CHIAMATA AL DISARMO
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“Ci fotte la guerra che armi non ha, Ci fotte la pace che ammazza qua e là, Ci fottono i preti, i pope e i mullah”

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Così cantavano i C.S.I. ai tempi dell’assedio (nazionalista serbo e croato, o magari cristiano ortodosso&cattolico: ci si dimentica sempre del blocco dei secondi a Kiseljak, alla periferia della città) alla città (musulmana? o semplicemente jugoslava?) di Sarajevo.

E’ la prima cosa che mi è venuta in mente, leggendo lo scriteriato comunicato stampa di SEL di Pordenone. In questo sito non si fa solitamente polemica (e men che meno propaganda) di partito, ma questo non può certo servire a chiudere gli occhi su certe enormità. Cosa scrive infatti SEL?

Nuovo imam a Pordenone: una pessima notizia per le donne di Pordenone.

La notizia dell’arrivo di un nuovo imam dall’Arabia Saudita chiamato dalla comunità islamica di Pordenone deve chiamarci a riflettere su quali saranno le conseguenze per le tante donne di religione musulmana presenti in città.
Non è infatti un mistero che l’Arabia Saudita rappresenti uno degli stati più arretrati per quanto attiene i diritti delle donne a cui sono vietate molte delle cose che per la nostra cultura appaiono del tutto naturali come ad esempio guidare o andare in giro da sole.
Non solo. Non va dimenticato che in Arabia Saudita le condanne a morte sono frequenti e riguardano comportamenti che da noi rappresentano libertà fondamentali come il diritto di pensiero e di cambiare religione.
Il nuovo imam deve essere subito chiamato dai rappresentanti civili e politici del territorio a fugare pubblicamente ogni dubbio in merito alla sua sincera ispirazione democratica attraverso non le dichiarazioni di prammatica sull’islam religione di pace ma con la ferma ed inequivocabile condanna di azioni molto in voga in Arabia Saudita quali la lapidazione, la fustigazione e la decapitazione, nonché con azioni concrete come incontri pubblici con le associazioni di difesa dei diritti delle donne e dei diritti umani nei quali ribadire che uomini e donne hanno gli stessi diritti e che la sharia non può essere la legge applicata in uno stato civile.
Solo così potremo dare a lui il nostro benvenuto (e toglierci il dubbio che il suo arrivo sia legato ad opache operazione di finanziamento “estero” e foriero di una radicalizzazione religiosa).
Vanni Tissino
coordinatore provinciale di Sinistra ecologia libertà

Ho personalmente scritto al segretario di SEL pordenonese questo messaggio:

Sono sempre più stupito (se ce ne fosse bisogno, con la confusione che fate a livello nazionale: qui col Pd, lì no, lì unitari a sinistra, là spezzettati in mille tronconi…) delle prese di posizione di Sel pordenonese.
Da quando in qua un partito di sinistra si occupa di chi nomina sacerdote questa o quella confessione religiosa? Come diceva quel “sovversivo”, tale Camillo Benso conte di Cavour? “Libera chiesa in libero stato!”. Chi nominano gli islamici sono affari loro. Oppure ci dovremo abituare a tue prese di posizione su chi il vescovo di Concordia-Pordenone nomina nelle varie parrocchie? Con tanto di richiesta di presa di distanza da quella monarchia assoluta che è il Vaticano, regno di illibertà e discriminazione assoluta per le donne e covo di innumerevoli pedofili?
E poi, che dire di quel papa attuale, venuto da terre lontane, dove non rischiò certo il martirio per difendere gli almeno 30.000 morti ammazzati da quella dittatura “cristiana”, dove i dittatori giocavano a tennis con il cardinale Pio Laghi (prediletto da Massimo D’Alema per i contatti con il Vaticano).
Per piacere, badate ai problemi della classe operaia, e lasciate perdere!

Gian Luigi Bettoli

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8 Comments

  1. bruno viol ha detto:

    chi vuol capire capisca. Io, citando Catalano, non capisco, (l’ultima replica) ma mi adeguo.
    Un reato è un reato, una predica se non va oltre il limite, appunto, del reato, no. Amen

  2. sebastiano comis ha detto:

    Allora mandiamo le ‘forze dell’ordine’ anche in chiesa, a sentire cosa dicono i preti ai loro fedeli? O vale solo per quelli venuti da fuori?

  3. bruno viol ha detto:

    mi pare che Gigi abbia detto gia’ quasi a sufficienza (trovandomi ovviamente d’accordo).
    Aggiungerei solo che per me che i preti arrivino da fuori o da “dentro”, cambia proprio nulla. Si limitassero tutti alle questioni religiose, a me certo non darebbero fastidio; non sono affari che mi riguardano, al massimo riguardano i loro fedeli.

  4. Gigi Bettoli ha detto:

    Due repliche:

    1) “ce li siamo tenuti” ? (i preti). Ricordo ancora che, quando la maggioranza del PSIUP – piccolo partito della sinistra socialista – decise di aderire al PCI, c’erano due mali di pancia terribili. Erano quelli che differenziavano la sinistra socialista dai comunisti italiani, e cioé l’adesione alla NATO (il Pci ormai era a favore, il Psiup contro) ed il voto del 1947 sul Concordato del 1929 (i socialisti avevano votato contro l’inserimento in Costituzione; i comunisti, opportunisticamente, a favore). Poi prevalse la scelta dell’unità di classe, e si finì, turandoci il naso, nel PCI. A distanza di più di quarant’anni, non so se lo rifarei, credo di no. La confusione creata da quelle due scelte “fondanti” del PCI, quella di Togliatti nel 1947 e quella degli anni ’70 di Berlinguer, la ritroviamo anche oggi, con politici che vogliono mettersi la tonaca e le truppe italiane di nuovo gloriosamente in giro per le colonie;

    2) non capisco tutto questo strepitare di donne, da parte degli uomini. Forse la vera interpretazione di questo incredibile “femminismo” antiislamico va ritrovata, senza neanche scomodare Freud, proprio nel fenomeno indicato alla frase conclusiva del punto precedente. “Le donne bianche sono nostre: finché se ne occupano i preti nostrani, ok; se invece sono dei foresti, aiuto!” Ovviamente si vorrebbero pure vedere scoperte tutte queste donne islamiche. Il cui velo, come quello delle nostre nonne (che però era quasi sempre nero), ce ne cela le sembianze. E poi magari le si vorrebbero pure negli abiti succinti della pubblicità che mercifica il corpo delle “nostre” donne, a favore dei nostri inconfessabili desideri. Qualcuno si ricorda di “Ruby”?

  5. CdP ha detto:

    Caro Gigi

    rispetto allo scambio di opinioni avuto sulle domande da me poste in forma di appello pubblico al nuovo imam in merito ai diritti delle donne, e che tu hai ripreso nel sito della casa del popolo, ti chiedo di voler dare spazio nel medesimo sito alla riflessione della compagna Camusso all’indomani dei fatti di Colonia

    http://www.cgilbo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1553

    Potrai leggere che il filo conduttore non si discosta da quanto da me sostenuto.

    E se queste cose si permette di dirle la segretaria del più grande sindacato italiano, penso che le possa far emergere anche un modesto coordinatore provinciale senza essere perciò richiamato ad occuparsi dei diritti dei lavoratori.

    Ciao

    Vanni

  6. sebastiano comis ha detto:

    Appunto. Ma i preti non arrivano da fuori.Ce li siamo trovati, e ce li siamo tenuti.

  7. bruno viol ha detto:

    a me pare che mai si chieda ad un prete di esplicitare pubblicamente i suoi pensieri e le sue convinzioni su, che ne so, aborto, coppie di fatto, adozioni gay e via dicendo. Loro lo fanno lo stesso, ma nessuno pensa di cacciarli a pedate se dicono minchiate. Per quanto concerne il mullah, ci penseranno, almeno così si spera, le forze dell’ordine a verificare che nelle sue prediche non si inciti alla violenza oppure all’arruolamento dei fedeli tra i ranghi dei fanatici. Questo si chiama reato. Esprimere le proprie convinzioni sul ruolo delle donne, ad esempio, forse purtroppo, no. Ma è così non solo per i mullah, ma per qualsiasi sacerdote o rappresentante di tutte le religioni.

  8. sebastiano comis ha detto:

    Il PCI era attentissimo ai ‘cattolici’, ed era tutt’altro che disinteressato all’atteggiamento e alle prese di posizione di cardinali, vescovi e monsignori vari. Se avesse potuto influire sulle nomine lo avrebbe fatto volentieri. Oggi seguirebbe da vicino anche il ‘popolo degli islamici’, che in Italia sono ormai milioni, se non altro per capire se sia possibile una qualche forma di integrazione o se ci si debba invece rassegnare a convivere con estranei, o peggio. Una alternativa che dipende in buona parte dall’azione svolta dal clero musulmano. Il fatto che questo provenga dai
    paesi islamici più arretrati fa prevedere la seconda ipotesi,il che non può lasciarci indifferenti, con buona pace di Cavour.

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