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Siamo in guerra ma la guerra è cominciata anni fa
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I PENSIERI DI BRUNO. Assadanati

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Dopo un qualche tempo passato a sonnecchiare godendosi il tepore della scorsa estate, lo spirito guerriero si sta risvegliando stiracchiandosi i muscoli. Evidentemente le armi quando rimangono eccessivamente ferme, tendono ad arrugginirsi e dunque, meglio provvedere ed oliarle a dovere. Con l’Autunno, pare che qualcuno si voglia togliere qualche sassolino troppo a lungo sopportato nelle scarpe. Insomma, questo esodo biblico di persone che si riversano nella nostra Europa deve trovare un responsabile; poi, di conseguenza, si troverà una soluzione. Ora, se tanto mi dà tanto e se solo si pensa alla brillanti soluzioni escogitate nel passato dalla gloriosa armata Nato, c’è di che preoccuparsi.
Ormai da un po’, da un mesetto circa (ma i primi segnali si sono già manifestati immediatamente in seguito alla firma del trattato sul nucleare militare iraniano) i media ci informano sulle atrocità commesse dal regime di Assad (che è veramente un regime, si sappia) e ci fanno capire che le persone che scappano da una guerra, scappano proprio (e tendenzialmente solo) da quella guerra. Non solo, ma che scappano dalle bombe sganciate sulle loro teste dal regime. Che poi due terzi del territorio siriano sia nelle mani di Al Nusra e del famigerato Isil (o Isis o Daesh o Is..) e che il governo di quei territori adotti metodi molto più convincenti di quelli di Assad, poco conta. Assad ha represso violentemente la primavera siriana, ha ucciso liberi manifestanti e si è scatenato contro il fantomatico esercito libero siriano (ELS), ha usato i gas contro la popolazione civile! E via dicendo.
Sarebbe il caso di capire che in Siria, di primavere (sulle cui origini, in generale, ci sarebbe da discutere a lungo ovunque esse si siano manifestate), non se ne sono proprio viste; forse sarà perchè anche lì non ci sono più le mezze stagioni, più probabilmente perchè le manifestazioni che quattro anni fa c’erano state, erano state organizzate e finanziate dall’esterno. Che l’(ELS) di fatto non è mai esistito, che chi combatte l’esercito regolare è, da una parte Al Qaeda (AL Nusra è la sua locale affiliata) e dall’altra i fedeli del famoso califfo nero. Ne è testimonianza la pessima figura fatta dagli americani che dopo aver disperatamente cercato volontari da formare ed armare nella sempre disponibile (anche se a parole dice di no) Turchia, ne hanno trovati in tutto una sessantina (mica balle!) e che appena, e nonostante accordi stretti con Al Nusra, spediti al fronte se li è visti attaccare e sequestrare dagli stessi soggetti con cui aveva travato gli accordi di cui sopra. Non si sa bene quanti di loro siano stati già ammazzati, ma si sa che il resto dell’armata Brancaleone (a cui veniva pagato uno stipendio, udite udite, di ben 350 euro/mese) è ancora nelle mani dei suoi sequestratori. Ecco, di questa gente il mondo si dovrebbe fidare! Senza poi badare troppo per il sottile ricordando che fino ad un anno fa, Al Qaeda era il grande nemico da combattere con tutte le armi possibili. Forse anche l’eliminazione di Osama Bin Laden (sulle cui dinamiche sono state raccontate un fracco di balle) non è stato altro che un’operazione tesa a riabilitare l’organizzazione. Insomma, morto il vecchio/nuovo Hitler, finito il problema. E infatti, subito dopo, eccoli di novo a definire accordi con quell’accozzaglia di delinquenti.
Il gas: anche Repubblica di oggi (quel che ne è rimasto) 11 Settembre (chissà se questa data ci dice qualcosa) sostiene che Assad ha usato il gas e che all’epoca anche Obama ha chiuso gli occhi. Esiste in merito una sufficiente documentazione che dimostra che quel gas, sebbene non sia chiaro chi lo abbia lanciato fisicamente, è stato messo a disposizione dai servizi turchi i quali, secondo una registrazione resa pubblica, avevano anche dichiarato che non avrebbero avuto problema alcuno ad organizzare un attentato ad Aleppo (addirittura a Damasco) per poi incolpare del fatto Assad. Ma se una notizia, pur se palesemente falsa, viene ripetuta all’infinito, diventa verità. Almeno per la maggior parte delle persone che non hanno tempo e mezzi per informarsi più ampiamente.
Che poi Assad non sia uno stinco di santo e che più di qualche dissidente lo abbia fatto fuori, non mi pare si possa negare.
C’è chi sostiene che la Germania si stia prendendo i profughi siriani perchè più eruditi, studiati e formati. Personalmente credo che il motivo sia piuttosto politico (la Germania non sostiene alcuna coalizione armata, ma dà un segnale chiaro su da che parte sta senza disturbare direttamente la Russia con la quale vorrebbe al più presto riprendere le lucrose relazioni economiche), ma se fosse come si dice, significherebbe che il tenore di vita in Siria, prima della guerra non era poi malaccio. Infatti, la scuola era pubblica e grautita, tanto quanto la sanità ed altri servizi di base.
Ci sarebbe poi da segnalare che i kurdi siriani (YGP), che poi sono quelli che difendono Kobane e Rojava, sono gli unici assiema all’esercito regolare (scusate, dimenticavo gli Hezbollah) che combattono contro Isis e Al Nusra ed hanno da parecchio tempo siglato un accordo con Assad per la reciproca non belligeranza. Chiaro che poi, essendo la “filiale” locale del PKK, i kurdi siriani vengono visti soprattutto dai turchi come fumo negli occhi. Da quando la Turchia, ma anche gli Usa e compagnia briscola, ha cominciato a bombardare in Siria con la scusa di combattere l’Isis, il califfato non ha perso un metro di terreno, mentre i kurdi del PKK in Iraq hanno invece perso migliaio di uomini (e relative famiglie..) e anche i kurdi siriani hanno subito notevoli contraccolpi.
Poi qualcuno si sorprende se i russi continuano a portare armi all’esercito regolare e alcuni loro aerei sono di fatto già arrivati in Siria. “Questi gesti destabilizzano la situazione!” . questa è l’accusa della Nato e dei loro alleati mediorientali. Accidenti, loro invece contribuiscono a calmierarla. Con tutte le armi che hanno fornito al cosiddetto ed inesistente ELS e che poi sono finite sempre e regolarmente (ed ovviamente) nelle mani dei fanatici di Al Qaeda e Isis (che gli Usa hanno anche contribuito a formare militarmente, soprattutto in Giordania). Ora anche Inghilterra (pardon, Regno Unito) e Francia vogliono menare le mani. Contro chi non si capisce bene (e probabilmente nemmeno loro lo sanno), ma intanto si mette il petto in fuori e si mandano gli aerei sul terreno di guerra.
Per ora il nostro eroe non si è espresso sul tema, se ne sta zitto zitto e aspetta. Cosa aspetterà? Magari che qualcuno decida di tornare a tirare qualche confetto in Libia, dove l’Italia (scusate, l’ENI) ha tutt’altri interessi e parecchia fretta di rimetterci le mani. Se ricevesse qualche garanzia che prima o poi si torna anche a sistemare le cose da quelle parti, stiamo sicuri che in un modo o nell’altro anche il nostro valoroso esercito farà la sua parte.
Si parla molto di Siria in questi giorni, tanto da far pensare che la situazione nei vicini Paesi sempre per rimanere in zona, sia bella e tranquilla. Se si facesse un po’ di maggiore attenzione, si scoprirebbe invece che anche in Iraq non si vive felici e si continua a combattere tanto quanto in Siria, ci si accorgerebbe che in Yemen è in corso una guerra feroce e che la coalizione a guida saudita bombarda allegramente i civili facendone strage; ma tanto l’importante è come li si definisce, questi poveracci. Loro dicono che si tratta di ribelli, anche se risulta difficile credere che donne e bambini possano essere combattenti. Ma anche se quella è una guerra dimenticata, ricalca le stesse dinamiche di quella in Iraq o in Siria. È in tutta la regione che si sta ridefiniendo a suon di mazzolate la supremazia delle mire sunnite (Arabia Saudita ed Emirati) e quella sciita (Iran). Naturalmente dietro le quali si nascondono (nemmeno bene) tutti gli interessi di chi queste guerre fomenta per trarne qualche proprio vantaggio.
Riuscire a sostenere che Putin sia uno statista di alto livello pare un’offesa alla decenza; invece, e soprattutto se confrontato con la pochezza dei suoi potenziali interlocutori occidentali è, nonostante stia ovviamente e principalmente difendendo i suoi (e russi) interessi, semplicemente la realtà.
Complimenti, viviamo davvero in un bel mondo.

Bruno Tassan Viol

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2 Comments

  1. Carlo Danzi ha detto:

    Quando sento parlare dell’11 settembre penso al Cile.

  2. Sebastiano Comis ha detto:

    In sintesi, il disastro siriano è una metastasi di quello iracheno, favorita da chi vorrebbe sconfiggere Assad – Hezbollah perché alleati dell’Iran (che rimane un competitore regionale) e nemici di Israele (che continua a occupare territorio siriano e gradirebbe una guerra contro l’Iran). Assad è un feroce dittatore, come lo erano Saddam Hussein e Gheddafi, ma come insegna Machiavelli, il peggior principe è preferibile al caos. Per i nemici invece è meglio il caos, tanto le conseguenze ricadono sugli sfortunati sudditi e, nel caso siriano, sui paesi vicini, invasi da milioni di profughi.
    Meno, naturalmente, Israele, molto più bravo di Orban a costruire muri.

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