Festa della vendemmia o ritrovo di nostalgici nazisti?
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Il sindaco doganiere e la svastica

E poi si arrabbiano se li chiami nazileghisti (Come faccio io. Chiamarli, of course).

Ovviamente ognuno di loro, preso singolarmente, è un bravo ragazzo. Salvo sparare cazzate a raffica, e mi si scuserà se uso questo linguaggio paludato ed accademico.

Secondo il quotidiano che fu degli agrari combattuti da Angelo Galante “Ciliti” e da Pier Paolo Pasolini (chi non sa di cosa si discorra, corra subito a leggere “Il sogno di una cosa” dell’autore casarsese), il sindaco nazileghista-buono di Porcia (la colpa è sempre di chi sta in alto e pervertisce questi giovani virgulti, che non si sa perché non siano restati a casa a giocare con i soldatini …) avrebbe dichiarato che la svastica sarebbe stata sdonagata… come la falce e martello.

Beata innocenza! A quando la rivalutazione della funzione igienica della camere a gas, della razionalità logistica dei forni crematori, della efficienza produttiva dei milioni di schiavi della macchina produttiva nazista, dell’ammirevole capacità operativa in-tempo-reale delle fucilazioni degli Einsatzcommando ?

Al sindaco di Porcia (dal quale ci si auspicherebbe una smentita, ma in realtà senza crederci poi mica tanto) ricordiamo che la falce-e-martello era un simbolo mobilitante milioni di partigiani comunisti in tutto il pianeta, dalla Norvegia al Vietnam, dalla Cina a Porcia stessa: la più numerosa componente di quei combattenti per la libertà che hanno garantito a lui il diritto di esprimersi liberamente, a costo di doversi ora sorbire cazzate come le sue odierne. E ci si scusi se usiamo un francesismo, ovviamente pour épater les bourgois.

All’ignaro giovane virgulto bossiano, ricordiamo che, invece, nessuno ha sdoganato la svastica, ed il divieto di propaganda fascista sta lì, in quella Costituzione che i suoi alleati locali del Pdl, insieme ai suoi avversari del Pd, hanno intenzione di fare a pezzi nei mesi prossimi. Chissà che il suo auspicio non sia solamente un’anticipazione…

Una prece anche per l’associazione triestina, apolitica, apartitica, acefala, a-ecc. a-ecc. Come dire, mai fidarsi di chi non è né carne né pesce. Sotto sotto, si nasconde sempre il marciume.

Gian Luigi Bettoli

(cfr. la precedente puntata, con la lettera aperta di Vanni Tissino e l’articolo del MV in cui ci sono le dichiarazioni del sindaco, all’indirizzo http://www.casadelpopolo.org/news/festa-della-vendemmia-o-ritrovo-di-nostalgici-nazisti/ di questo stesso sito)

4 Comments

  1. Gian Luigi Bettoli ha detto:

    Bene, a nemico che fugge ponti d’oro, come dicevano gli antichi.
    Ora attendiamo che l’associazione, visto che è di origine triestina, faccia comparire la prossima volta i suoi aderenti – per par condicio – vestiti da partigiani jugoslavi del IX Corpus, con tanto di stella rossa sul berretto e carro armato modello T34, di quelli che l’Unione Sovietica mandò di rinforzo all’esercito di Tito nel 1944-1945.
    Visto che sono “apolitici”, non dovrebbero avere problemi, immagino…

  2. Vanni Tissino ha detto:

    Della faccenda si era interessata anche la Digos. Evidentemente, dopo le prime uscite in cui tenevano il punto, qualcuno deve avergli fatto capire che era
    meglio se innestavano la retromarcia e presentavano le loro scuse.

    Resta, tuttavia, il problema politico rappresentato dal fatto che se non ci fosse stata la mia segnalazione ed il supporto forte di Anpi e altre voci, sia il Sindaco che la Proporcia, nulla avrebbero detto sulla vicenda.

    Vanni Tissino

    – – –

    dal Messaggero Veneto

    GIOVEDÌ, 03 OTTOBRE 2013

    Pagina 29 – Pordenone

    IL CASO

    Bandiere nazi alla festa, l’associazione si scusa

    PORCIA «Ci rammarichiamo dei disagi causati e pertanto presentiamo doverosamente le scuse»: è il “mea culpa” dell’Associazione culturale Tergeste historica, finita – suo malgrado – nella bufera per aver portato divise militari e simboli nazi-fascisti (tra cui una bandiera raffigurante una svastica, stesa sul cofano di un’auto d’epoca) alla Festa della vendemmia di villa Dolfin a Porcia. «Comprendiamo – scrive il gruppo di “reenactors” in una nota – che veder indossare la divisa dell’esercito tedesco possa recare disturbo ad alcune persone. Alle varie rievocazioni alle quali partecipiamo, tali problematiche non si pongono, poiché il contesto è di carattere puramente storico. Nella manifestazione di Porcia, il fatto di ricreare un’ambientazione militare, utilizzando divise e simboli come la svastica, è stato male interpretato, dando una chiave di lettura politico-ideologica che nulla ha a che fare con la nostra attività». Il sodalizio precisa, inoltre, che la partecipazione alla Festa della vendemmia non è stata occasionale, ma su invito della Pro Porcia. La presenza dei “reenactors” aveva sollevato polemiche, accompagnate dallo sdegno dell’Anpi. «Veniamo additati – prosegue il comunicato della Tergeste Historica – come“nostalgici nazi-fascisti”, “razzisti e violenti” e “propagatori di tali ideologie”. Non riusciamo a comprendere come tali definizioni ci vengano affibbiate senza nemmeno aver avuto un dialogo con noi: non corrispondono a verità e ci offendono profondamente». Il gruppo si occupa dello studio delle uniformi indossate dagli eserciti nei due conflitti mondiali e si documenta sulla vita civile e militare dell’epoca, che viene ricreata nei vari contesti storico-rievocativi. «Come associazione – conclude la nota – abbiamo rispetto per coloro che hanno sofferto e per i caduti, civili e militari, di tutti i conflitti, indistintamente dal colore e dall’ideologia: la rievocazione storica è un mezzo, seppur diverso, per ricordare gli orrori di tutte le guerre affinché non si ripetano».(m.mo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  3. CdP ha detto:

    Ho conosciuto per caso qualcuno appassionato di queste rievocazioni da strapazzo ed è proprio così, sono fascisti/nazisti nostalgici sotto mentite spoglie di innocui teatranti che interpretano “storicamente” il saluto romano e hanno riesumato dalle loro cantine tutta una serie di cimeli conservati e custoditi gelosamente, non hai idea di quanto vadano di moda nei mercatini quei cimeli (!), a mio parere questi non aspettano altro che qualcuno indichi loro la vecchia strada per uscire più allo scoperto di così.
    Mi dicono che nel paese natale di mussolini vanno a ruba da tempo cimeli e gadget nostalgici (vedi anche i siti http://www.mussolini.nethttp://www.ferlandia.it )

    Ciao
    patrizia comunello

  4. Gigi Bettoli ha detto:

    Tanto per incrudelire con il ggggiovane sindaco di Porcia:
    “Cassazione: Stop simboli fascismo nello sport”
    http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2013/9/25/36948-cassazione-stop-simboli-fascismo-nello-sport/

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