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Chiudere il CIE: manifestazione il 16 novembre

http://www.meltingpot.org/16-novembre-No-grandi-opere-Tutti-a-Gradisca-Chiudere.html#.UneY3KNdWTk

Pubblichiamo anche le due ultime interpellanze dell’on. Serena Pellegrino (di Sel):

 

 

Serena Pellegrino (SEL): sopralluogo al CIE. Verificati il degrado e l’inagibilità del Centro. Va chiuso subito.
4 novembre 2013. Questa mattina, la parlamentare Serena Pellegrino  si è recata al CIE di Gradisca d’Isonzo.  Al termine del sopralluogo, con una breve dichiarazione ha anticipato la presentazione al Ministro dell’Interno, nei prossimi giorni,  di un’interpellanza  urgente, che si affiancherà  all’analoga iniziativa con cui il sen. Luigi Manconi  ha descritto la situazione al Centro dopo i disordini e gli incendi delle scorse notti, sollecitando per l’ennesima volta la chiusura.
 “ Ho voluto entrare al CIE di Gradisca per verificare di persona il contesto in cui si trovano gli immigrati. Non servono le mie competenze tecniche di architetto per affermare che la struttura va chiusa, è inagibile nella sua interezza visto che  le stanze si trovano in assoluto stato di degrado e che le persone sono trattenute in condizioni igienico sanitarie indescrivibili . Nelle prossime ore intendo verificare concretamente questa vergognosa situazione”.
Pellegrino ha proseguito: “ Il mio intervento politico è una domanda di evidente gravità:
 chi si assume la responsabilità del fatto che il CIE di Gradisca è rimasto comunque operativo, nonostante le ripetute specifiche denunce e le richieste di chiusura, e nonostante il Ministro dell’interno abbia formalmente riconosciuto che il meccanismo nel suo complesso vada rivisto e che in tutti i CIE le modalità di gestione debbano assicurare alle persone il rispetto della dignità umana e garantire normali  condizioni igienico sanitarie?”
“Mi è stato riferito
 – ha concluso Pellegrino –  che dopo i disordini di questi giorni si sono succedute con significativa rapidità le espulsioni  dall’Italia e lo spostamento di  diverse persone in altri Cie italiani. Ritengo che questo processo  possa proseguire –  scongiurando l’accadere di  nuovi incidenti e di ulteriori manifestazioni  dell’esasperazione  dei trattenuti   e affrettare così i tempi necessari per la chiusura definitiva del Centro. “

 

 

5 novembre. Cie di Gradisca finalmente vuoto. Lo vorremmo chiuso per sempre. Ma se riapre che almeno non sia più un carcere.
 

Stamattina 36 persone che ancora stanotte hanno tentato con fatica di sentirsi esseri umani al CIE di Gradisca d’Isonzo  si imbarcano su un aereo alla volta del Centro di Trapani.  Notizia che per me e molti altri, pur attenuando parzialmente il senso di vergogna provato finora nei confronti di una situazione incivile, non rappresenta il punto d’arrivo ma il punto di partenza . Vorremmo il Centro chiuso per sempre, ma non è oggi realistico immaginare che ciò avvenga immediatamente e in via definitiva. Quindi la discussione sull’esistenza dei CIE non può fermarsi qui, deve anzi sostenere il percorso parlamentare di revisione delle norme sull’immigrazione, ribadendo in ogni modo il concetto che i fenomeni migratori dei popoli e le situazioni di clandestinità stanno dentro, e non fuori, il sistema di garanzia dei diritti fondamentali dell’uomo.
Dietro le mura dell’ex caserma Polonio è probabile  si avvieranno una serie di lavori di ristrutturazione: evitiamo assolutamente di ripristinare tal quali le strutture esistenti, rimettendo a nuovo una prigione, ma  realizziamo un progetto completamente diverso, fuori dalla illegittima concezione carceraria del trattenimento,  destinato come i CARA ad accogliere persone per tempi molto brevi , in condizioni abitative ed igieniche che tutelino i loro diritti e rispettino la loro dignità , e consentano agli operatori e alle forze dell’ordine di gestire la struttura e affrontare le problematiche  in maniera efficace e sicura.

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