grazia, graziella e grazie alc…..
21 agosto 2013
Sempre peggio
10 settembre 2013

Un piccolo aggiornamento sul triste “bollettino” dei nostri guai

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Settembre si avvicina, 
l'estate è agli sgoccioli, forse non solo l'estate
e con quel mese dovrebbe (si sa che in questi casi 
il condizionale è d'obbligo) essere presa dal Senato 
la decisione sul triste caso del nostro eroe per 
antonomasia. 
Sono al vaglio, indipendentemente dalla decisione 
dei senatori, alcune ipotesi che permettano di 
accontentare le insane pretese dei suoi ascari 
che non ne vogliono sapere della condanna d
efinitiva a cui il loro capo è stato sottoposto. 
Pena: la caduta del governo. 
Detto che a mio avviso questa sarebbe un'ottima 
occasione per liberarci da quell'accozzaglia 
che ci sta guidando verso il disastro, varrebbe 
la pena di capire meglio cosa se ne pensa in giro.
Napolitano, nonostante una patina di integrità 
morale ed etica con cui si sta avvolgendo, pensa 
seriamente a come uscire dalla situazione senza 
concedere la grazia (tecnicamente al momento 
impossibile perché dovrebbe essere chiesta 
direttamente dal condannato, che in questo modo 
ammetterebbe la colpevolezza), ma optando per 
una clemenza che non si capisce bene come potrebbe 
essere indirizzata ad un personaggio del genere e 
con quale motivo.
Violante ed altri geni: nemmeno vale la pena di 
parlarne.
Altra soluzione avrebbero come risultato (e forse 
sarà così) di portare la decisione, attraverso 
una montagna di cavilli (tipo il chiedere parere alla  
Consulta sull'applicabilità del decreto Cancellieri) 
che a detta dei maggiori esperti costituzionalisti 
sarebbero impraticabili, alle calende greche e alla 
fine arrivare alla scadenza della stessa condanna. 
Ultima trovata, l'amnistia. Bene, non è da oggi che 
da più parti (non da tutte, alla destra non è mai 
interessata fino ad ora) si chiede un intervento 
del genere per rimediare un minimo alla disastrosa 
situazione di tribunali e carceri, ma un intervento 
del genere in questo momento significherebbe ridare 
la libertà al nostro condannato. O no? Dipende. 
Se si lasciassero fuori dall'amnistia reati quali 
la frode fiscale (reato che non annovera grandi 
numeri tra i carcerati) si otterrebbero almeno tre 
risultati: il primo è che il nostro al capone non 
ne trarrebbe giovamento, due che si lancerebbe un 
messaggio in controtendenza con la cancellazione 
di alcuni reati tipo falso in bilancio fatti 
sparire da questa destra indecente, tre che si 
darebbe respiro sia ai tribunali che alle carceri.
Certo l'amnistia significherebbe poco se non 
accompagnata da una riforma della giustizia seria 
e non ad personam. Intendo dire che leggi assurde 
come la Bossi Fini (non dimentichiamo figlia della 
Turco Napolitano) e della Fini (ancora lui..) 
Giovanardi, andrebbero eliminate oppure i posti 
liberati dall'amnistia sarebbe presto rioccupati 
e si tornerebbe punto a capo. Naturalmente ciò 
contribuirebbe a rendere l'Italia un Paese un 
attimo più civile, ma questo è un dettaglio.
Questo interessa in realtà a pochi, non mi pare 
ci sia un dibattito granché aperto sulle questioni, 
salvo qualche lancio più o meno d'effetto.
Chiaro che se il varo del provvedimento ha bisogno 
dei due terzi dei voti in parlamento, senza una 
mirata attenzione nei confronti del maggior 
interessato, la destra mai approverebbe.
E qui si apre un'altra questione, tutta di 
sinistra (definiamola genericamente).
Su “il Manifesto”, Fabozzi sostiene che è 
necessario essere coerenti con le proprie idee, 
e fin qui nulla da obiettare. Nell'articolo, dice 
che è indispensabile inserire tra i reati anche 
quelli di interesse diretto di berlusconi 
(altrimenti il provvedimento, ripetiamo, mai passerà) 
perché solo in questo modo molta gente ne beneficerà 
e finalmente la tanto agognata (dalla sinistra) 
amnistia passerà. E se poi il berlusca ne trarrà 
il maggiore vantaggio e ce lo ritroveremo in mezzo 
alle balle ancora non si sa bene per quanto, 
pazienza.
Insomma, è doveroso rimanere coerenti con le 
proprie idee anche se questo porterà (principalmente, 
mi permetto di sostenere) beneficio al nostro 
delinquente più illustre e lo rimetterà in corsa  
per la vita politica da cui, finalmente, è stato 
(quasi) escluso.
Ciò che Fabozzi, e con lui molti altri, dimentica 
è che in questo modo, per rimanere coerenti, si 
accetta un pericolosissimo ricatto, altrettanto nefasto 
che rinunciare alle proprie idee. 
Se si desidera rimanere fedeli alle proprie 
opinioni, si corra il rischio; basterebbe fare 
in modo (se si vuole davvero inserire il reato 
di frode fiscale tra quelli amnistiati) che chi 
beneficia di tale vantaggio, non abbia diritto a 
presentarsi nelle liste elettorali per un periodo 
da definire. E comunque rimango dell'idea che un 
atto del genere (abbiamo già visto in un recente 
passato di indulto) non risolverebbe per niente 
il problema; lo sposterebbe solo per un po' di 
tempo. Dunque, prima si cambino le leggi e poi 
si proceda pure per l'amnistia; quella giusta. 
Oppure lo si faccia in tempi brevi anche successivi, 
ma mi sa che sarà dura.
Prima di fare gli eroi, pensiamoci un attimo.
Quanto sopra per quanto riguarda la situazione 
nostra, italiana. 
Se poi andiamo ad annusare l'aria che tira in giro 
per il Mediterraneo, uno se ha il naso fino non 
può non sentire il puzzo tremendo che si respira.
L'Egitto da qualche giorno è un po' più tranquillo, 
ma le centinaia (migliaia probabilmente) di morti 
segnano un precedente che non porterà a nulla di 
buono. 
I fratelli mussulmani sono stati decapitati del l
oro comando ed avranno bisogno di riorganizzarsi; 
il fatto che da più di ottant'anni hanno vissuto in 
clandestinità farà sì che non ci metteranno molto. 
Naturalmente con il sostegno “disinteressato” dei 
loro sponsor storici. Nel frattempo, si riesuma la salma 
di Mubarak!
In Siria, invece, la situazione si sta incancrenendo; 
ora sono apparse le armi chimiche. Il fatto che 
siano state usate ora dovrebbe come minimo far sì 
che se ne indagasse con un po' di intelligenza. 
Bashar e il suo esercito stavano riconquistando 
terreno e piano piano ritornando ad avere il 
controllo militare della guerra civile. Che 
interesse avesse ad usare ora, e in concomitanza 
con   l'arrivo dei controllori, quelle armi rimane 
un mistero. 
Come rimane un mistero l'autore degli attentati 
che improvvisamente mietono vittime ora nei 
quartieri sciiti, ora in quelli sunniti delle 
città libanesi e su chi si diverte a sparacchiare 
un paio di razzi sul nord di Israele. Non sarebbe 
invece un mistero che Israele non ci pensa due 
volte a bombardare il sud di quel Paese. In 
barba naturalmente agli accordi di pace seguiti 
all'ultima invasione (con esiti disastrosi anche 
per Israele) del Paese dei cedri. Hezbollah 
rappresenta il principale nemico di Israele e 
destabilizzare il Libano significa renderlo 
più debole, condizione necessaria per allentare 
gli aiuti che Hezbollah concede a Bashar e che 
hanno contribuito alla vittorie militari da 
parte dell'esercito regolare siriano nei confronti d
ei “ribelli”. 
Naturalmente, visti i legami tra i fratelli 
mussulmani e “l'esercito di liberazione siriano”, 
un aiutino atto ad indebolire Bashar potrebbe 
rendere le cose più semplici anche in Egitto e 
rilassare quelli tra Arabia Saudita e Qatar. 
Che poi tutta la Regione ne esca destabilizzata, 
poco importa; soprattutto al premio nobel per 
la pace Obama che sa bene che a pagare il 
prezzo maggiore sarebbe, al solito, l'Europa. 
Sempre naturalmente grazie all'imbecillità del 
socialista Hollande che non vede l'ora di dimostrare 
ancora la grandeur francese al mondo intero.
Per ora, mentre anche (ovviamente) la Gran 
Bretagna fa la voce grossa e dice chiaramente 
di voler bombardare la Siria, il tutto naturalmente 
senza il via libera dell'organizzazione più inutile 
del mondo: l'ONU.
Abbiamo saputo dalla stampa locale che il comandante 
(statunitense) della base di Aviano, qualche tempo 
fa si sentiva più sereno perché il suo governo aveva 
trovato i fondi per il funzionamento dello stormo di 
F16 lì (qui) dislocato. Ora abbiamo capito perché i 
soldi sono stati messi a disposizione. E io non mi 
sento altrettanto sereno. 
Ma stiamo tranquilli, in fondo al tunnel si vede 
la luce. Purtroppo si tratterà del tunnel della TAV.
Bruno Viol
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CdP
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1 Comment

  1. bruno viol ha detto:

    chiedo venia per il ripetuto errore di cui mi sono reso solo ora (dopo casuale rilettura) conto. I riferimenti al decreto Cancellieri sono ovviamente errati. Trattasi invece della legge Severino. I miei neuroni reagiscono sempre peggio.

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