Comunicato dell’Associazione Casa del Popolo sul processo Ciriani vs. Bettoli
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Fissata al 18 dicembre la prima udienza del processo per antifascismo a Gian Luigi Bettoli

Si è svolta stamane a Pordenone l’udienza preliminare presso il GIP, a seguito della querela per presunta diffamazione del(l’allora non ancora) podestà di Pordenone Alessandro Ciriani nei confronti di Gian Luigi Bettoli.

Come è noto, Ciriani si è sentito offeso perché chiamato in causa dopo le molteplici provocazioni fasciste contro la Casa del Popolo di Torre, bestia nera della destra pordenonese a partire dalle gloriose giornate del 10 ed 11 maggio 1921, quando le “barricate di Torre” indicarono quale fosse la giusta strada per sbarrare la strada al fascismo.

Stamani Ciriani, attraverso uno studio legale goriziano, si è pure costituito parte civile, per rivendicare i “danni d’immagine” subiti. Chissà cosa potrebbe pensarne Donna Assunta Almirante, del fatto che i suoi “nipotini” possano offendersi se qualcuno li definisce per quelli che sono. Anche se, per ragioni generazionali, sono solo “nei”(fascisti) e, quando qualcuno li riprende, poi negano.

L’avvocato difensore di Bettoli, Bruno Malattia, nell’invocare il pubblico dibattimento, ha respinto la tesi secondo la quale una dichiarazione politica possa essere invocata in querela di parte come fosse un insulto, oltre a contestare le circostanze fattuali ammesse dalla Procura della Repubblica.

La prossima tappa (cioè la prima udienza dibattimentale) è stata quindi fissata per il 18 dicembre prossimo.

Nel frattempo, rilassiamoci con una galleria di modernariato, tra Fini, Menia (quello che ci ha definiti “Baracca del popolo”) e l’assessore civico Emanuele Loperfido (tutto pubblico, su internet):

 

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