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La “Banda Collotti”

La "Banda Collotti"

copertina del libro

Storia di un corpo di repressione al confine orientale d’Italia

sabato 25 maggio, alle 18:00, alla Casa del Popolo

Claudia Cernigoi presenta la sua ultima ricerca, edita da KappaVu

“Banda Collotti” era il nome con cui questo squadrone della morte era tristemente noto, non solo a Trieste, ma in tutta l’allora Venezia Giulia dove operava.

Istituito da Mussolini nel 1942 espressamente come corpo di repressione antipartigiana nella Venezia Giulia, l’Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza con sede a Trieste, fu l’unica struttura dedicata esclusivamente a tale scopo in Italia. Si distinse per l’efferatezza dei metodi, con l’uso sistematico della tortura negli interrogatori degli antifascisti italiani e slavi catturati, ma anche dei semplici sospetti, in una sequenza di orrori che percorre tutta la documentazione presentata. L’Autrice ricostruisce qui il periodo storico dell’Ispettorato, in una ricerca a tutto campo, usando documentazione d’archivio, ma dedicando anche particolare attenzione alle interviste fatte ai sopravvissuti agli interrogatori della cosiddetta “banda Collotti”, la parte più attiva dei membri dell’Ispettorato, che dopo l’8 settembre 1943 servì agli ordini del comandante delle SS dell’Adriatisches Küstenland. Questa ricerca di Claudia Cernigoi diventa un tassello importante nella ricostruzione della storia “delle più complesse vicende del confine orientale”, gettando nuova luce sui crimini commessi dal fascismo in questa regione, soprattutto, ma non solo, contro le minoranze slovena e croata.

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