Senza titolo-2
3 giugno 2018

Punto, virgola e punto e virgola..

Appunto; proviamo a vedere a che punto stiamo con l’evoluzione delle mirabolanti avventure siriane. Parrebbe che da un po’ di tempo nulla di particolare stia succedendo, che la calma quasi piatta sia il seguito dei bombardamenti (pardon, dello show) della coalizione e quella roboante impresa abbia sortito l’effetto di dare una solenne lezione ad Assad e ai suoi. Nel frattempo, invece, e nella quasi totale assenza di informazioni (informazioni si fa per dire..) sui media internazionali, le cose continuano a cambiare e a dare una prima bozza di quello che sara’ il futuro di questo Stato. Per dirne una, in questo periodo l’esercito siriano si e’ ripreso il campo profughi palestinese di Yarmuk che era diventato una delle roccaforti dell’Isis (e associati) a sud di Damasco e troppo vicino alla capitale per rimanere nelle mani dei terroristi. Dopo una serie di duri bombardamenti, e’ stato raggiunto un accordo e buona parte di quella gentaglia e’ stata fatta evacuare (qualcuno preferira’ il termine deportare), parte invece e’ stata integrata nelle truppe leali ad Assad. Per ora, perlatro, non si sente parlare del caso che avrebbe scatenato la reazione dell’occidente; il famoso attacco chimico che diventa sempre piu’ comico. E’ chiaro che […]
23 maggio 2018

Ritorno a Raqqa

Raqqa, ancora questa citta’. Di tanto in tanto mi piace parlarne per capire se ed eventualmente cosa succede. Anche perche’, almeno per quella zona, Raqqa puo’ risultare come una cartina al tornasole per quanto succedera’ da qui a venire. Ci vado spesso, con cadenza piu’ o meno settimanale e mi guardo attorno per percepirne i cambiamenti. Quanto detto in precedenza rimane e non e’ che nel giro di un paio di mesi la situazione possa cambiare granche’. Cio’ che salta all’occhio, pero’, e’ il movimento che sta cominciando ad essere sempre piu’ vivace. Una specie di brusio che si diffonde in modo ogni volta piu’ sostenunto, generalmente piccolo mezzi di trasporto carichi di merci, cibo, soprattutto di materiali per l’edilizia. Quasi una sezione di un formicaio, quando da ragazzini lo si prendeva, inconsapevoli del danno prodotto, a calci per vederlo all’interno. Ogni piccolo spazio si possa trovare nei basamenti dei palazzi, quelli che hanno resistito al sistematico bombardamento, viene riempito di qualsiasi tipo di articolo. All’entrata della citta’ si comicano a formare piccolo agglomerati di baracchini e bancarelle; tutti uguali, tutti che vendono la stessa merce. Patate, zucchine, pomodori arrivano a Raqqa dalle perferie con enormi camion che scaricano all’ingresso […]
18 maggio 2018

La Procura della Repubblica di Pordenone usa processare le opinioni ?

                Iniziamo con due citazioni della Costituzione repubblicana, quella legge suprema che né Berlusconi né Renzi sono riusciti a stravolgere: Articolo 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (…) XII Disposizione transitoria E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista. Ora, prescindiamo per un istante dal fatto che la Costituzione (anche a causa di un precoce pronunciamento della Corte di Cassazione, allora ancora piena di giudici che avevano fatto carriera sotto il fascismo, che ritenne tale norma come programmatica e non direttamente cogente) sia ancor oggi da applicarsi in tanta parte. Ma la libertà di espressione ed il carattere antifascista della nostra Repubblica dovrebbero essere almeno, per l’appunto, considerati come punto di riferimento per le istituzioni, ad iniziare dalla Magistratura, il Terzo Potere dello Stato, dopo il Legislativo (che sappiamo da tempo […]
13 maggio 2018

Occasione “Persia”.

Pare proprio che ci stiamo arrivando. I veri motivi per cui la Siria e’ da 7 anni sotto le bombe stanno cominciando ad affiorare con maggiore chiarezza. 400.000 e passa morti non sono andati al creatore perche’ da queste parti ci sia in giro qualcuno che combatte ed accoppa in nome della democrazia o per la conquista dei diritti negati. In realta’ ci sarebbero I kurdi che in qualche modo potrebbero rivendicare intorti subiti e la lotta nei confronti del governo centrale, ma che si stanno facendo trascinare in un vortice che finira’ per travolgerli; loro ed i loro ideali. La sensazione che si ha (senza pretendere che cio’ sia condiviso, ovvio), e’ che le inevitabili pressioni da parte degli attori esterni finiranno per inquinare fatalmente i principi da cui la lotta dei kurdi e’ partita. Come precedentemente detto, un conto e’ poi parlare parlare del Kurdistan ed un conto e’ parlare della regione che ad oggi e’ di fatto sotto il controllo (militare piu’ che altro) della coalizione la cui maggioranza e’, appunto, rappresentata dai militari kurdi. Probabile che alcuni nodi ad oggi irrisolti, verranno presto o tardi al pettine. Il, controllo praticamente totale delle maggiori risorse energetiche, alimentari […]