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DAL NOSTRO AGENTE A DAMASCO – Refugium peccatorum

Come altro chiamare questo enorme casino che si sta perpetrando da queste parti… comunque ti guardi attorno non vedi che gentaglia. Non parlo ovviamente della povera gente che abbonda e naturalmente rappresenta la stragrande maggioranza nonche’ la parte che paga il prezzo piu’ alto e le maggiori sofferenze; nemmeno mi riferisco a buona parte di coloro che sono invischiati nei combattimenti. Molti di loro nemmeno lo fanno per libera scelta; alcuni perche’ hanno l’eta’ sbagliata, qualla in cui uno e’ abile alla guerra, altri perche’ attraverso il rischio della pelle si guadagnano quel potenziale pezzo di paradiso che si chiama cittadinanza, perche’ non hanno un altro lavoro o perche’ chissa’ che cosa li ha portati da queste parti. No, ovvio che si parla di chi quei poveracci qui li manda allo sbaraglio, di chi ci racconta di una guerra giusta, come se esistesse una guerra giusta. Esiste una lotta giusta, anche armata, la storia ce lo insegna; ma non chiamiamola guerra quella.

Invece qui e’ in atto una tragedia che quando sembra possa trovare una soluzione, si impantana come un’auto nel fango, oppure deraglia come un treno impazzito. Scegliamone, per partire, uno di questi attori che uno in un modo e uno nell’atro direi che hanno piuttosto poco a cuore le sorti dei poveracci mentre invece colitivano benino i propri lerci interessi. Risulta piuttosto lunghetta mettere in fila una lista di questi fuoriclasse dei palcoscenici, ma proviamo per puro esercizio a farlo.

Il governo siriano, cosi’ non mi si rinfaccera’ (sono un ottimista per natura) di essere filo Assad. Ha governato per anni sbattendosi altamente le balle del suo popolo, costringendo con la forza ad accettare una, di fatto, casa regnante che si concedeva senza grossi problemi tutti i privilege degni di un vero impero. Chi protestava riusciva senza sforzo ancora a trovare spazio nelle patrie galere, quando non nei pubblici cimiteri. E’ chiaro che dai e dai tutti si rompono e provano a prendere al volo qualsiasi occasione si presenti per rivendicare un minimo di diritti.

Perche’ prima o poi arrivano quelli che i diritti, principalmente i propri spacciati per comuni se non addirittura universali, li vogliono imporre agli altri. E dunque se non funziona con le buone, si passa a forme piu’ convincenti. Non so, per dire, si arma un branco di assassini fanatici che per liberare un popolo dai soprusi, si mette a sparare contro tutti e decide di imporre un sistema di governo che al confronto il precedente sembra la piu’ fulgida delle democrazie.

Naturalmente questa pessima gentaglia non ha fondi propri che permettano di mettere a ferro e fuoco un’intera regione e neppure sta facendo esclusivamente i propri interessi. Metti assieme le cose e vedi che tranquillamente arriva qualcuno che quelle risorse le mette a disposizione, proprio perche’ gli interessi delle parti sono complementari e soddisfano entrambe le esigenze.

E’ chiaro che prima di tutto hanno bisogno di rifornirsi di armi, si sa che la guerra ne ha estrema necessita’, e dunque quale soluzione migliore di farsi dare una mano da chi pubblicamente difende le democrazie dell’intero globo, ma fondamentalmente cerca di stare a galla distribuendo legnate in giro per tutto il pianeta come fosse un esercizio di diritto naturale? Perdio, lo diceva anche un presidente nero assegnatario di un premio Nobel per la pace che loro sono una nazione speciale. Ergo, diritti speciali! Lasciamo perdere che per applicarlo questo diritto armano e si alleano con coloro che fino a ieri erano il peggior nemico dell’universo. Quante guerre si sono fatte per teoricamente difendersi da quella gentaglia? Quanti reali diritti sono stati calpestati in funzione di una presunta sicurezza? Beh, quello era il passato (non le guerre, quelle sono sempre attuali), ora tutto e’ diverso.

Poi, ecchecazzo, questa e’ un’area su cui vige l’universale diritto di un paese a difendersi dalla minaccia dei vicini e che lotta strenuamente per la sua sopravvivenza. Sara’ bene sua facolta’ tenere sotto scacco milioni di palestinesi e bombardare a destra e manca senza dover rompersi le balle a chiedere permesso. O no?

Poi, visto che la regione offre punti di interesse geostrategico nonche’ energetico piuttosto appetibili, e’ chiaro che ognuno tende a ritagliarsi il suo pezzettino su cui esercitare la propria influenza. Dunque se c’e’ un alleato che ti chiama a difenderti e contemporaneamente difedere anche i propri interessi, perbacco! Chi si tirerebbe indietro? Poi, si sa che una guerra tra le varie possibilita’ che ti offre, ti concede di misurare la vera efficacia delle nuove armi e di proporti in quel mercato su cui girano cifre da capogiro come attore protagonista, quale migliore teatro visto che le tue stesse armi riescono persino ad abbattere un tuo stesso aereo. Siamo oltre la fantascienza. Certo, si sa che se le cose sono andate maluccio, e’ perche’ c’e’ lo zampino di un alleato che da una parte ti offre collaborazione (far circolare il denaro degli oligarchi miliardari a Tel Aviv e’ facile anche se quei movimenti sono sotto embargo) e poi appena ti giri ti accoltella alle spalle. E magari ti avverte un minuto prima di bombardare impedendoti di mettere in sicurezza quell’aereo.

Inoltre, visto che le precedenti guerre fatte per salvare il mondo dalle armi di distruzione di massa (forse quel milione e quasi mezzo di morti causati dalle varie guerre del golfo non fanno massa) non hanno procurato che ulteriore confusione, e’ chiaro che c’e’ qualcuno che attraverso aiuti militari, invio di truppe piuttosto esaltate, affianca l’esercito governativo cercando un suo spazio di potere o di influenza; pretesa condivisa anche da qualcun altro che per raggiungere lo stesso obiettivo, foraggia alla grande quel gruppo di buontemponi che va in giro a tagliare teste con l’intenzione di instaurare regimi degni di menti da ricovero coatto, sgomitando con quelli di cui appena sopra per la conquista dello stesso spazio.

In tutto cio’, e giusto per far capire che le pretese di potenza regionale non sono un’ esclusiva di due contendenti, c’e’ pure qualcuno che per mascherare le misere condizioni economiche in cui ha ridotto il suo paese, dopo avere sbattuto in galera praticamente tutto cio’ che odorava di opposizione, e con mire da esaltato, si allea a destra e sinistra per cercare di capire cosa di buono si possa ottenere da questa follia.

Infine, perche’ veramente questi nemmeno si rendono conto dell’irrilevanza del loro reale peso, ci sono due vassalli dell’imperatore che vivono ancora sui ricordi dei tempi passati in cui dettavano legge in Europa e sui loro domini coloniali che si ostinano a cercare un ruolo, magari da non protagonista, e volentieri si prestano a dare una mano ai loro padroni.

Ecco, sarebbe interessante prendere tutti questi ingredienti, mescolarli tra di loro per vedere, come avrebbe detto Jannacci, l’effetto che fa.

Ahh, lo stanno gia’ facendo? Allora scusate per il tempo eventualmente rubato.

Docbrino

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