Mario Bettoli
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2 agosto 2012

Addio a Ovidio Fellet

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Ovidio Fellet è il primo a destra

Ovidio Fellet è il primo a destra

È morto oggi, 28 marzo 2012, Ovidio Fellet, presidente della Casa del Popolo di Torre dal 1950 al 1987 (con una sola breve parentesi negli anni ’50, quando emigrò in Svizzera).

Nacque il 21 dicembre 1924 a Torre, in una famiglia di operai antifascisti. A 14 anni iniziò a lavorare come sarto, mestiere che esercitò tutta la vita: per lunghi anni presso la ditta Basevi, dove fu anche attivista della Filcams Cgil.

Durante la guerra lavorò presso il Cotonificio di Torre, trasformato in sartoria dall’esercito tedesco, e qui fraternizzò con i prigionieri russi, finché questi fuggirono per unirsi alla Resistenza in Piancavallo.

Iscrittosi al Pci nel dopoguerra, fu segretario della sezione locale nel 1949-1950. Nel 1956 fu anche eletto consigliere comunale per un mandato.

Nel 1951 subì perfino una condanna – frequente in quegli anni – per la sua attività politica antimilitarista.

Nel 1982, quando il destino della Casa del Popolo di Torre sembrava segnato dall’ipotesi di demolizione, voluta dal piano regolatore del quartiere, Ovidio Fellet, sostenuto da un numeroso gruppo di giovani, scelse la via del ricorso e della richiesta alla Regione dei fondi per il recupero dello storico edificio. Scelta premiata dal successo negli anni successivi, quando durante l’ultimo scorcio della sua presidenza si avviarono quei lavori di ristrutturazione che hanno portato alla rinascita della storica istituzione.

 

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