19 Gennaio 2014

Primo report di Bruno Viol dal Sud Sudan

Sud Sudan; la sintesi di questa nuova nazione potrebbe essere: “fata la cheba, morto l’osel”. La cheba, l’indipendenza, e’ cosa fatta un paio abbondante di anni orsono; ricordo bene l’enfasi  con cui veniva celebrata da queste parti e quel risentimento misto ad ironia con cui veniva considerata nel nord che fa riferimento a Kharotum, dove mi trovavo, e da cui il Sud si separava. L’osel, la democrazia che in realta’ da queste parti, come in gran parte delle nazioni africane, e’ morto prima di nascere, aborto provocato da appetiti voraci che a queste latitudini (mica solo) certo non mancano. In effetti parlare di democrazia in questi ,per noi, remoti luoghi e’ un’esagerazione; puro esercizio di retorica.  Non c’e’ dubbio che pero’ qui, a mancare, e’ la stessa base su cui almeno le speranze dovrebbe appoggiarsi ; le illusioni si erano spente gia’ durante la guerra civile per l’indipendenza. Infatti gli stessi attori che oggi si scannano per il potere e per il controllo delle risorse, all’epoca si menavano ugualmente e di santa ragione per il dominio all’interno dei ranghi del cosiddetto esercito di liberazione. Insomma per farla breve e per non rompere I coglioni oltre il limite, come spesso altrove, […]