Un piccolo aggiornamento sul triste “bollettino” dei nostri guai
27 agosto 2013
Stiamo arrivando alla frutta, ma troveremo il tavolo desolatamente vuoto.
15 settembre 2013

Sempre peggio

sarò pure logorroico, ma qui ci stanno immergendo nella merda. E pare anche che 
a qualcuno piaccia

Liscia gasata o ....
Allora, riepilogando; non si è ancora capito, e probabilmente mai si capirà 
(per ovvi motivi) chi è stato l'autore della gasatura di quei poveri cristi che 
ci hanno rimesso la pelle a causa delle armi chimiche. Parliamo di Siria, 
ovvio. Gli esperti dell'ONU ancora non possono esprimersi e riuscire a 
identificare i colpevoli sarà un compito perlomeno arduo. 
Per qualcuno invece, non ci sono dubbi, quegli stessi che di dubbi non ne 
hanno mai avuti e a causa della loro sicurezza (termine che contempla più 
significati in questo caso) hanno sempre combinato dei discreti macelli. Si 
parla tranquillamente di sarin, un gas che però difficilmente potrebbe essere 
quello adoperato, visto che i soccorritori si muovevano senza protezione a 
breve distanza dall'accaduto e che a detta degli esperti ciò non sarebbe stato 
possibile. In parole povere, la storia pare ripetersi senza curarsi delle 
figuracce precedenti.
Insomma, si attacca, non si attacca, sì, si attacca ma non si capisce quando, 
lo si fa ma non si sa per quanto tempo, chi ci sta e chi no. Chi forse; in 
questo noi italiani non abbiamo avversari e dunque se un ministro dice che ONU 
o non ONU l'Italia se ne starà fuori, ne arriva un altro (il suo capo) che dice 
che con l'avvallo delle Nazioni Unite sarà un'altra storia e che comunque 
Bashar è colpevole. Lo dicono gli Stati Uniti. Se poi le prove non si possono 
rendere pubbliche, amen; garantiscono le decine di agenzie di sicurezza che non 
hanno mai trovato una posizione comune in vita loro. Anzi, a ben guardare, 
spesso ci hanno fatto ricordare le esilaranti scenette dei fratelli Marx. Solo 
che quelli a far sbellicare erano in tre, le agenzie di sicurezza statunitensi 
qualcuno di più.  Dunque la confusione diviene dubbio, il dubbio scena e la 
scena realtà; fine. A differenza dei Marx, il risultato non è la comicità, ma 
solo qualche tragedia in più. 
Intanto anche la Ashton (coraggio, anche lei ogni tanto si sveglia, ma sarebbe 
meglio continuasse a dormire) e la Germania firmano il documento uscito dal 
G20; condannano Bashar, anche se ciò in termini pratici non si sa che 
significhi. Al di là dell'evidente paraculata, chiaro.
Per non sbagliare, intanto un paio di navi da guerra italiane si sono 
posizionate a tiro di schioppo dalla Siria, poi si vedrà. Alcuni ministri oggi 
digiunano, almeno hanno garantito che lo faranno, accogliendo l'invito del 
nuovo papa, unica figura che pare avere una certa dignità e, fino ad ora, 
capacità di scegliere per il meglio. D'altra parte con in giro personaggi di 
caratura come quella dei vari Hollande, Cameron, Obama e compagnia, diciamocelo 
pure, è anche facilino fare bella figura. Poi c'è Putin, verrebbe da dire per 
fortuna se non lo si conoscesse. Che a quello gliene freghi qualcosa di chi 
patisce i danni della guerra c'è da dubitare, eventualmente si potrebbero 
chiedere informazioni ai ceceni; ma ormai la Russia non è lo stesso Paese 
dell'epoca della guerra del Kosovo (uno dei motivi per cui è stata fatta era di 
dimostrare che la Russia allora non contava un minchia) e dunque gioca le sue 
carte per salvaguardare i suoi interessi e fare chiarezza sul nuovo (in realtà 
vecchio) ruolo della madre Russia. Con tanto di carico, ora. 
Staremo in ogni caso a vedere, qualcosa succederà; Obama non può più tornare 
indietro, perderebbe tutta la credibilità, sempre ammesso che ne avesse mai 
avuta una. 
Nel frattempo anche in Egitto si comincia con le auto bomba; non è davvero un 
bel segnale e la situazione in Sinai si sta ingarbugliando tra un massacro e 
l'altro.
Tra la altre cose, il nostro bel Paese è alle prese con altre questioni; c'è 
in giro un delinquente pregiudicato che non ne vuol sapere di essere 
considerato alla stessa stregua degli altri cittadini. Non solo, ma esiste 
anche una discreta schiera di persone che sono convinte che abbia ragione e, a 
prima vista, ce ne sono parecchie che ci lasciano sbigottiti; forse solo per un 
attimo, poi uno ragiona e capisce che non c'è nulla di cui meravigliarsi a 
sentire i vari Violante (non volevo neppure citarlo, tanto è assurdo), 
Cancellieri, Monti e compagnia briscola che ci dicono che sì, in fondo, ci sono 
cittadini più cittadini degli altri a la legge va adattata alla loro posizione. 
Ecco. Ora si pensa alla revisione del processo! Poi a Strasburgo. Non ci vuole 
un genio per capire che tutte le ipotesi fatte per salvare il tipaccio, grazia, 
clemenza, amnistia, cancellazione della pena non si sa per quale motivo, 
revisione di un processo (l'unico che sia riuscito finalmente ad arrivare a 
conclusione senza incorrere in rinvii, leggi modificate, prescrizioni causate 
dai suddetti rinvii e  leggi) e balle varie, siano solo una idiozia. 
Il presidente della Repubblica si incaponisce sulla durata del governicchio 
solo perché è stato fortemente voluto (imposto) da lui stesso e perché la sua 
vista è sempre stata corta. Al di là dell'indubbia validità dei nuovi senatori 
a vita, pare chiaro il vero motivo della scelta. Prima se ne vanno lui e questo 
governo e meglio sarà per tutti. 
Certo, si va incontro a soluzioni che non fanno sperare nulla di meglio; se il 
prossimo guru del PD sarà, come sarà, Renzi, allora veramente non si sa che 
pesce pigliare. Avremo un presidente del Consiglio (sempre che, ovvio) che 
passerà più tempo del vecchio maiale che ci ha governato per quasi vent'anni, 
in camerino a truccarsi. Renzi contro Berlusconi: la guerra del cerone. 
Andassero a fare i presentatori e tutti ci guadagnerebbero.
A quanto sembra, se Berlusconi deciderà di mollare il governo, lo farà con 
l'ennesimo discorso televisivo preregistrato. Il filmino è pronto (speriamo che 
si sbagli a scegliere nella sua collezione e che magari ci delizi con Rocco 
Siffredi), manca solo di capire se andrà su tutte le reti oppure solo sulle 
sue. Il direttore generale della RAI, servizio pubblico, dice che la scelta di 
mandarlo in onda verrà presa dai direttori di testata. Meglio nemmeno 
commentare e attaccarsi dolorosamente ad una bozza di vino finché questo 
filmato dell'orrore non avrà fine. 
Intanto, zitti zitti e quatti quatti, continuano gli esercizi di demolizione 
della Costituzione; se poi qualche grillino (gli unici) decide di rendere 
pubblica la cosa attraverso un'azione eclatante, si scatena l'ira dei politici 
seri, quelli tutti di un pezzo; la presidente della Camera si adira e condanna 
quel gesto, come se esporre un lenzuolo (anche se in un luogo istituzionale) 
che avverte gli italiani del pericolo che corrono sia da considerare un grave 
ed incivile atto. Meglio evidentemente starsene zitti ad osservare la decadenza 
in cui siamo precipitati.
Tanto stiamo tranquilli; l'IMU non si paga, né noi poveracci, né gli altri che 
se ne potrebbero anche fregare, tanti soldi hanno in tasca. Ma perdio, in 
questo caso la legge ridiventa uguale per tutti, no? Mica si tratta di 
osservare la condanna definitiva (e non modificabile) di uno più speciale, no?! 
E poi, visto che tanto la Costituzione va modificata, che ce ne fotte se ci 
dice che ognuno dovrebbe contribuire in proporzione ai mezzi che ha? Meglio 
tagliare da altre parti, dove ormai regna la rassegnazione.
Intanto a Francoforte il mago Draghi (a me pare, con la differenza che questo 
è simpatico, assomigli a Forrest) ci fa sapere che per stimolare le banche a 
finanziare mutui e piccole imprese, si potrà comprare dalle stesse quei titoli 
tossici di cui le loro riserve sono perigliosamente zeppe, così si creerà la 
liquidità necessaria ad erogare quei fondi. In teoria; in pratica quella 
cartaccia (che è stata la principale causa della crisi e dell'enorme debito 
accumulato) finirà nelle mani dei soliti poveracci che per l'ennesima volta 
toglieranno le castagne dal fuoco agli istituti finanziari (le banche ormai lo 
sono praticamente tutte), e le banche continueranno imperterrite con le ben più 
redditizie speculazioni. Stiamo comunque certi, chi pagherà ancora saremo noi. 
Intanto alla FIAT, Marchionne (bontà sua) accetta di reintegrare la FIOM. A 
parte che l'ha deciso la Consulta, l'uomo in maglioncino di cashmere ci dice 
che però la stessa FIOM dovrà accettare il contratto firmato dalle altre sigle 
sindacali. Ahh, ecco. Nel frattempo siamo tutti ansiosi di vedere il nuovo suv 
della Maserati che dovrà uscire da Mirafiori; detto che i modelli che dovevano 
essere prodotti a Mirafiori erano due, se questa è l'innovazione, stiamo 
freschi. 
Sulle testate giornalistiche locali di inizio settimana si leggeva di azioni 
terroristiche e devastazioni che avevano distrutto le (illegali) piantagioni di 
mais transgenico. Secondo tutti i testimoni si trattava solo (purtroppo) di 
qualche pianta estirpata a mo' di testimonianza. Se ancora non abbiamo capito 
che l'unico modo per salvaguardare la nostra agricoltura è rappresentata dal 
mantenimento delle nostre specificità e dalle nostre eccellenze, non andremo da 
nessuna parte e perderemo anche una delle poche peculiarità che ci hanno sempre 
contraddistinto nel mondo.
Qualche tempo fa si facevano alcune considerazioni sugli effetti dello tsunami 
e dei danni provocati alle centrali nucleari di Fukushima. Ecco, tutte le 
peggiori ipotesi purtroppo confermate e ancora non è finita. Tra le righe si 
può leggere (certo chi ne ha voglia e soprattutto tempo) che quella 
devastazione è pari e forse peggio di Chernobil. Ma ci dicono che questa 
tragedia è meno grave rispetto ad altre emergenze; forse anche questo (e le 
reazioni di Tokio) ha attinenza con tutto il chiasso, alcuni mesi fa, a 
proposito del pericolo nucleare rappresentato, invece, dalla Corea del Nord. 
Ed ho detto tutto, recitava Totò.

Bruno Tassan Viol

1 Comment

  1. bruno viol ha detto:

    nel caricamento del file, alla fine è scomparsa una frase. Prima della citazione del Principe De Curtis si terminava la frase con: “invece, dalla Corea del Nord.”

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