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Mosca Oggi: come dare le notizie.

Stare all’estero, e guardare una TV satellitare, permette paragoni imbarazzanti per lo stato dell’ “informazione” italiana. Una vergogna da colonia di schiavi. Esempio tra tutti la falsificazione totale dell’intervento di Di Battista del M5S, che invito a leggere direttamente sul sito di Beppe Grillo: si tratta di un testo serio ed argomentato, la cui volgarizzazione dimostra solo l’imbarbarimento di questo regime in cui siamo precipitati, a tappe forzate, con la “seconda repubblica”.

Mentre la TV Rai a reti unificate proclama i comizi del gggiovane Renzi e delle sue majorettes e sagrestani, dà tre-notizie-tre come gli schermi pubblicitari delle stazioni e fa cronaca stile Crimen, i telegiornali del resto del mondo danno informazioni che da noi ormai manco sappiamo più cosa sia. Non che siano degli strafigoni: le tv all-news sono come dischi rotti, ma una cosa è dare decine di informazioni al giorno, ed un’altra propagandare quattro cazzate per tre o più giorni, senza neanche cambiare i servizi (il prossimo che mi parla di difesa della Rai e della “professionalità” dei suoi giornalisti, lo meno).

Lasciamo perdere la TV spagnola, che ha fatto dimettere un re, mettendo in pubblico le malversazioni di sua figlia (mentre noi abbiamo un presidente della repubblica – tutto minuscolo! – che scassa la Costituzione Repubblicana e vuole sfuggire alla Magistratura che indaga sulle trattative stato-mafia, tanto nessuno glie lo contesta). Lasciamo perdere la TV francese, che dà un sacco di notizie dall’Africa, continente con cui confiniamo, ma che rimane per l’Italia un deserto dove stanno i leoni.

E lasciamo stare anche Al Jazeera, che ha ormai una redazione in serbocroato per i Balcani, dove fanno informazione su quei paesi che l’Italia conosce solo per le vacanze ed i bombardamenti di D’Alema sulla Serbia (grazie ai quali si è costituito il narco-stato del Kossovo: grazie “compagno”!).

Ma il massimo è “Moscow News” – rete in inglese – che, manco fosse “l’Unità” dei tempi che furono (quelli, per capirsi, in cui era il giornale del PCI) fa continuamente servizi sugli USA, sulla militarizzazione della polizia ed i suoi legami con l’industria bellica, sul razzismo contro i neri, dando continuamente la parola ad esponenti di Occupy e di altri movimenti. E non solo, ovviamente.

Noi, in compenso, attendiamo che una sconosciuta divenuta ministra degli esteri assurga a rappresentante per la non-politica estera europea, ed un’altra trombata alle primarie di sindaco di Genova mandi mitragliatrici ai kurdi! Neanche la politica di divisione etnica -base di ogni colonialismo – abbia sortito finora risultati diversi dalle stragi interetniche, come ad esempio quella Tutsi-Hutu di Ruanda e Burundi, frutto avvelenato del colonialismo europeo. Il sostegno occidentale ad usbeki e tagiki in Afganistan, la creazione del surreale mito di Massud Shah, e lo spingere la maggioranza della popolazione pashtun verso i talebani, non dice niente?

Filtrano intanto le notizie, grazie a wikileaks, sulla costruzione made-in-Usa dell’Isis (sigla che è pure in inglese, certo né in arabo né in italiano !). Prima li scatenano contro il governo laico in Siria, poi gli lasciano finire la divisione dell’Iraq, ed ora li bombardano? Ma prendono tutto il mondo per scemo?

Una sola consolazione: forse, ignoranti come sono i nostri politicanti, qualche mitragliatrice finirà per sbaglio anche al PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan). I veri protagonisti delle azioni contro i fondamentalisti in Siria ed Iraq, immortalati dalle telecamera di France 24 con le loro bandiere gialle e la faccia di Ocalan. Bentornati compagni e compagne! (en passant: le guerrigliere kurde intervistate dai giornalisti francesi hanno una chiara idea dell’emancipazione femminile: quella di conquistarsela da sole, come volevano fare anche le rivoluzionaria del RAWA afgano, che sono dovute tornare in clandestinità sotto i signori della guerra mantenuti dagli occidentali)

Noi, nel frattempo, rompendo il voto di pacifismo (tanto qualcuno sostiene che anche Pinotti fosse pacifista: non sappiamo se sia stato vero, in ogni caso ci dissociamo a prescindere) esprimiamo una modesta proposta al nostro governo. Visto che bisogna combattere il terrorismo, che ne dite di mandare la flotta a bombardare Israele e liberare Gaza dall’assedio?

Gian Luigi Bettoli

 

 

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