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Appello per Vivaro – lunedì 2 settembre assemblea a Rauscedo

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NO OGM ::

                    domenica 1 settembre ore 10
                    presidio simbolico ai campi di vivaro coltivati a mais GM, appuntamento alle 9.45 davanti

                    all’agriturimo “gelindo dei magredi”, lungo la SP23 uscendo da Vivaro

                    lunedì 2 settembre alle ore 20
                    assemblea regionale alla fattoria sociale TIna, a Rauscedo (via casa pascutto, 1)

 

La semina di mais OGM a Vivaro non è una scelta privata di un agricoltore,
puramente tecnica e solo apparentemente locale ma l’imposizione di un intero
modello di coltura e cultura della terra e del cibo; essa coinvolge chi abita e
coltiva il territorio circostante e, facendone un vero e proprio laboratorio
nazionale, inevitabilmente coinvolge tutti.
Per la Monsanto, le colture OGM sarebbero risolutrici di tutti i problemi
dell’agricoltura: aumenterebbero di molto la produttività richiedendo meno
diserbanti e pesticidi, senza alcun problema di convivenza con le altre colture,
garantirebbero sicurezza alimentare nel futuro senza alcun dubbio per la salute
umana.
È facile dimostrare che questo pensiero magico è un falso.
– L’ONU ritiene gli OGM del tutto secondari per lo sviluppo agricolo e la
sicurezza alimentare
– L’aumento di produttività dovuto agli OGM è molto minore rispetto a
quello dovuto ad altri fattori e “tecnologie” (anche bio)
– L’esperienza trentennale negli USA mostra che determinano infine un
aumento notevole nell’uso di diserbanti ed erbicidi per ovvii meccanismi di
resistenza e selezione degli infestanti.
Infine, vi sono molti studi nella comunità scientifica che raccomandano
l’approfondimento degli aspetti di pericolo per la salute e che, insieme a
valutazioni a proposito di biodiversità ed equilibri ecologici, richiedono
l’applicazione del principio di precauzione, per cui è doveroso innazitutto
comprendere gli effetti di una tecnologia prima di adottarla, evitando il pericolo
di divenire cavie per il profitto dei privati.
La semina delle poche piante di mais OGM della Monsanto a Vivaro è in questo
momento non solo un problema agricolo locale ma anche un’importante
battaglia culturale di ampio respiro.
La storia dell’umanità è una storia che attraversa la terra, vive sulla terra e vi
affonda le sue radici.
La sapienza della terra e della sua coltura sono il frutto collettivo della storia
umana, di una paziente accumulazione, e in quanto tali devono essere
considerati tra i beni comuni per eccellenza.
L’addomesticamento e la selezione delle piante e dei semi è il filo rosso di
questa storia, una crescente sapienza millenaria, tramandata e diffusa,
accresciuta dalla cura comune dei luoghi e delle colture, arricchita dalla fusione
di migliaia di varietà locali, scambiate tra le comunità con i semi, rafforzate con
gli incroci, in un processo continuo, libero e aperto che ha preservato e
riprodotto la biodiversità di quelle 15 colture che rappresentano il 90% delle
nostre calorie garantendo la sicurezza e la qualità alimentare per migliaia di
anni.
Oggi, al contrario, quasi il 60% delle sementi utilizzate è di proprietà di 6
multinazionali, 4 delle quali controllano, non casualmente, più del 50% della
produzione di pesticidi (quasi l’80% insieme ad altre 2 compagnie).
L’agricoltura industriale e, in particolare, la dinamica legata agli OGM, spingono
inesorabilmente verso la drastica riduzione della biodiversità, la privatizzazione
delle sementi e la criminalizzazione della selezione e dello scambio liberi, la
standardizzazione delle colture e l’adozione di tecniche distruttive e inquinanti,
con un forte impatto sulla sovranità e sulla sicurezza alimentare, sugli equilibri

ecologici e climatici, sulla distribuzione delle risorse e la libertà di scelta e di
produzione del cibo da parte delle comunità.
Chi controlla il cibo controlla l’umanità, e chi controlla e impone le sementi
e le tecniche agricole controlla il cibo.
A nostro avviso è questo, oggi, il terreno di confronto.
Un terreno che coinvolge tutti.
Per questo, pensiamo sia necessario costruire momenti di incontro e lotta
comune non solo sull’emergenza attuale ma su quella che appare l’onda lunga
degli OGM nel futuro.
Proponiamo quindi un’assemblea pubblica, aperta, di molti e diversi, Lunedi 2
settembre alle ore 20 presso la fattoria sociale agriturismo “Tina” a
Rauscedo, per decidere come mobilitarsi, insieme e in modo condiviso.
Primi firmatari:
Elena Beltrame, presidente Casa del Popolo, PN
Gigi Bettoli, presidente Lega Coop Sociali FVG
Gianpaolo Bidoli, Sindaco di Tramonti di Sotto
Gianni Cavallini, Medico, dirigente ASL n2
Amanda Ciri
Silvano Lapietra, Associazione Modo, Coop. Agricola Agri.Spe.
Gilberto Macaluso
Stefano Mantovani, presidente Coop Soc. Noncello (PN)
Carlo Mayer, rete GAS Pordenone
Alessandro Metz
Elisabetta Michelin, rete GAS Pordenone
Cristina Micheloni, responsabile scientifica AIAB
Marco Pavanello
Gregorio Piccin, Assessore Ambiente, Tramonti di Sotto
Monica Tiengo, Ass. Ya Basta Treviso
Luca Tornatore, Ass. Ya Basta FVG
Carlo Visintini, Ass. Ya Basta FVG
Michela Vogrig, presidente Consorzio Sociale COSM (UD)
AIAB FVG, Associazione Italiana Agricoltura BIologica
Ass. Ya Basta FVG
Ass. Ya Basta treviso
Casa delle Culture Trieste
Lega Coop Sociali FVG

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