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1 Febbraio 2019

Cronache della terza guerra mondiale. L’epifania tutte le feste si porta via.

Sempre ammesso che da queste parti le feste si siano celebrate. Per tutti, intendo; perche’ chi ne aveva la possibilita’, e quelli ci sono sempre, di sicuro l’ha fatto. In ogni caso, se prima di natale in Rojava la gente non era granche’ disposta a percepire il clima celebrativo e il timore di un imminente attacco da parte dei turchi direttamente o per interposta persona non lasciava molto spazio a sdolcinerie, con l’arrivo della befana qualsiasi speranza di festeggiare qualcosa e’ stata definitivamente persa. L’attentato suicida dell’altro giorno a Manbij ha immediatamente fatto capire che se qualcuno si illudeva che tutto fosse rientrato, si sbagliava di grosso. Se qualcosa del clima natalizio e’ rimasto, si tratta dei giochi di societa’ che da noi si basano su scenari di guerre immaginarie mentre qui si svolgono direttamente sul campo e nell’immediata realta’. Se nelle nostre case riscaldate i carri armati e soldatini sono di plastica, qui i primi sono corrazzati e si muovono con il classico rumore di cingoli mentre i secondi rischiano, e spesso perdono realmente, la pellaccia. Come continua ad accadere nel sud della regione del NES, dove cittadine come Hajin sono ufficialmente sotto il controllo delle truppe dell SDF […]
13 Gennaio 2019

Cronache della terza guerra mondiale

Chi la fa l’aspetti Siria, 8.12.2018 Cosi’ si diceva un tempo. La frase doveva significare che se combinavi qualcosa, altrettanto dovevi aspettarti come reazione. Un po’ come: chi di spada ferisce, di spada perisce. E ora basta con questi proverbietti che altrimenti ci perdiamo in minchiate. Ma insomma, si sa che se uno cerca di fare il furbo e l’altro lo sgama, e’ probabile che venga pagato con la stessa moneta. Un po’ cio’ che sta succedendo nella sacca di Idlib e vicinanze, dove ormai da mesi si aspetta che qualcuno, nella fattiscpecie l’esercito, gli accoliti di Assad o i compari russi, organizzi (anche in modo virtuale va bene) un attacco chimico alla locale popolazione. Dai e dai, uno si rompe un po’ le scatole e pensa che convenga magari anticipare prima che succeda qualche frittata. Un paio di settimane fa, infatti, sui media che si possono consultare da queste parti (non troppo su quelli mainstream internazionali) si leggeva di un attacco chimico portato nei confronti della popolazione nel distretto di Aleppo. Aleppo e’ sotto il controllo di Damasco. La cosa, come accennato, non ha avuto eccessivo risalto tra i giornali che qualche tempo addietro erano sicuri che un attacco […]
3 Gennaio 2019

La nuova nave dei dannati

Gianfranco Schiavone Appunti per una riflessione sullo stato del nostro presente                   Se anche solo qualche anno fa qualcuno avesse immaginato che una nave che effettua un soccorso umanitario nel Mediterraneo sarebbe rimasta a vagare nel mare perché nessun Paese, dico nessuno, dell’Europa democratica, decide di farsi carico del suo soccorso e dello sbarco in un porto sicuro, avremmo tutti pensato a una scenario di fantapolitica. Avremmo in particolare detto che questo scenario è incompatibile con la vita democratica e che nessuna forza politica in Italia e in Europa avrebbe condiviso una simile aberrazione.                   Purtroppo non è così: oggi, 2 gennaio 2018 la nave della Ong Sea Watch è ancora in mare in attesa di un porto dopo 12 giorni dal soccorso con il suo carico di persone salvate dal naufragio.                   Non voglio qui scrivere delle gravi violazioni di legge (in particolare del diritto internazionale sul soccorso in mare) che questa incredibile situazione evidenzia. E neppure delle evidenti e profonde lacune giuridiche che le norme in materia pur presentano, e che rendono difficile e incerta la loro applicazione.                   Intendo invece riflettere con tutti voi constatando che non siamo più di fronte a un fatto come un altro, […]
26 Novembre 2018

Show must go on

Come tutti gli spettacoli che si rispettino, anche quello macabro della guerra, per quanto mi riguarda ora, qui in Siria, deve continuare. In genere sono gli spettatori che devono essere soddisfatti, ma in questo caso pare debbano esserlo i protagonisti. Casi della vita, che ci vogliamo fare? Tutt’al piu’ c’e’ qualche cambiamento scenografico, ma il palco rimane lo stesso e varia qualche battuta a seconda della volonta’ ma soprattutto della possibila’ degli attori. A proposito di sconografie, vediamo un po’ a che punto stiamo. Parrebbe una situazione di stallo, di attesa e in qualche modo lo e’. Non e’ che la gente abbia all’improvviso smesso di crepare e tantomeno di morte violenta senza avere alcuna intenzione, ma e’ che effettivamente le pedine sulla scacchiera si stanno, o perlomeno cercano di farlo, riposizionando. Le maggiori novita’ arrivano dal nord, dal confine con la Turchia che sta giocando un po’ come fanno alcuni frequentatori del casino’ al tavolo della roulette, su piu’ tavoli convinti di tenere sempre tutto sotto controllo, ma che prima o poi inciampano in alcune sviste. Al nord est, ammassano truppe e mezzi come se l’invasione in Rojava dovesse essere imminente; per essere piu’ convincenti, non fanno mancare qualche […]