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Piripicchio e piripacchio. Le bombe atomiche ad Aviano

Cosi’ si chiamava un vecchio giochetto che si faceva da piccoli. Pare di essere tornati a quei tempi quando periodicamente si sente parlare delle famose (e mai ufficialmente ammesse) atomiche ad Aviano. Ci sono, non ci sono. Si sa che ci sono ma non si puo’ dire. Lo sanno tutti ma altrettanti se ne fregano…

Ora il governo Trump, oppure se si preferisce il pentagono, ha deciso che anche i rapporti, gia‘ abbondantemente secretati in molti particolari, sulla situazione di sicurezza degli stoccaggi di quegli ordigni, che finora venivano diffusi, non si faranno piu’.

Pare che tale decisione abbia sortito almeno l’effetto di aver svegliato dal torpore chi, per questione di ruolo (essendo in Commissione Difesa) e per motivi territoriali (essendo pordenonese), ha sentito il dovere di esprimersi sulla questione.

Nel passato, nonostante gli fosse stato richiesto di spendersi per chiedere qualche informazione sulla faccenda, non aveva dimostrato grandi scatti di orgoglio, ignorando di fatto anche qualche invito che gli era stato recapitato.

Certamente il fatto che si voglia eliminare anche quella seppur minima informazione sullo stato dei depositi, fa pensare che di problemi ce ne siano stati parecchi. Lo affermano gli stessi rapporti del recente passato; non quelli relativi agli ordigni stoocati in Italia sui quali nulla puo’ essere diffuso, ma quelli che raccontano di alcune bombe caricate erroneamente su altrettanti bombardieri che se ne sono andati a zonzo per gli States senza che nessuno se ne accorgesse e causa fatale errore.

Che fino ad oggi nessuno si sia preoccupato di sapere di piu’ in merito agli accordi (illegali in quanto infrangono trattati internazionali firmati anche dal nostro povero Paese) che regolano la presenza delle atomiche anche ad Aviano, a questo punto fa ancora piu’ paura.

Speriamo che alle parole seguano i fatti e che magari si approfitti, visto che ci si e’, anche per capire quale potrebbe essere l’utilita’ dei 90 F35 che l’Italia sta acquistando al modico prezzo (nemmeno fissato) di una quindicina di miliardi di euro.  Facendo un ulteriore sforzo, forse ci si potrebbe chiedere anche se ci sia un senso nel costruire sommergibili, portaerei  e di aumentare il contingente italiano in Afghanistan. Giusto per non andare avanti con la lista.

Si scoprirebbe magari che l’Italia non e’ altro che una vassallo della potenza statunitense ed una insignificante casella nello scacchiere della Nato.

E’ tutta qui la politica estera che sappiamo esprimere ?

Con i soliti saluti, Bruno Viol

6 Comments

  1. marco caco ha detto:

    1998
    Nanni

    “Non mi far vedere, che tortura!
    Che tortura questa campagna elettorale, speriamo che finisca presto.
    XYZ, reagisci, rispondi, di’ qualcosa, reagisci, e dai, dai, rispondi, XYZ, di’ qualcosa, reagisci, dai, di’ qualcosa, XYZ, rispondi, non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da JKW: XYZ, di’ una cosa di sinistra!
    Di’ una cosa anche non di sinistra, di civiltà!
    XYZ, di’ una cosa, di’ qualcosa, reagisci!”.

    2017
    Nani

    “arruffini misciamerda come Ciccio Ferrara”
    “fantoccio-di-Repubblica-Pisapia”
    “il simbolo della classe dirigente del Pci traghettatasi con entusiasmo nella fase neoliberale globale.”
    “Massimobaffo & company, in cerca di una vendetta “

  2. Gregorio ha detto:

    Sintonia su tutto il ragionamento. In effetti perché investire in F35 (quando ci sono già gli europei Thyphoon)? servilismo atlantico, non v’è dubbio. Ma forse anche la promessa/prospettiva di partecipare a un recupero del segmento della filiera industriale del nucleare militare (e civile). Di certo Finmeccanica è tra i primi 15 produttori mondiali per fatturato.
    Partite ben più interessanti degli F35 stanno sostenendo la nostra prestigiosa “one company”. Lo slancio globale dell’esercito professionalizzato (marina, come citavi, ma anche digitalizzazione) assicura ad una particolare ed unica industria quotata in borsa di avere spesata la ricerca e contemporaneamente il controllo delle forniture. Un bel colpaccio!
    Il dramma è che di fronte a questo orrendo (e davvero pericoloso) affare la Fiom parla di prodotto come se si trattasse di lavastoviglie e sostiene che lo sforzo industriale dovrebbe al più presto essere sostenuto con una ricapitalizzazione attingendo dalla Cassa Depositi e Prestiti.
    Il tema del resto non sembra impegnare molto l’ennesimo dibattito costituente della nuova formazione di sinistra visto e considerato il continuo apparire di Massimino bombardiere in ogni assise.
    Ricapitolando: siamo contro la guerra, senza se ma dipende.

    • Gigi Bettoli ha detto:

      Anch’io sono d’accordo su tutto. Con una eccezione (marginale, in questo ragionamento, ma non sul resto): il problema vero non è il Massimo D’Alema dei bombardamenti su Belgrado e della trasformazione dei Carabinieri in Quarta Forza Armata (integrata da Renzi con la Forestale… vedi i risultati con gli incendi odierni… chissà, i generali dei Caramba staranno ancora accapigliandosi su chi deve comandare l’aviazione antincendio, e verificando se al posto dell’acqua possono metterci bombe). Il grave è che D’Alema sembra addirittura di sinistra rispetto al fantoccio-di-Repubblica-Pisapia, ed agli scherani che si ritrova al fianco (ho provato personalmente in un’altra vita, da segretario del Prc provinciale, cosa vuol dire avere a capo dell’organizzazione nazionale arruffini misciamerda come Ciccio Ferrara). Vuoi che gente del genere abbia tempo da perdere per cose come l’industria militare italiana, nostra unica “eccellenza” rimasta?

      • Gregorio Piccin ha detto:

        già, l’aviazione antincendio….viene da ridere: una quindicina di Canadair e forse tre vetusti Sikorsky. in effetti non c’è un gran che da comandare. Certo Pisapia sembra un democristiano al cospetto del novello sinistro Massimino. Ma almeno non si porta sul groppone, con orgoglio, la responsabilità di (quasi) tutto il male che sta vivendo questo disgraziato paese…Ovviamente Massimino è solo un simbolo, il simbolo della classe dirigente del Pci traghettatasi con entusiasmo nella fase neoliberale globale.

        • bruno viol ha detto:

          evidentemente che si tratti di F35, di Finmeccanica, di Thyphoon o di qualsiasi altra diavoleria, la nostra penisola rimane cio’ che dicevo. Quanto a Pisapia, a me pare non si vada oltre il solito bluff, Massimobaffo & company, in cerca di una vendetta piu’ personale che di una presa di posizione politica. In sostanza, non siamo lontani da solito parlarsi addosso per poco piu’ di nulla. Forse basterebbe mettere nero su bianco su un programma che preveda alcuni essenziali punti da rispettare e chi ci sta ci sta.. A partire dalla netta presa di distanza dal PDR .
          Cio’ a cui mi riferivo,tra le altre cose, e’ che il “nostro” (in senso geografico, sia chiaro) deputato locale che sta in Commissione Difesa, Giorgio Zanin, se ne era uscito sui giornali promettendo di spendersi in merito alle famose bombe con un piglio quasi indignato. Bene, stiamo aspettando.
          Amen

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