Anche a Pordenone una tappa della “Marcia delle donne e degli uomini scalzi” Venerdì 11 settembre ore 18, partenza da Parco Querini (di fronte Stazione FFSS) e arrivo al Ponte “Adamo ed Eva”.
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Sulle dichiarazioni del Sindaco Pedrotti apparse sulla stampa in merito alla presenza di due richiedenti asilo afghani nel parco di S. Valentino

La civica amministrazione pordenonese non perde occasione di dimostrare… che i suoi esponenti farebbero meglio a stare zitti, invece di continuare ad inanellare figuracce. Tra l’altro: sarebbe ora di diffidarli dal continuare a definirsi di “centro-sinistra”. “Centro” è più che sufficiente, non usino abusivamente definizioni che non li riguardano.

Come spiega con sobrietà l’Associazione Immigrati:

Comunicato stampa

In merito alle dichiarazioni del Sindaco Pedrotti apparse sulla stampa in merito alla presenza di due richiedenti asilo afghani nel parco di S. Valentino, è necessario precisare quanto segue:
– l’Associazione Immigrati di Pordenone non ha alcuna intenzione di esasperare la situazione né di “ridurre la percezione di fiducia nelle istituzioni”: si limita semplicemente a segnalare la presenza di un problema che necessita di una soluzione immediata;
– l’affermazione del sindaco appare, a dir poco, strana poiché, come è ben noto all’amministrazione comunale tutta, l’Associazione Immigrati si è impegnata attivamente e continuamente, nei mesi passati, per il miglioramento delle condizioni dei profughi e per la difesa dei loro diritti;
– il fatto che i profughi esistano non dipende certamente dalla nostra azione e, se le istituzioni non vogliono perdere fiducia, è il caso che spingano al massimo la loro azione;
– per quel che riguarda i richiedenti asilo sarebbe bene non puntare solo su soluzioni che richiedono tempi lunghi, ma a interventi in grado di affrontare subito i problemi: esiste per esempio un progetto che prevede l’utilizzo delle strutture comunali di Via S. Quirino, attualmente occupate dal dipartimento alle politiche sociali, come struttura di prima accoglienza. Le strutture suddette dovrebbero essere libere dopo il 15 ottobre e riutilizzabili in tempi brevi, anche in 15 giorni. Questa operazione sarebbe, praticamente, a costo zero per il comune e, soprattutto, la struttura potrebbe essere adibita, secondo le circostanze, per le esigenze non solo dei profughi, ma anche dei cittadini italiani;
– per quel che riguarda il caso specifico di Nassim e Moussah – sarebbe il caso di cominciare a chiamare per nome le persone che figurano sotto la dizione “richiedenti asilo” – noi attualmente non abbiamo alcuna sistemazione, perciò non possiamo fare altro che sostenerli nelle loro decisioni;
– infine, rispetto a quanto affermato da una pregevole emittente televisiva locale, ben nota per i suoi sentimenti anti-migranti, è bene precisare ulteriormente che Nassim e Moussah non sono “clandestini”, ma persone che hanno fatto regolare richiesta di asilo politico in data 09/10/2015 e quindi, per legge, hanno diritto ad un alloggio, ai buoni pasto e a un corso di lingua italiana.

Pordenone, 11 ottobre 2015

ASSOCIAZIONE IMMIGRATI DI PORDENONE,
il presidente Mauro Marra

 

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