Un nuovo rinvio del processo per antifascismo intentato a Gian Luigi Bettoli dal sindaco Ciriani
21 Febbraio 2020

Più che Ciriani potè il coronavirus: la sentenza al processo per antifascismo rinviata all’anniversario delle Barricate di Torre

Anche oggi non si è concluso il processo per antifascismo, intentato dal(l’allora non ancora) sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani contro Gian Luigi Bettoli, cooperatore sociale e storico, oltre che socio della Casa del Popolo di Torre.

La scena del Tribunale era, diciamo per usare un eufemismo, tutt’altro che corrispondente alle consuetudini igieniche prescritte per ritardare od evitare la diffusione del coronavirus. Masse di persone ammucchiate all’ingresso dell’edificio (almeno avessero fatto i controlli fuori, all’aperto!) con i volontari della Croce Rossa a misurarti la febbre. Con un termometro così moderno che, nel caso dello scrivente, zombie che all’alba talvolta non raggiunge i 36°, non riesce manco a rilevarti la temperatura. E così, tocca ripetere l’esame ben 4 volte, mentre attorno la gente ti sfiata, e tu sfiati sugli altri. Avrei (e spero sinceramente di sbagliarmi) una preoccupazione per il volontario che mi misurava, con quegli occhi così acquosi, tanto da sembrare febbricitanti.

Poi, finalmente entrati, ti trovi a percorrere qualche corridoio affollato, con un’aria così viziata che rischi di cadere a terra per mancanza di ossigeno. E la vecchia prescrizione di aprire le finestre, no?

In questo quadro poco edificante della risposta delle istituzioni all’emergenza, almeno gli avvocati sono scesi in sciopero. Mai così giustificato, occorre osservare.

Quindi, anche oggi niente sentenza. Anche se una prima notizia positiva la si raccoglie: la giudice del procedimento è stata confermata, con il Tribunale che ha respinto il tentativo strumentale della Procura della Repubblica di ricusarla, con motivi inconsistenti ed in ritardo … di qualche anno.

Stiamo parlando, tanto per ricordare, di quella stessa Procura che ha mandato avanti questo processo ideologico, in spregio del parere della Corte di Cassazione – che ritiene, giustamente, il dare del “fascista” ad uno, un giudizio politico, com’è giusto che sia in un paese dove c’è una Costituzione, nata dalla Resistenza, che garantisce libertà di espressione – mentre ha contemporaneamente archiviato il procedimento nato dall’inchiesta del sottoscritto, sul Ciriani allora presidente della Provincia, che chiamava le industrie locali – come testimoniato dal corposo fascicolo della Guardia di Finanza – approcciandole stile “sai, sono quello che ha inaugurato il tuo stabilimento, e ti ha fatto avere quel contributo: non è che potremmo parlare di affidamenti alla cooperativa sociale per cui lavoro?”.

Comunque sia, l’effetto secondario imprevisto del coronavirus, oltre che dei ritardi provocati dalle manovre della Procura, è stato che la sentenza verrà pronunciata il 10 maggio prossimo. Cioè in occasione del primo dei due giorni in cui cade il 99° anniversario delle gloriose barricate antifasciste di Torre, quelle erette per difendere la Cooperativa Sociale di consumo e la Casa del Popolo. Quelle guidate dai due martiri Tranquillo Moras e Pietro Sartor; difese dalla mitragliatrice portata dagli avieri della squadriglia D’Annunzio della Comina (manovrata dall’ardito e sindacalista Costante Masutti) e da fucili arrivati, tra gli altri, dagli Arditi Bianchi del parroco don Giuseppe Lozer. Uno spettro sembra aggirarsi ancora per l’Europa…

Gian Luigi Bettoli

 

1 Comment

  1. Pare che il Ministro Bonafade abbia chiuso i tirbunali fino al 31 maggio. Quindi sentenza ancora rimandata.

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