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Appello Comitato NO riforme costituzionali

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Pubblico il testo dell’appello per la costituzione in provincia di Pordenone del Comitato NO riforme costituzionali. Ieri sulla stampa locale è stata data la notizia con anche i nomi di appartenenti al mondo del lavoro, della cultura, delle professioni, della scuola dei sindacati, circa sessanta persone che hanno sottoscritto l’appello. Giovedì 10 p.v. ci sarà la presentazione ufficiale. Si può firmare on line all’indirizzo democraziacostituzionalepn@gmail.com.

elena beltrame

 

APPELLO

 

Pordenone, 16 febbraio 2016

La riforma della Costituzione, approvata di recente dal Parlamento, desta in noi forti perplessità, prima fra tutte l’impressione che ci sia la volontà di annichilire uno strumento di garanzia qual è il Senato, giustificata dalla necessità di superare il bicameralismo paritario “perfetto”.
Tanto più che ad essa si accompagna, parallelamente, una legge elettorale come l’Italicum, che limita in maniera incisiva gli spazi di rappresentanza dei cittadini, essendo i candidati in gran parte nominati dai partiti, e nel contempo incrementa il potere parlamentare di un potenziale vincitore grazie ad un inaccettabile premio di maggioranza.

In particolare:

– La trasformazione del Senato in un’assemblea elettiva di secondo grado ne ridurrebbe drasticamente i poteri e le competenze;
– Il potere legislativo verrebbe concentrato nella Camera dei Deputati, compresa la fiducia al Governo;
– Il sistema elettorale consentirebbe ad una forza politica con una maggioranza esigua di ottenere un numero di rappresentanti alla Camera dei Deputati di molto superiore rispetto ai consensi elettorali;
– La possibilità che il partito vincente e la sua maggioranza condizionino la nomina dei vertici della Magistratura e del Presidente della Repubblica.

Partendo da tali brevi riflessioni, si rileva come si incorra nel pericolo, attraverso le nuove riforme, da una parte di minare l’equilibrio fra i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, dall’altra di ridimensionare i cardini della nostra democrazia, limitando il diritto dei cittadini a scegliere i rappresentanti parlamentari. Si distorce così la volontà degli elettori attraverso l’attribuzione di un ingente premio trasformando l’esito del voto in una sostanziale forzatura nella forma di governo, oscurando la sovranità popolare sancita dalla Carta Costituzionale. Potrebbero, quindi, attuarsi condizioni favorevoli alla concretizzazione di operazioni di tipo autoritario, come, peraltro, sta già accadendo in altri Paesi.

Per queste ragioni, i Sottoscritti cittadini, appartenenti a culture politiche diverse, ma accomunati dalla preoccupazione di una possibile deriva antidemocratica del nostro Paese, si riconoscono nelle posizioni già espresse da autorevoli giuristi e uomini di cultura, raccolti oggi nel Coordinamento nazionale per la Democrazia Costituzionale, in particolare sul pronunciamento negativo nel prossimo referendum confermativo della riforma costituzionale e sull’indizione di un referendum per l’abrogazione delle parti più arbitrarie della nuova legge elettorale.
Fanno quindi appello,
ai cittadini che condividono tali preoccupazioni, alle associazioni, ai partiti,
a partecipare alla realizzazione di un Comitato unitario provinciale per sostenere una battaglia di estrema importanza per il destino della Democrazia italiana ed in questo senso opereranno nelle prossime settimane.

I Sottoscritti:

1. Antonio Armelin (Anpi)
2. Bruno Bazzo (segreteria provinciale Fiom)
3. Mario Bellomo (segretario provinciale Flc)
4. Elena Beltrame (presidente Casa del Popolo)
5. Giacomo Bet (pensionato)
6. Ivo Bet (segretario Spi Lega di Azzano X)
7. Gian Luigi Bettoli (cooperatore sociale)
8. Rocco Barbaro (attore)
9. Bruna Braidotti (attrice e regista)
10. Vincenzo Buffo (pensionato)
11. Livio Camisa (scrittore)
12. Angelo Carnelutto (partigiano combattente)
13. Stefania Casoni (donna di pace)
14. Guglielmo Cevolin (professore aggregato di Diritto pubblico e avvocato)
15. Renzo Cusin (segreteria provinciale Flc)
16. Mauro Danbelli (libraio)
17. Pio De Angelis (medico del lavoro)
18. Daria Deganis (segreteria provinciale Flc)
19. Franco Dell’ Agnese (Spi)
20. Massimo De Mattia (musicista)
21. Loris Driusso (libero professionista)
22. Monica Emmanuelli (storica)
23. Simone Fabris (studente)
24. Silvia Gasparollo (infermiera)
25. Clara Gasperoni (Anpi)
26. Alessandro Gennaro (Rsu Ipsia Pordenone)
27. Giovanni Guglielmino (insegnante)
28. Francesco Indrigo (poeta)
29. Eraldo Ius (operaio)
30. Lorenzo Latini (libero professionista)
31. Andrea Maggi (scrittore e insegnante)
32. Giuseppe Mancaniello (segreteria provinciale Flc)
33. Carla Manzon (attrice di pace)
34. Maurizio Marcon (segretario provinciale Fiom)
35. Andrea Michelutti (musicista e professore conservatorio di Parigi)
36. Paolo Michelutti (musicista)
37. Gorgio Miloro (coordinatore per il Fvg Fisac-Cgil)
38. Roberto Muzzin (cooperatore sociale e psicologo)
39. Rita Orecchio (Spi Lega di Azzano X)
40. Silvio Ornella (poeta)
41. Loris Parpinel (avvocato)
42. Fabio Passador (educatore)
43. Gianluigi Pegolo (aderente al coordinamento nazionale Democrazia Costituzionale)
44. Gianluca Pitton (segreteria provinciale Fiom)
45. Walter Pivetta (direttivo provinciale e regionale Fiom, direttivo provinciale Cgil)
46. Paolo Pizzutti (segreteria provinciale Fiom)
47. Adelaide Poddu (presidente regionale Proteo Fare Sapere)
48. Laura Ruggero (insegnante)
49. Pierina Sandron (curatrice artistica)
50. Ottavio Sgubin (artista)
51. Renzo Shtylla (studente e presidente di qualità Università di Udine)
52. Laura Tre (insegnante)
53. Caterina Trebbia (segreteria provinciale Flc)
54. Cristina Toscano (pediatra)
55. Flavia Valerio (segreteria provinciale Fiom)
56. Simonetta Vallone (insegnante Direttivo provinciale Flc)
57. Antonio Zanella (libero professionista)
58. Giorgio Zanette (responsabile diabetologia Santa Maria degli Angeli)
59. Luigi Zoccolan (associazione per il Rinnovamento della Sinistra)
60. Walter Zoccolan (Fiom Rsu Zanussi-Electrolux)

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2 Comments

  1. marco caco ha detto:

    Ma è per caso la stessa Costituzione in nome della quale lo Stato italiano ha partecipato in varie forme alle guerra da quella di Corea del 1950 a quella di Libia la quarta ad essere precisi, (la prima il governo liberale nel 1911, la seconda il governo fascista nel 1941, la terza nel 2011 con il riluttante governo Berlusconi…)??
    È la stessa Costituzione di uno Stato armaiolo che ha rifornito di armi mezzo mondo (quinto esportatore di armamenti)??
    È la stessa Costituzione che a pochi anni dalla promulgazione ha visto i suoi uomini sparare a centinaia di operai durante le lotte degli anni ’50 e ’60??
    È la stessa Costituzione di quello stato che sperpera miliardi in vitalizi e taglia pensioni privilegiate da 1.000 €??
    È la stessa Costituzione di quel paese dove se uno evade milioni ha una multina e se uno ruba qualche candela va in galera??
    Se la risposta è si Vi auguro buona lotta.
    Se la risposta è no è evidente che vivete altrove ma non in Italia.

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