Piazza della Loggia (P2)
24 luglio 2015
Ci sono o non ci sono?
30 settembre 2015

Europe assistence

Due brevi commenti sul nostro vecchio (ormai è altro che questo) continente.

Fantastica l’Europa! Se almeno ci fosse dato capire cosa significa il termine Unione Europea, sarebbe un passo avanti. Al momento più che di un’accozzaglia di 28 Stati che hanno spedito i loro rappresentanti tra Bruxelles e Strasburgo, con compiti e mandati che risultano alla fine pressoché inutili, ed alcuni dei quali hanno una moneta comune (anche quella che a qualcuno fa comodo e ad altri pesa), non si capisce bene di cosa si stia parlando.
Mettere assieme 28 Paesi con caratteristiche socio economiche e culture piuttosto diverse e senza stabilire regole comuni sensate, può al massimo rappresentare una bozza di ciò che si presume dovrebbe essere una vera Comunità. Pare ormai quasi inutile stare ancora a raccontarci che senza un’Europa Unita politica, questa entità può al massimo risultare quella che infatti è: assurda.
Finchè il vero potere rimarrà nella mani della Commissione Europea o del Consiglio Europeo e il Parlamento avrà tutt’al più un ruolo consultivo, francamente credo si possa mettere in discussione la stessa utilità (se non per la finanza e le banche) dell’Unione Europea.
A questo punto sarà bene chiarire un po’ cosa intendo dire; rimane chiaro che non esiste alcun futuro al di fuori dell’idea del continente unito, non è questo che si mette n discussione. Altrettanto chiaro che al momento e nelle forme in cui questa Europa si esprime, sono maggiori i danni che gli utili. Ripetere per l’ennesima volta che attualmente l’Europa non è altro che un ibrido in cui si giustificano solo i liberi movimenti di capitali che favorisce solo chi questi capitali manovra e gestisce, appare quasi inutile. Non pare invece inutile nel momento stesso in cui, nonostante l’evidenza di ciò che si sostiene, nulla cambia, anzi. Ciò che è successo in Grecia dà la dimensione del livello di democrazia in cui l’Europa si trova. Pari a zero, anzi con la parte più “pesante” delle sue economie che hanno cercato (in pratica riuscendoci), perchè questo era ed è il vero obiettivo della troika in Grecia, di smantellare uno dei pochi governi di sinistra in Europa.
Detto ciò, pretendere che sull’immigrazione (giusto per usare un termine generico e spesso improprio) ci sia una politica unica, non può che apparire un assurdo. Infatti non ci vuole un genio per capire che nel nostro bel continente apparentemente unito ognuno si sta facendo i cazzi propri e senza dover rendere conto ad alcuno. Non esistendo un’Europa politicamente unita, non si capisce come l’Unione potrebbe esprimere politiche comuni. È chiaro che la Gran Bretagna chiude i suoi confini persino ai cittadini europei, l’Ungheria innalza muri ai sui confini e chiuda persino al transito dei richiedenti asilo nel suo territorio, che i Paesi baltici non ne vogliano neppure sentir parlare di questi poveracci e via dicendo.
Ciononostante, è indispensabile che si arrivi, se si vuole dare perlomeno una risposta a questa situazione emergenziale (per ora potremmo anche definirla così, ma si tratta di un fenomeno che non si potrà più considerare in questi termini), ad una decisione che sia in grado di fare assumere ad ognuno dei Paesi europei le proprie responsabilità, in modo naturalmente proporzionale e che tenga conto non solo delle dimensioni e della popolazione dei vari Stati, ma anche delle proprie disponibilità economiche. Naturalmente una decisione del genere deve essere presa non dalla Commissione (come pare di capire sarà), ma dal Parlamento Europeo, unica entità democratica in quanto eletta dai cittadini. Un procedimento necessario e non facilissimo, ma che porterebbe finalmente anche all’inizio di un indispensabile processo di democratizzazione dell’Unione Europea togliendo potere ad una Commissione che nessun cittadino ha mai eletto cominciando a passarlo al Parlamento.
Sembra quasi ormai inutile ribadire il concetto per cui la convenzione di Dublino è ormai superata dai fatti ed ha necessità immediata di revisione. A tale proposito, mi pare opportuna una riflessione sulla decisione della Germania di non applicare tale convenzione per i richiedenti asilo siriani.
Non si capisce perchè i siriani sì e che ne so, iraqeni o agfhani no. Anzi probabilmente lo si capisce bene; il nemico dell’occidente oggi si chiama Assad, mentre i burattini che governano Iraq e Afghanistan sono dei veri democratici… Coloro che crepano sotto le bombe o che non hanno più nulla in Siria (la stragrande maggioranza muoiono per mano del cosiddetto esercito di liberazione siriano, Al Nusra che poi è Al Quaeda e Isis…) evidentemente sono diversi dai loro vicini o dagli afghani. D’altra parte bisogna pur dare un contentino a sauditi, emiri del golfo ed Erdogan, limpidi esempi di democrazia che male hanno digerito i trattati sul nucleare iraniano.
Ma per evitare di spingerci troppo lontano, speriamo che almeno questo straccio di Europa sia in grado di partorire un minimo di programma che metta di fronte alla proprie responsabilità tutti i suoi componenti e con un minimo di sale in zucca (i dubbi rimangono leciti) riesca anche a fare rispettare le decisioni prese. E lo faccia attraverso il suo organo più rappresentativo. L’alternativa sarebbe davvero drammatica, e non solo per chi scappa, ma anche per noi.

1 Comment

  1. Sebastiano Comis ha detto:

    Vasto discorso quello sull’Europa, ma abbastanza velleitario se pensiamo che in Italia, perb fare qualche esempio, ci sono ancora zone dove il piano regolatore non esiste, o è come se non esistesse, altre dove è lo sfruttamento spietato degli immigrati (e non) va avanti con la connivenza dell’autorità, e molto altro, e questo dopo 150 anni di unità. Quanto alla Germania, ha giocato di anticipo scegliendosi la sua quota tra i profughi più acculturati. A noi resteranno (malvolentieri) quelli buoni per la raccolta dei pomodori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: