I pensieri di Bruno
26 maggio 2014
Peggio di cosi’…
6 agosto 2014

Da un Paese che pare esistere solo nei fumetti ad uno in cui nemmeno il fumo e’ piu’ buono

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La prima reazione sarebbe quella di tirare giu’ un bestemmione; ma come, dopo 
anni di tentativi di resistenza spacciati per irragionevolezza o, nelle 
migliore delle ipotesi come naïve e comportmento idealista e degno tutt’alpiu’ 
delle solite anime belle, ci si accorge che avevano ancora ragione le anime 
belle che si scontravano con quelle nere e sporche fino al midollo. Che quelle 
che vengono spacciate come grandi opere necessarie a rilanciare un’economia 
asfittica e boccheggiante, non sono altro che un infernale meccanismo che serve 
solo a rimpinzare le gia’ piene tasche dei soliti noti e a svenare fino all’
esaurimento le magre risorse pubbliche. Che non c’e’ differenza tra il Mose, il 
progetto Tav, l’Expo 2015 e via dicendo; che la solita balla del rilancio di 
uno Stato indegno e corrotto fino al midollo ci condurra’ alla definitiva 
marcificazione della societa’.  Alla fine succedera’ che in galera rimarranno 
solo quelli che questo stato delle cose hanno sempre denunciato e chi ha 
veramente lucrato alla faccia dei poveracci, rimarra’, c’e’ da scommetterci, 
tranquillamente a godersi cio’ che ha rubato a mani basse. Vorrei capire chi e’
il terrorista, se colui che ha provato a fermare questa deriva o chi l’ha 
provocata mettendo nella merda milioni di persone. Ci verranno a raccontare per 
l’ennesima voltache si tratta di poche mele marce e che il sistema e’ sano, 
mentre il suo fetore ci sta avvolgendo e ammorbando. Stiamo affondando alla 
velocita’ della luce e ci raccontano che d’ora in avanti tutto andra’ per il 
meglio, che il peggio e’ passato e che il futuro e’ roseo. 
Qualcuno va in giro con il petto gonfio felice di un risultato che si’, anche 
se sarebbe il caso di svicerare l’arcano di quel voto, ha dell’incredibile, ma 
che si dimentica di quello che e’ il risultato piu’ importante di quelle 
elezioni: l’enorme astensione. Ci dicono che cosi’ funziona in tutti gli altri 
Paesi che cio’ e’ segnale della normalizzazione dell’Italia che, evidentemente, 
fino ad oggi era un’anomalia. Come se la rinuncia al voto di meta’ degli aventi 
diritto rappresentasse l’evidenza del diffondersi della democrazia. Come se 
tale rinucia, non fosse invece dovuta alla nausea che ormai la politica, questa 
politica, riesce a creare. Una politica sempre meno rappresentativa e sempre  
piu’ personalistica e quando rappresentativa, lo e’ nei confronti dei 
cosiddetti “poteri forti”. Complimenti, era proprio cio’ di cui avevamo 
bisogno, come presto la gente sentira’ il bisogno dell’ennesimo uomo forte 
della provvidenza che ci guidera’ verso l’ennesima catastrofe. Come se quella 
che stiamo vivendo non fosse sufficiente. 
Due parole veloci sul risultato della sinistra, in pratica sulla lista 
Tsipras. Il fatidico quorum e’ stato raggiunto; nonostante l’oscurantismo 
metodicamente osservato dai media, lo sbarramento e’ stato aggirato. Bene; ma 
sempre del 4% si tratta. Stiamo parlando di una percentuale ridicola, se si 
tiene presente che la politca degli ultimi 20 anni (anche quella precedente, 
sia chiaro) ci ha portato alla catastrofe e quella attuale e’ solo la brutta 
copia della precedente. Festeggiare per il 4% e’ come essere contenti di 
mangiare gli avanzi mentre gli altri si sbafano le leccornie. Siamo contenti 
cosi’?  Siamo sicuri che si tratti di un grande risultato? Io ci penserei un 
attimo.
Se qui da noi le cose non vanno bene, dando un’occhiata all’esterno le cose 
vanno anche peggio. Le dissennate politiche delle “democrazie” occidentali 
manifestano cio’ che da sempre avevamo detto: la politica estera (di Guerra) 
euro/statunitense e’ pura follia. Da ormai almeno 20 anni si ripete che le 
varie guerre soprattutto nel Medio Oriente o comunque nel mondo arabo, 
avrebbero cusato danni inenarrabili e ora tutto accade come fosse una sorpresa. 
Tutti li’ a dire, ma come? Che e’ successo, dove abbiamo sbagliato? Attenzione, 
pero a non cadere nel tranello che pare messo li’ apposta; siamo davvero sicuri 
che tutto sia frutto di scelte sbagliate e di errori non valutati? O non 
piuttosto di scelte coerenti con una visione del mondo che certo non e’ la 
nostra, ma che invece a qualcuno puo’ fare molto comodo. Se non ci fossero 
evidenze chiare degli effetti del terrorismo, come si farebbe a rincoglionire 
la gente con la scusa che il terrorismo deve essere combattuto? Dove si 
dovrebbe cercare un altro nemico che possa giustificare le varie guerre 
umanitarie? Inoltre, destabilizzare un’area non e’ affatto sempre sconveniente, 
anzi a volte e’ decisamente proficuo. Soprattutto se alla fine il prezzo da 
pagare viene saldato da altri e non da chi sparacchia in giro alla cazzo. E poi 
ci sono interessi magari altrui, dei migliori alleati, che vanno considerati e 
difesi. Giusto per rimanere in medio oriente, la famosa democrazia di Israele e 
quella ancora piu’ famosa del’Arabia Saudita vanno supportate e i loro 
interessi salvaguardati. Ora, ma e’ solo l’ultimo della serie, ci si e’ 
incastrati nel casino dell’Iraq; certo, ci sara’ qualche azienda statunitense 
che qualcosina ci rimettera’, ma per ora le maggiori  reserve di petrolio sono 
al di fuori delle zone Sunnite; una soluzione la si trovera’.  Tranquilli. i 
casini peggiori arriveranno eventualmente dal confine dell’Europa orientale; ma 
anche li’ il prezzo maggiore lo pagheremo noi. Aspettiamo che arrivi l’inverno 
e poi ne riparleremo. Ad Obama, che gliene frega. 
E poi, anche l’Italia pallonara a casa dai mondiali…. Davvero, non ne va 
dritta una.
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