Archivio Testi

Mangiare 1945

Per primi arrivarono gli inglesi. Montarono la cucina da campo in giardino. Scambiarono caffè con le ciliegie, ci regalarono pane bianco di riso. Poi stando in piedi sul predellino di una Lancia, coi calzoni corti come i nostri, una mano al finestrino per tenersi, l'altra alla tracolla del fucile, giovani e spavaldi vennero quelli della Garibaldi. Mangiavano e dormivano nel portico della barchessa. Uscivano al mattino, tornavano alla sera. E la mezzena di vitello nell'acqua del Leggi tutto [...]

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Basaglia 5915 Allegro po(e)metto

Care e cari... leggere le sorprendenti poesie di Sebastiano Comis, avvocato... m'ha spinto a ricambiare il dono con codesta una in allegato acclusa, dal titolo basaglia 5915 Allegro po(e)metto; è un tributo alla riforma 180, e a quello che resta ancor da fare; una citazione ricordo di Franca Ongaro, sociologa e altro... Grazie e a presto... Dario Marini.   L'uomo nasce e muore ma finché vive vuol star bene se malato vuol stare a letto a riposare e poi nel caso guarire se Leggi tutto [...]

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L’uovo

E' proprio un uovo quello che ci vuole. Ma non un uovo sodo e neanche un uovo d'oro e smalti di Fabergé e tanto meno l'ovetto che a volte mettono nella calza della befana. Intendo un uovo di legno chiaro, cirmolo o faggio, grande, da infilare nella calza, la mia, fino al tallone finché si affaccia al buco nel cotone e te ne offre una visione netta. E allora via con l'ago e il filo blu a suturare il foro per ridare decoro a quella parte che si scopre tra scarpa e pantalone lieto se Leggi tutto [...]

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Le fonti orali

Quando sentii che avevano ammazzato
Benito Mussolini il giorno prima,
appeso a un gasometro o a un lampione,
io che stavo in Comina
pensai fosse successo a Pordenone
che non era lontano,
si vedeva giù in fondo allo stradone.

 

Sebastiano Comis

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Sulla crisi e come uscirne (almeno individualmente)

Quando la crisi aveva un altro nome, o non lo aveva proprio, era normale disfare un vecchio golf se non era tarmato. Una lo teneva teso con le mani, l'altra tirava il filo e lo avvolgeva a matassa o gomitolo, da tingere per farne poi con i ferri da calza un altro maglione quasi nuovo. Era un riciclaggio primordiale o chiamala se vuoi reincarnazione: come tornare dalla gallina all'uovo per far nascere un pulcino diverso. Se mi tendi le braccia anch'io ci provo, magari ci riesco. Sebastiano Leggi tutto [...]

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