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La CGIL di Pordenone sull’abolizione dei voucher

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CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO

Camera del Lavoro PORDENONE

via San Valentino 30, cap 33170 Tel. 0434 545111 fax 0434 532154 e.mail: pordenone@fvg.cgil.it

 

Pordenone 21 marzo 2017

 

Comunicato stampa della CGIL di Pordenone

 

A leggere i giornali di questi giorni, sembra che i voucher sostenessero l’ economia di questo paese e che la loro improvvisa sparizione getti nello sconforto intere categorie economiche fino al punto di minacciare un altro referendum per reintrodurli.

A forza di successive deregolazioni, che sono intervenute successivamente stravolgendo l’ introduzione di questa normativa, i voucher sono esplosi fino a diventare uno strumento per sostituire i contratti di lavoro regolari, pagare la metà un ora di lavoro, togliendo diritti e tutele al lavoratore e coprire il lavoro nero.

Non si spiega altrimenti infatti, come i voucher venduti, siano passati nell’ arco di pochi anni dai 125.000 della loro nascita nel 2003 ai 140 milioni di oggi, senza che un solo posto di lavoro in più sia stato creato, visto che la disoccupazione giovanile rimane ferma al 40 %.

Tutte le chiacchiere sui cosiddetti abusi e mancanza di controlli come causa di questa esplosione non corrispondono a verita e nascondono la vera ragione di questa progressiva deregolazione dei voucher, cioè quella appunto di eseere così come sono estremamente efficaci per sostituire contratti di lavoro regolari, pagare 10 euro un ora di lavoro anziché 20, a scapito del fisco, della pensione del lavoratore, come dei diritti contrattuali; o addirittura per favorire in alcuni settori o aree del paese la copertura del lavoro nero.

Una legge si valuta per gli effetti che ha, non certo per le presunte buone intenzioni del legislatore.

Per cui onestà intellettuale vorrebbe che si prendesse atto della realtà socialmente negativa che i voucher hanno prodotto, senza mistificazioni di sorta. Non solo, anche del rischio di dumping e concorrenza sleale che lo sviluppo dei voucher stà comportando in alcuni settori e per le imprese che giustamente non li utilizzano.

Sembra pertanto che, una seria regolamentazione del lavoro occasionale, che possa invece aiutare le famiglie, sviluppare il lavoro con utiltà sociale, o favorire il reinserimento lavorativo dei disoccupati, non interessi veramente. Noi come CGIL, abbiamo consegnato alla Commissione parlamentare sul lavoro, una precisa proposta in tal senso, e che in parte la stesso presidente della Commissione, Cesare Damiano aveva recepito; tuttavia è stata lasciata cadere dal Governo per evidenti ragione politiche.

Le imprese di questo paese hanno reali problemi di sopravvivenza che andrebbero affrontati radicalmente, innanzitutto con uno spostamento della tassazione dal lavoro ai patrimoni e alle rendite improduttive; le imprese hanno necessità di investire ed innovarsi, di aver lavoratori qualificati, di infrastrutture moderne e del superamento della burocrazia, anche quella che serve per stipulare un contratto di lavoro regolare. Assisterle con bonus ed incentivi provvisori o spingerle a sopravvivere distribuendo miseria anziché lavoro, non le farà certo uscire dalle difficoltà.

Noi come sindacato siamo pronti su questo a fare la nostra parte, non appena si smetterà di bandire crociate ideologiche sulle cosiddette flessibilità del lavoro i cui risultati dopo decenni di leggi e norme ispirate da queste dottrine, sono semplicemente fallimentari.

 

P.la segreteria della Camera del Lavoro di Pordenone

Flavio Vallan

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