Comunicato del Direttivo dell’Associazione Casa del Popolo di Torre
27 aprile 2016
Ciriani denuncia Elena Beltrame, presidente della Casa del Popolo
24 maggio 2016

Il tallone d’Achille di Ciriani (che denuncia)

Oggi ho ricevuto la seguente lettera dall’avvocato del candidato sindaco di centro(?)destra Alessandro Ciriani:

lettera avv ciriani0001 lettera avv ciriani0002

Ho poche considerazioni da fare al  proposito (anche per non togliare il mestiere all’avvocato cui chiederò di assumere la mia difesa).

La prima è che in politica, in Italia, si usa la querela per tappare la bocca a chi ha qualcosa da obiettare. Un buon sistema, che possono permettersi solo quelli che hanno i soldi, a discapito di chi, anche avendo idee e coraggio, non abbiano risorse da spendere in avvocati. Men che meno in richieste di rimborso danni, come quella che i miei 25 lettori hanno appena letto sopra. Purtroppo, anche quando hai ragione, devi comunque spendere per far valere il tuo diritto democratico alla libertà di espressione. E’ un’ulteriore prova che i diritti, in una società divisa in classi, sono una variabile dipendente dai poteri “forti”.

La seconda è che Ciriani, apparentemente fortissimo come candidato per la sua “trasversalità” e l’indubbia abilità (che spesso manca ai suoi timidi avversari di centrosinistra) ha un punto debole, sul quale è assai sensibile. Il suo tallone d’Achille sta nel suo passato, sul quale non mi pare abbia fatto autocritica. Ciriani è un neofascista non pentito, e preferisce stendere un velo pietoso su di ciò. Lo sfido a presentare documentazione che smentisca questa mia affermazione; nel frattempo, poco sotto, illustro la mia tesi che lui fascista sia rimasto.

La terza considerazione, parzialmente positiva, è che per fortuna Ciriani prende le distanze da quelle che definisce le “scellerate azioni dei militari nazisti”, oltre che “atti criminali”. Meno male, ci sarebbe mancato solo che il Nostro rivendicasse anche i crimini contro l’umanità della Germania nazista. Certo, avrebbe fatto piacere sentire pure la sua presa di distanza dai crimini contro l’umanità dei fascisti, dalla creazione nel 1919 con il rogo della sede de “l’Avanti!” di Milano fino alle ultime stragi dei primi giorni del maggio 1945, ed a quelle successive del neofascismo stragista. Ma attendiamo fiduciosi, siamo un paese cattolico ed accettiamo pentimenti, anche fuori tempo massimo.

La quarta è che Ciriani fa finta di non capire. Quello che abbiamo scritto nell’articolo “incriminato” è di per sè chiaro. Così come è chiaro l’articolo precedente dove alcuni sostenitori di Ciriani esprimono opinioni piuttosto precise (en passant, pure illegali) sul destino della Casa del Popolo. Tanto precise che, da quando le abbiamo pubblicate, le hanno tolte dalla loro pagina facebook, sperando che noi non ne avessimo fatta copia (… ingenui! mai fidarsi dei topi d’archivio). Ma questo episodio non lo cita, come non cita quello precedente ed ormai famoso, in cui definì l’istituzione operaia di Torre una “baracca del popolo“. Chi è che diffama? E, soprattutto, chi è che minaccia?

Ma non vogliamo dilungarci. E quindi concludiamo ricordando come Ciriani si sia interessato dell’evento principe della storia dell’Antifascismo e della Repubblica di questo paese: la celebrazione della Liberazione il 25 aprile. E ci si scusino le Maiuscole, che in questo caso sono sempre poco.

Ecco il Ciriani-pensiero del 25 aprile 2015, solo un anno fa:

“25 aprile. Sia la Festa della pacificazione nazionale perche 70 anni fa si combatterono ferocemente padri contro figli, fratelli contro fratelli, italiani contro italiani. Sia la Festa della Libertà e dell’orgoglio nazionale contro ogni duttatura (sic). Non sia la festa delle bandiere rosse, del crimine comunista, degli esaltati dei centri pseudo sociali.”

Una tipica frase con le opinioni più e più volte ripetute, fino alla nausea, dai neofascisti eredi della dittatura mussoliniana e della repubblica fantoccio di Salò.

Proseguendo a ritroso, si arriverebbe fino all’alba del secolo, quando l’allora dirigente di Azione Giovani, legata ad Alleanza Nazionale – il partito erede dell’MSI di Giorgio Almirante, guidato dal suo delfino Gianfranco Fini – iniziò a promuovere contromanifestazioni ogni 25 aprile. Provocando una salutare reazione da parte di gruppi antifascisti, che iniziarono a contestare la presenza di Ciriani (divenuta poi “ufficiale” con l’elezione al supremo soglio provinciale) fino a quando il Nostro decise di togliersi di torno. Sarebbe interessante realizzare uno studio al proposito. Anche se preferiamo dedicare il nostro tempo a ricerche più ambiziose, su personaggi diversamente appassionanti.

Lo sfidiamo: a dichiararsi antifascista senza se e senza ma; ad onorare i Partigiani che hanno liberato il nostro paese dalla dittatura asservita allo straniero (tutti: comunisti, socialisti, giellini, cattolici e liberali del CLN; anarchici, repubblicani e comunisti di sinistra; sloveni dell’OF); a chiedere scusa per i crimini del fascismo italiano, in Italia, Libia, Etiopia, Grecia, Jugoslavia, Albania e Russia. Ed a versare alla Casa del Popolo 1 centesimo di risarcimento morale per l’occupazione arbitraria compiuta dal regime tra il 1925 ed il 1945, oltre che per le sue personali offese del recente passato. Ci accontenteremo, noi non siamo venali.

Gian Luigi Bettoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 Comments

  1. bruno viol ha detto:

    caro Gigi, i fascisti “moderni” ora hanno cambiato veste, mica il pensiero. Dunque, prafrasando, e invertendone il senso, un vecchio detto: l’abito non fa il mona. Accidenti, ho dimenticato ..co?
    Coraggio, purtroppo c’e’ persino di peggio nella vita.

  2. Francesco Cecchini ha detto:

    Tutta la mia solidarietà, Gigi!

  3. elena beltrame ha detto:

    Gigi,eccolo stanato il “nostro” e a quanto pare si è ficcato in un bel pasticcio, vista la tua arringa e il seguito che ci sarà. elena

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