bene mettere sotto accusa e a delegittimare l’operato delle ONG che non fanno altro che salvare migliaia di persone che, d’ ora in avanti saranno condannate a tornare ad essere ospitate nelle tetre galere libiche. Nella migliore delle ipotesi; l’alternativa sara’ quella di trovare ospitalita’ negli abissi del Mediterraneo. Anche qui, la disponibilita’ di Haftar e’ determinante e lo stesso ha gia’ chiarito che la presenza delle navi italiane lungo le coste tripolitane o cirenaiche non gli va troppo a genio.

In ogni caso, rimane iI fatto che una decisione come quella di rispedire l’ambasciatore al Cairo, e’una scelta vergognosa ed un affronto nei confronti della famiglia di Giulio Regeni alla quale va, nemmeno sarebbe il caso di dirlo, tutta la incondizionata solidarieta’. Ma non solo, e’ l’ ennesimo affronto alla dignita’ di uno Stato che si definisce sovrano e che mai ha trovato il modo di rendere giustizia a chi ha subito lutti dovuti a casi di interferenze internazionali che hanno provocato centinaia di vittime. Leggi il caso Ustica, la morte di Miran Hrovatin ed Ilaria Alpi, ma non solo; le stesse stragi fasciste degli anni 70, ed 80, da Piazza Fontana a Bologna, hanno sempre avuto i connotati di una matrice internazionale che non si e’ mai potuto, ma soprattutto voluto, sviscerare.

Business is business, questa e’ la tragica realta’, e se qualcuno poi ci rimette, beh, saranno pure cazzi suoi.

Bruno Tassan Viol

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