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12 Novembre 2018

Processo per antifascismo “Ciriani vs. Bettoli” – sentiti i testimoni della difesa nell’udienza del 5 luglio 2019

Questa mattina nuova udienza del processo intentato dal sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani contro Gian Luigi Bettoli, cooperatore sociale e storico, accusato di averlo diffamato chiamandolo “fascista”, in relazione a provocazioni contro la Casa del Popolo di Torre avvenute durante l’ultima campagna elettorale comunale, ad opera anche di candidati della lista civica a supporto del candidato Ciriani.

Stamane – alla presenza anche della parte civile Ciriani, assistito dall’avv. Lorenzo Presot – sono stati sentiti i testimoni della difesa. Il primo è stato Andrea Fregonese, presidente dal 2017 (dopo la morte di Elena Beltrame) dell’Associazione Casa del Popolo di Torre, che ha ricostruito la storia dell’istituzione popolare del quartiere sviluppatosi attorno al più antico stabilimento del Cotonificio Veneziano. La stessa Casa del Popolo è stata costruita, a partire dal 1909, dagli operai riuniti nel sindacato dei cotonieri.

Negli anni recenti sono accaduti episodi che hanno creato allarme tra gli amministratori ed i frequentatori della Casa del Popolo, come l’affissione di manifesti, scritte sui muri dell’edificio. Gli episodi sono andati crescendo nel periodo 2014-2016; a tal proposito la difesa, rappresentata dall’avv. Bruno Malattia, ha presentato una documentazione fotografica relativa ai vari episodi. Fregonese ha descritto gli episodi, come l’affissione, a ridosso del 25 aprile, di cartelli con la scritta “Achtung banditen” (non rivendicati ufficialmente da nessuno). Il testimone ha anche commentato la foto dell’antecedente manifestino elettorale della lista Ciriani, postata su facebook da uno dei candidati, ed è stata accompagnata da commenti, tra cui quello di Ludovico Foscari, preannunciante la fine dell’istituzione a seguito della campagna elettorale, oltre che di Paolo Parigi, che proponeva il cambio di nome dell’edificio. Ludovico Foscari era, per l’appunto, candidato della lista “Pordenone Può”. Dopo questi attacchi, la Casa del Popolo – che aveva provveduto tramite la presente Beltrame ad alcune segnalazioni alla magistratura – ha ricevuto dichiarazioni di solidarietà da varie parti, ma nessuna, né smentite o scuse, da parte della lista di cui Ciriani e Foscari facevano parte. L’Associazione era preoccupata dall’aumento di atti simili, preceduti l’anno prima da una grande scritta murale, oltre che da altri episodi (in novembre 2015) con striscioni e tende in miniatura recanti scritte “Prendeteveli a casa vostra”, in riferimento alle riunioni sull’accoglienza ai migranti che si svolgevano presso la Casa del Popolo. La struttura è non solo aperta al pubblico, ma esposta, ed erano evidenti i timori che potessero avvenire danneggiamenti, a maggior ragione in mancanza di prese di posizione di tutela da parte delle istituzioni preposte. La Casa del Popolo è molto frequentata da persone, in particolare anziane, che temevano che recarsi alle iniziative potesse essere ragione di pericolo a causa di atti violenti. Rispondendo alle contestazioni dell’avvocato di parte civile, Fregonese ha precisato che il sito internet della Casa del Popolo è aperto nei confronti dei commenti degli interessati, senza censura, per cui chi ci scrive se ne assume liberamente le responsabilità.

Il secondo testimone è Diego Grizzo, sindacalista e componente del Comitato Direttivo dell’Associazione Casa del Popolo. Grizzo spiega le attività svolte dall’associazione, presso cui quotidianamente si svolgono riunioni delle più diverse associazioni. Esiste anche una biblioteca specializzata negli studi sul movimento operaio, che viene anche utilizzata per ricerche di studenti. Negli ultimi anni più di una volta l’edificio è stato preso di mira da scritte e manifesti, in particolare contro la commemorazione del 25 aprile. Tali episodi hanno creato situazioni di disagio, sia nelle persone che frequentano l’edificio, che negli abitanti del quartiere. A maggior ragione la preoccupazione della popolazione è stata dovuta anche alla mancanza di prese di posizioni politiche adeguate, forse anche a causa della campagna elettorale. Gli episodi cadevano in particolare in riferimento al 25 aprile (definito “giorno della morte”), ma anche in riferimento all’accoglienza dei migranti, oltre che in riferimento alle campagne elettorali svoltesi in quel periodo, durante le quali avveniva un aumento dell’attività rivolta contro la Casa del Popolo, che è un simbolo antifascista.

Il dibattimento è stato aggiornato al 22 novembre prossimo.

Gian Luigi Bettoli

1 Comment

  1. Antonio Stefanuto ha detto:

    Quello più piccolino sulla destra che saluta “alla tedesca” è l’assessore Lo Perfido? Lo desumo da quel sorriso spensierato che ancora oggi s’intravvede nel suo approccio alla cosa pubblica.

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