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Giocando con il fuoco…
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Sulla liberazione delle due cooperanti. Non c’e’ n cazzo da fare, non riesco a starmene zitto. sono un pettegolo

Vista la vicinanza fisica con i fatti di cui sotto, mi permetto per l’ennesima volta di dire la mia.

Due cosette sulla liberazione delle due “cooperanti” (scusate le virgolette). Prima di tutto, non si puo’ che essere felici per il risultato ottenuto e certamente non scontato. Gia’ che ci siamo, mi pare necessario dire che se normalmente i servizi segreti italiani si coprono piu’ di vergogna che di gloria, stavolta bisogna ammettere che hanno fatto, come altre volte nel passato, un lavoro egregio. Onore al merito, significa che quell’ambiente non e’ tutto marcio; sarebbe pero’ meglio cominciare a fare un po’ di pulizia al suo interno, no? Significa anche, e questo a me pare estremamente importante, che abbiamo ancora un margine di autonomia rispetto ai padroni del mondo che vorrebbero imporre a tutti le loro regole.

Poi, checche’ ne dicano i soliti pseudomoralisti, a me pare non solo giusto, ma persino scontato che se si puo’ mettere una pezza ad un evento del genere e spendere anche qualche euro per ottenere un risultato positivo, si debba davvero farlo senza neppure pensarci un attimo. Ci sarebbero ben altri possibili “risparmi” per evitare che quei personaggi loschi si possano armare. Potremmo farlo noi, ma soprattutto altri soggetti che ingrassano direttamente e impunemente il terrorismo internazionale. Personalmente mi sono spesso trovato in situazioni in cui certi rischi, pur se non sempre evidenti, esistevano. Per dirla tutta, anche ora, pur essendo in un posto in cui tutto pare molto tranquillo, non si sa mai che possa succedere. Bene, se per caso davvero dovesse accadermi qualcosa, facciamo solo un’ipotesi ovviamente, beh a me romperebbe le balle che si discutesse se eventualmente pagare un riscatto oppure lasciare che quattro fanatici decidano di tagliarmi la gola. E cosi’ mi parrebbe scontato dovrebbe succedere per qualsiasi altro che si trova in situazioni simili. Non ho davvero dubbi in proposito. E vaffanculo a chi la pensa diversamente sulla pellaccia di qualcun altro. Compresi coloro che pur di mostrare i muscoli (capirai…) attraverso operazioni che quasi sempre finiscono male, mettono a repentaglio la vitaccia altrui. Mi spingo persino a dire che dovremmo pagare anche per i militari, nell’eventualita’ gia’ peraltro successa in cui si trovassero in mezzo ai casini, che la guerra la fanno e ne sono parte attiva dovendone calcolare i rischi conseguenti.

Sul fatto che poi ci sia gente che se ne va in giro un po’ alla cazzo, qualcosina da ridire in effetti io ce l’avrei. Capisco la giovine eta’, la mancanza di esperienza e quel pizzico di scapigliatezza che si deve concedere a chi e’ spinto anche dai migliori principi, ma un attimo di attenzione la si dovrebbe pure avere. Andarsene in mezzo a situazioni cosi’ complicate senza alcuna rete di appoggio e di protezione, se non erro la cosiddetta ong e’ frutto di una loro personale iniziativa, e’ segno di immaturita’ che probabilmente non si puo’ pretendere da due ragazzine, ma che qualcuno pursempre dovrebbe avere. Per dire, se mio figlio o figlia (beh, confesso che non ne ho..) mi dicesse che domani se ne parte per la Siria di questi tempi senza un minimo pur se spinto dai piu’ nobili ideali, io immagino che ci penserei non una, ma due volte. Esiste una realta’ che non si puo’ ignorare e, se proprio devo dirla tutta, non credo che l’intervento un po’ amatoriale (da leggere anche nel senso di amore se si vuole) possa granche’ cambiare le sorti di chi soffre. E’ bene che, pur rimanendo aperti determinati rischi difficili da calcolare e da evitare, ci si affidi ad una rete esistente, giusto per minimizzare per quanto possibile quegli stessi rischi.

Detto questo, detto tutto.

2 Comments

  1. Francesco Cecchini ha detto:

    Credo che la vicenda di Greta e Vanessa non vada affrontata a livello di petegolezzo misurandosi, magari con quello che ha detto Gasparri o con gli occhi di una mamma, se due persone anche giovani andassero in Siria la mia discriminante sarebbe politica e non moralistica. Il fatto va considerato nel quadro della guerra d’ ingerenza che ha destabilizzato la Siria. Greta e Vanessa sono andate in Siria facendo una scelta di campo in appoggio ad una fazione che faceva il gioco dell’ imperialismo americano e quello che sta succedendo anche oggi va interpretato correttamente. Ho lavorato e vissuto, tempo fa, ad Aleppo ( ho anche visitato il paese) ed il mio ricordo e’ di una bella citta’ multietnica e multiculturale, ora distrutta o in via di distruzione da forze, una delle quali e’ ( era) il riferimento di Greta e Vanessa.

  2. Condivido. Se uno dei miei figli, (ho una figlia ed un figlio) mi avesse detto che voleva partire per la Siria di questi tempi per far del bene, beh ce l’avrei messa tutta per non farlo partire.

    Quello che indigna poi è la frase di Gasparri, che è insultante verso le due donne e fa capire, almeno a me, dove pare abbiano la mente alcuni italiani.
    Pensano forse sempre a quella ed al farlo o se lo hanno fatto altri? Spero di no, naturalmente.

    Non capisco poi, in generale, perchè manchino commenti qui come su storia storie e su non solo carnia appena creato. Si preferisce cip cip? Ma siamo sicuri che tutti gli argomenti si possano twittare, cioè affrntare a botta e risposta, senza approfondimento?

    E mi pare che gli italiani abbiano ben poco da esprimere, leggendo alcuni commenti anche su facebook, e che la cultura sia finita in cantina.

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