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Ucraina? Venti di guerra, ma anche trenta…

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Ucraina? Mi ricordo un vecchio spot dei primi anni novanta. E mi pare che ancora ci sia troppa gente che ne ignora l’esistenza.. Dunque, ti/ vi logoro ancora.

Saluti.

Bruno Viol

 

Venti di guerra, ma anche trenta…

 

Evidentemente la follia non ha limiti. Dire che la piega che la questione Ucraina sta prendendo e’ pericolosa, e’ davvero un eufemismo. Non siamo piu’ alla fase del pericolo, non di quello potenziale, perlomeno; siamo molto piu’ avanti purtroppo, ci si sta infilando inun vicolo cieco invece di guardare con un minimo di obiettivita’ la faccenda. Ormai appare piuttosto chiaro quale sia il gioco che si sta giocando; c’e’ qualcuno che la guerra la vuole davvero, tra l’altro per farla combattere e farne pagare l’enorme prezzo a qualcun altro. Non pare piu’ un segreto che gli Usa prima o poi daranno gli armamenti e tutto il supporto “tecnico” possibile al governo (golpista, anche questo e’ chiaro) di Kiev che hanno fatto in modo di portare al potere. Indebolire la Russia e metterla all’angolo e’ diventata una necessita’; l’epilogo di un progetto messo assieme da parecchio tempo e piano piano, con molta pazienza, realizzato. Manca solo l’ultimo pezzo del puzzle; poi, come sempre a loro accade, la parola passa alle armi.

Che per gli Usa diventi indispensabile evitare l’acesa economica e politica di Mosca (ma in seguito anche di Pechino) ed evitare uno scenario di potere multipolare, e’ ovvio; cio’ corrisponderebbe alla loro lenta ma inesorabile discesa e perdita del diritto di vita e di morte che, in quanto unica superpotenza, hanno esercitato negli ultimi 25 anni. Non c’e’ altro motivo per cui il budget a disposizione di Pentagono e compagnia sia una cosa sproorzionata. Le sole guerre in Afghanistan ed Iraq sono costate al contribuente statunitense la bellezza di $1,602,082,738,370. Provate solo a contarla, questa cifra… e parliamo solo di soldi spesi per quelle sole due guerre, mica di quanto e’ stato investito in armamenti!

Con i risultati che si possono vedere. Il loro esportare la democrazia, che poi e’ cio’ che dichiarano di voler fare anche in Ucraina, ha provocato gli effetti che sono davanti agli occhi di tutti. Piu’ di altro paio di milioni di morti disseminati in decine di terreni di guerra e un’intera area del pianeta completamente destabilizzata. Un bottino davvero soddisfacente, non c’e’ che dire. Cio’ che realmente sta a cuore agli Usa, e’ solo esportare il modello liberista, mantenere il dollaro come unica moneta per gli scambi internazionali ed evitare che qualche alternativa si possa concretizzare; e se non si recepisce il messaggio, arrivano le mazzate. Naturalmente dietro a qualsiasi guerra c’e’ sempre anche un esercito di avvoltoi che con i morti ammazzati ci fa affari d’oro.

Che invece noi europei dobbiamo condividere gli stessi interessi ed obiettivi, a me pare perlomeno opinabile. Continuare a schierarsi dalla parte dei bulli, non mi pare cosa eccessivamente saggia; mettersi contro la Russia non riesco davvero a capire che senso possa avere. Certo, c’e’ la solita menata della democrazia, delle ingerenze dei Paesi forti in quelli minori, la mancanza di trasparenza nella gestione dello stato, i diritti….. ma di chi si sta parlando? Perche’ a me pare che chi non sta davvero rispettando tutte queste regole siano proprio gli Stati Uniti prima ancora che qualsiasi altro. Sempre in nome della santa democrazia, pero’, si intenda. Uno stato che conta la maggiore popolazione carceraria del globo (in senso numerico e proporzionale, peggio che all’epoca dell’URSS), non so con quali pretese possa insegnare ed “esportare” democrazia e diritti in giro per il mondo ed accusare chicchesia di mancare in questi basilari elementi. Giusto per citare un esempio tra i piu’ classici si veda quanto successo in Egitto, dove i protagonisti della famosa primavera si sono beccati centinaia di condanne, molte delle quali all’ergastolo e dove al posto dell’improponinbile Mubarak (che, tranquilli, presto se netornera’ libero) agli Usa sta bene ci sia uno peggio di lui.

Ma torniamo piuttosto a noi, agli europei. I viaggi avanti e indietro di due soggetti che vorrebbero rappresentare l’Europa (perche’ mai loro due, poi), la cancelliera tedesca ed il presidente francese, sono vermanete patetici. Non sanno che pesci pigliare, da una parte sanno (si spera almeno) che una guerra in Ucraina sarebbe catastrofica soprattutto per l’Europa (agli USA che gliene frega) e cercano di scongiurarla; dall’altra non possono disobbedire al capo. Sarebbe come mettere in discussione la Nato stessa.

Appunto! Sarebbe veramente ora di cominciare a ripensare un sistema difensivo europeo indipendente dagli Usa, ne avermmo solo dei vantaggi. Per non parlare della necessita’ di una rappresentanza in politica estera unitaria e non franco tedesca. Gli inglesi poi che sarebbero altrettanto europei, si fanno i cazzi loro. Insomma, almeno qualcosa di piu’ della Mogherini, non si pretende l’impossibile! A settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale stiamo ancora a parlare dei vincitori di quella guerra e del fatto che noi (chi?) l’abbiamo persa e dunque dobbiamo pagare. Cazzo! Ma quella guerra, per dirne una, non l’ha vinta anche l’allora Urss? Basta, ne ho le balle piene di questa imbecillita’. Nel frattempo, sempre gli Usa stanno rivedendo la presenza delle loro basi in Europa; ma perche’ dovremmo ancora permettergli di avercele, quelle basi? Per difenderci da chi? E se davvero dovessimo avere un nemico, non dovremmo essere forse in grado di diferderci da noi? E i rappresentanti degli enti locali (a partire da Aviano, ma certo non solo), non hanno nulla da chiedere a proposito dell’arsenale atomico stoccato nella locale base? Non e’ loro competenza, ci dicono. E di chi sarebbe la competenza? Si potrebbe cominciare ad indagare su chi ce la possa avere e magari cominciare a fare qualche domanda, no?

Ma per tornare ancora all’Ucraina, ci rendiamo davvero conto del rischio che stiamo correndo? dell’orlo del baratro su cui tranquillamente stiamo ballando? Ci siamo gia’ scordati la guerra nell’ex Jugoslavia? Potrebbe essere stata poca cosa in confronto. Abbiamo o no chiara la visione della dimensione della tragedia che ci troviamo potenzialmente, ed ogni giorno che passa piu’ probabilmente, davanti? E continuiamo a starcene zitti come nulla fosse? Ma non sarebbe forse il caso di prenderne atto e muoverci, mobilitarci, fare sapere che noi non siamo d’accordo, non ci stiamo? Cosa aspettiamo, che l’inevitabile succeda per poi dover dire che non ce ne eravamo accorti? Al di la’ del macello che succederebbe, l’Europa ci metterebbe mezzo secolo prima di, forse, risollevarsi. E veramente dobbiamo continuare a seguire ciecamente i maniaci della guerra (sempre guardacaso fatta a casa degli altri)? Se fosse cosi’, saremmo davvero presi male; forse, non lo siamo ancora. Sarebbe anche auspicabile avere una stampa meno supina alla vulgata diffusa e in linea con Usa, Nato e quella buffonata che e’ la Commissione Europea. Titolo su Repubblica di oggi: “1500 soldati russi hanno varcato la frontiera”. Fonte: Il governo di Kiev……

Smettiamola con la Nato, riprendiamo un vecchio slogan: “fuori l’Italia dalla Nato”. Anzi, fuori l’Europa dalla Nato. Pensiamoci.

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