Il tempo volge al bello !?
8 maggio 2017

Il morbo del… cairo e la febbre delle sagre a Pordenone (in attesa della malaria?)

Chiunque abiti a Pordenone lo sa: da anni annorum non vengono effettuati seri interventi di eliminazione delle sempre più numerose specie di zanzare che infestano la città. Per gran parte della stagione calda potresti uscire… ma dove vai se l’autan non ce l’hai? Qualsiasi cosa tu faccia, vieni circondato da nugoli di zanzare inferocite, di ogni dimensione e specie, che non perdonano neanche nell’intimo delle abitazioni, a dispetto della stesse zanzariere.

Mica è dappertutto così! Prova ad andare in Brussa, la “spiaggia del popolo” pordenonese. E’ in mezzo alle lagune, è un parco naturale, eppure lì zanzare quasi non ne trovi, se non qualcuna sopravvissuta all’ombra della pineta.

Stessa cosa se vai ad Azzano, che notoriamente sta a sud di Pordenone, in una zona più umida. Ma lì le serate musicali con Modena City Ramblers e l’ex CCCP Giovanni Lindo Ferretti non sono state disturbate in alcun modo. Sarà stato perché le zanzare pensano che i comunisti, in mancanza di bambini per la decrescita demografica, mangino loro

Che la differenza stia nel fatto che altrove si fanno interventi di disinfestazione sistematica, ed a Pordenone no?

Non è solo colpa dell’attuale amministrazione fascioleghista: la situazione data ai periodi precedenti, forse per un malinteso ecologismo, forse più semplicemente per incuria.Con appelli assurdi del Comune, quelli che Ciriani ripete oggi: “La popolazione, da parte sua, è invitata a svuotare i recipienti con acqua stagnate, a inserire le apposite pastiglie nelle caditorie e tombini delle aree private, a tagliare l’erba.” (dal “Gazzettino” di oggi). Ma cosa vuoi fare con le acque stagnaNti e le pastiglie nelle caditoXie, se sei in una città circondata, fin nel centro, da una decina di laghi artificiali, che tra l’altro sono quelli che ne hanno avviato lo sviluppo industriale! Metti le pastiglie alla Burida?

Ed ora, abbiamo cominciato a beccarci anche il morbo nilotico, in attesa del ritorno della malaria. Sarebbe buffo: il podestà erede del “bonificatore” di Predappio che inserisce nel suo curriculum il ritorno dell’ambiente allo status quo ante, quando le zanzare portavano virus mortiferi. Siamo sulla buona strada. Ah già: ma gli storici hanno ormai chiarito che l’eccellenza italiana nella lotta ai miasmi palustri (iniziata con la medicina positivista) non sarebbe bastata, se gli americani non ci avessero bombardato anche con il DDT. Allergia ideologica?

In attesa del peggio, dobbiamo ormai prendere atto che la giunta pordenonese è presa dalla febbre delle sagre. Versione cuul del vecchio “farina, festa & forca” di ogni governante reazionario, i nostri si concentrano – una volta accantonata con Berlusconi la farina a favore di una parola simile, ma più breve – sulla forca per i migranti (l’homo sapiens sapiens, come al solito, sembra essere l’unica vittima storica designata di questi personaggi) e soprattutto su TANTE TANTISSIME SAGRE.

E per permettere che il popolo bue goda … il comune verdenero annuncia: “Virus del Nilo, si disinfestano i siti di sagre e grandi eventi” (sempre dal quotidiano veneziano odierno).

Intellllligggenteeee !!!

Come mettere lo spray in una stanza, con tutte le finestre aperte.

Cosa non può l’astuzia umana.

Caino

 

 

 

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