Tanto tuonò che piovve
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IL NOSTRO VICINO NUCLEARE
11 maggio 2018

Prima coalizione italiana

Ricominciamo da dove piu’ meno eravamo rimasti. Cioe’ dalla brillante missione umanitaria portata a termine dalla coalizione. Gia’ tale termine, usato nel modo in cui si presenta normalmente, fa pensare che esista una sola coalizione possibile, cioe’ quella degli ex volonterosi; evidentemente gli altri sono o sfaccendati, oppure in malafede. Ognuno la pensa e la pensi un po’ come crede, rimane il fatto che questi soggetti fino ad oggi hanno creduto bene di rivolgere i loro sforzi per destabilizzare mezzo mondo e per mandare al creatore un discrete numero di poveracci che, fossero stati intepellati, avrebbero volentieri rinunciato all’aiuto ricevuto. Che poi tali sforzi e relative sacrifici effettuati a danno, perlomeno delle tasche, anche dei cittadini delle nazioni che solitamente compongono questa allegra brigata abbiano portato a qualche esito positivo, e’ ad oggi tutto da dimostrare. Ad occhio e croce direi che i casini combinati siano esponenzialmente maggiori di eventuali riscontri positive.

E qui non si tratta di difendere o prendere la parti di qualcuno che dall’altra parte della barricata si difende dalle aggressioni, quello rimane un dato di fatto ed un’opzione sacrosanta, si tratta solo di capire che esisterebbe anche un metodo diverso rispetto ai massacri inutili (in quanto poi portano regolarmente  a conseguenti disastri) per cercare di ottenere qualche risultato. E’ chiaro che ognuno difende i propri interessi, tanto quanto e’ chiaro che chi si spaccia per paladino dei deboli e si sa esprimere solo a cannonate, non si puo’ aspettare altro che una reazione, ove ci sia la possibilita’ di farlo, uguale e contraria. Si tratta pero’ di capire con maggiore esattezza non dico chi sono i buoni e chi i cattivi, ma perlomeno di smascherare chi si spaccia per benefattore e poi impone con qualsiasi mezzo i propri interessi e voleri. Come si tratta di leggere la situazione con un minimo di onesta’, e di possibile chiarezza e cioe’ di far cadere la maschera di chi si presenta come la nonna di cappuccetto rosso e invece di fatto e’ il lupo. Punto.

Ma veniamo piuttosto ai nostri eroi, cercando di vedere che succede e quali siano state le reazioni di fronte ai recenti fatti e alle bombe “buone” cadute sulla testa dei (nemmeno tanti stranamente…) presunti cattivi. Al di la’ della prosopopea degli autori dell’umanitaria missione, andrebbe sottolineato, perlomeno in quanto cittadini italiani, il commento del nostro governo (?). Il nostro primo ministro (?) ha in sostanza detto che, seppure i bombardamenti sono esecrabili (un po’..), noi apparteniamo ad una certa alleanza e dunque non possiamo dissociarci da quanto la santa alleanza combina in giro per il mondo. Che poi queste marachelle vengano effettuate regolarmente e totalmente al di fuori dalla legalita’ internazionale, poco conta; che poi vengano realizzate senza il minimo straccio di una prova di presunta colpevolezza, pare del tutto ininfluente. Ecco, tutto cio’, per me non e’ affatto ininfluente. Anzi, credo proprio che un commento del genere sia quanto di piu’ sconcertante si potesse, non dico immaginare, ma riuscire a sentire da un rappresentante (?) al massimo livello di una nazione libera e democratica (ri?). Termino brevemente questo punto ribadendo che tutto quanto fino ad oggi addossato al governo siriano, stiamo parlando di uso di armi chimiche per capirci (non solo gli ultimi eventi), non ha mai trovato un minimo di riscontro reale ed evidente; praticamente le prove delle cosiddette pistole fumanti non sono mai state esibite con un minimo di credibilita’. Anzi, spesso giornalisti del calibro di Seymour Hersh, premio Purlitzer e universalmente riconosciuto come professionista assolutamente affidabile e normalmente molto ben informato, gia’ da tempo diceva che i piu’ eclatanti attacchi effettuati con armi chimiche (quelli almeno riconosciuti come realmente avvenuti) sono stati commessi dai cosiddetti ribelli con la collaborazione dei loro allora (e tuttora in realta’) alleati turchi.

Per tornare poi ai nostri gioni e a quanto succede in Siria, al momento la situazione pare essere di un certo stallo, come se i cani da combattimento si stessero annusando per poi poter capire dove portare l’attacco. Quelli piu’ attivi appaiono per ora gli israeliani che, come al solito e sbattendosene allegramente di tutto e tutti, si sono presi la briga di bombardare alcune postazioni militari prevalentemente iraniane dalle parti di Hama. Cio’ con ogni probabilita’ puo’ rappresentare un’ulteriore salto di qualita’ della guerra in Siria. Significa che, come abbondantemente dimostrato dalla sceneggiata ripresa dale tv di tutto il mondo che Netanyhau ha recentemente sciorinato e secondo la quale gli iraniani stano continuando il loro progetto di nucleare militare, finalmente il vero nemico e uno dei motivo principali per cui si combatte questa guerra, e’ stato definite con precisione. Il prossimo passo che si vuole effettuare, sara’ il tentativo di esportare la guerra in Iran, con buona pace degli esperti dell’Aiea che invece affermano che l’Iran sta rispettando tutti gli accordi previsti (ci ricordiamo della stessa scena girata in Iraq?). Progetto al quale anche i francesi con il loro novello Napoleone stanno supportando, giusto per non rimanere fuori dalla spartizione che ne potrebbe conseguire. Immagino che Gentiloni ribadira’ che, seppure contrario alla guerra, non potra’ certo defilarsi dale decisioni prese dall’alleanza a cui l’Italia fa riferimento; ecchecazzo, mica vorremo riproporci ancora come I voltagabbana, vero? Che poi una decisione del genere non potra’ non interessare altri contesti come il Libano nella cui zonea cuscinetto ci sono circa mille militari italiani che su quell confine dovrebbero vigilare, evidentemente poco importa.

Come poco evidentemente importa che un tipetto come Mohammed Bin Salman, principe ereditario, ma reggente di fatto, dell’Arabia Saudita (Paese noto per le sue aperture democratiche come la concessione della possibilita’ della guida alle donne) dichiari che i palestinesi o accettano il piano farlocco proposto da Trump, oppure tacciano. Come probabilmente tutto il mondo dovrebbe tacere sui misfatti compiuti da quella democratica (sempre per la patente alle donne) nazione in Yemen; fatti di cui evidentemente importa niente quasi a nessuno.

Insomma, aspettiamo un po’ per capire cosa, ma soprattutto come, succedera’. Sicuramente ne vedremo ancora delle belle.

Docbrino

 

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