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1 Febbraio 2019

Cronache della terza guerra mondiale. Un orribile Tanf di guerra.

Eccoci, finalmente arriva alla ribalta nel magico mondo del potere, un’area che fino a ieri era rimasta fuori dal grande giro degli interessi e della notorieta’. L’attenzione dei media, ma solo dopo l’attentato a Manbij, si era riaccesa ultimamente e la Siria aveva gouto per un po’ di qulche riflettore. Le minacce turche, il ritiro degli Usa, qualche cosetta su Idlib, avevano risvegliato dal torpore qualche testata, ma Al Tanf era rimasta sempre fuori dall’attenzione dei piu’. Ora, secondo quanto si legge, gli Usa hanno dichiarato che le sue truppe non lasceranno la base al confine strategico tra Iraq, Siria e Giordania e nel mezzo di una vasta zona controllata dal Revolutionary Commando Army, l’ennesima trasformazione dell’ Esercito Libero Siriano e dei variegati gruppi che si raccolgono attorno ad esso. Per dirne una e per capire chi sono questi signori, uno dei loro comandanti e’ accusato di avere stuprato una ragazzina di 10 anni ospite di uno dei tanti campi di profughi che puntellano il paese. Con tanto di video che ha ripreso la piccante scenetta. Non pare nemmeno casuale che li’ vicino ci sia anche una delle ultime, praticamente l’ultima, enclaves occupate dall’Isis. Pare abbastanza certo che attraverso qualche […]
1 Febbraio 2019

Cronache della terza guerra mondiale. L’epifania tutte le feste si porta via.

Sempre ammesso che da queste parti le feste si siano celebrate. Per tutti, intendo; perche’ chi ne aveva la possibilita’, e quelli ci sono sempre, di sicuro l’ha fatto. In ogni caso, se prima di natale in Rojava la gente non era granche’ disposta a percepire il clima celebrativo e il timore di un imminente attacco da parte dei turchi direttamente o per interposta persona non lasciava molto spazio a sdolcinerie, con l’arrivo della befana qualsiasi speranza di festeggiare qualcosa e’ stata definitivamente persa. L’attentato suicida dell’altro giorno a Manbij ha immediatamente fatto capire che se qualcuno si illudeva che tutto fosse rientrato, si sbagliava di grosso. Se qualcosa del clima natalizio e’ rimasto, si tratta dei giochi di societa’ che da noi si basano su scenari di guerre immaginarie mentre qui si svolgono direttamente sul campo e nell’immediata realta’. Se nelle nostre case riscaldate i carri armati e soldatini sono di plastica, qui i primi sono corrazzati e si muovono con il classico rumore di cingoli mentre i secondi rischiano, e spesso perdono realmente, la pellaccia. Come continua ad accadere nel sud della regione del NES, dove cittadine come Hajin sono ufficialmente sotto il controllo delle truppe dell SDF […]
13 Gennaio 2019

Cronache della terza guerra mondiale

Chi la fa l’aspetti Siria, 8.12.2018 Cosi’ si diceva un tempo. La frase doveva significare che se combinavi qualcosa, altrettanto dovevi aspettarti come reazione. Un po’ come: chi di spada ferisce, di spada perisce. E ora basta con questi proverbietti che altrimenti ci perdiamo in minchiate. Ma insomma, si sa che se uno cerca di fare il furbo e l’altro lo sgama, e’ probabile che venga pagato con la stessa moneta. Un po’ cio’ che sta succedendo nella sacca di Idlib e vicinanze, dove ormai da mesi si aspetta che qualcuno, nella fattiscpecie l’esercito, gli accoliti di Assad o i compari russi, organizzi (anche in modo virtuale va bene) un attacco chimico alla locale popolazione. Dai e dai, uno si rompe un po’ le scatole e pensa che convenga magari anticipare prima che succeda qualche frittata. Un paio di settimane fa, infatti, sui media che si possono consultare da queste parti (non troppo su quelli mainstream internazionali) si leggeva di un attacco chimico portato nei confronti della popolazione nel distretto di Aleppo. Aleppo e’ sotto il controllo di Damasco. La cosa, come accennato, non ha avuto eccessivo risalto tra i giornali che qualche tempo addietro erano sicuri che un attacco […]
3 Gennaio 2019

La nuova nave dei dannati

Gianfranco Schiavone Appunti per una riflessione sullo stato del nostro presente                   Se anche solo qualche anno fa qualcuno avesse immaginato che una nave che effettua un soccorso umanitario nel Mediterraneo sarebbe rimasta a vagare nel mare perché nessun Paese, dico nessuno, dell’Europa democratica, decide di farsi carico del suo soccorso e dello sbarco in un porto sicuro, avremmo tutti pensato a una scenario di fantapolitica. Avremmo in particolare detto che questo scenario è incompatibile con la vita democratica e che nessuna forza politica in Italia e in Europa avrebbe condiviso una simile aberrazione.                   Purtroppo non è così: oggi, 2 gennaio 2018 la nave della Ong Sea Watch è ancora in mare in attesa di un porto dopo 12 giorni dal soccorso con il suo carico di persone salvate dal naufragio.                   Non voglio qui scrivere delle gravi violazioni di legge (in particolare del diritto internazionale sul soccorso in mare) che questa incredibile situazione evidenzia. E neppure delle evidenti e profonde lacune giuridiche che le norme in materia pur presentano, e che rendono difficile e incerta la loro applicazione.                   Intendo invece riflettere con tutti voi constatando che non siamo più di fronte a un fatto come un altro, […]