A proposito di fascisti

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Le recenti concessioni di spazi cittadini al neofascismo ha prodotto varie reazioni. Tra esse questa che segue, che rappresenta il primo intervento, su questo sito, di un nostro nuovo corrispondente, ricco di letture e di riflessioni critiche apparse finora – perlomeno – sulle pagine dell’house organ (xe dis cusì: ma è arrivato a più di mille copie a puntata, mica bruscolini) di una delle più grandi cooperative sociali italiane.

 

Non credo che sia così interessante e scritto bene.
… è che quando si parla dei fasci mi si stimola il nervoso.
Come se falo a dar la Sala Degan a Casa Pound? Bisogna esser nella migliore delle ipotesi ebeti!!!
…il fatto che ho raccontato è vero (la parte di Menia e Fini). E’ vero che ero con i miei figli. E’ vero che c’era l’Anpi ma erano incazzati come spie e il signore triestino era disperato perchè erano morti amici e parenti e non gli sembrava tanto congruo che andassero i due loschi figuri a fare un comizio.
La scena era drammatica non allegra.

 

Nel 2001 (grosso modo) andai con i miei figli a visitare la Risiera di San Sabba e dovevano andare a visitarla a breve anche Menia e Fini.
Di picchetto un vecchio e sagace ex partigiano di madrelingua triestina (insieme ad altri vetusti e indomiti compagni; rossi di fede e rubizzi di colore perché, credo, simpatizzanti come me del terrano), ebbe a dire:

“I FASCISTI IN RISIERA! NO SE GA MAI VISTO! I GA LA FACIA COME EL CUL”.

Aprofittai della esternazione dell’audace Aiace non di Telamone ma probabilmente di Muggia, per spiegare ai miei due giovani eredi che quella era chiaramente (a mio modesto avviso chiaramente) una similitudine (anche se metafore o allegorie potrebbero essere inerenti e contigue all’argomento evocato dall’eroe muggesano cioè ai fascisti).
ALLEGORIA
Potrebbe essere una allegoria nel senso che il culo rappresenta, come significato e significante universalmente riconosciuto, la parte peggiore, la parte scura, torbida. NERA per l’appunto (the dark side of the man) dell’umana specie. Il distillato di tutta la sua biologia, la parte meno nobile sintetizzata nello sterco, nella deiezione. Accostare la faccia, la testa quindi (nobile) al culo (volgare) significa accostare l’alto e il basso, il presentabile ed il vergognoso. Porre in relazione diretta quel che è l’umano pensiero con quei cilindretti, variamente colorati, più o meno densi, esalanti gas maleodoranti e puzzolenti (come OSS me ne intendo parecchio). Faccia allegoricamente vista come culo, che diventa culo che si incarna culo. Se fosse un’allegoria la faccia/testa/pensiero diventano merda.
METAFORA
La metafora invece è più diretta, più in superficie, fruibile. Più ruspante. Popolare.
Roberto oppure Gianfranco sono due talpe.
Non significa che essi siano due mammiferi quadrupedi ma probabilmente che essi sono, in varia misura, ipovedenti.
Se loro, o parti di loro, vengono paragonati a parti di loro meno nobili non è perchè la loro vista non risulti più così acuta, ma perchè semplicemente ci assomigliano. Spiccicati.
Roberto e Gianfranco sono due stronzi non può essere considerata metafora. Veritirìero ma non metafora.
SIMILITUDINE
Ai miei disincantati occhi poco inclini alla profondità di lettura, bidiminsionali e non indagatori, l’affermazione dell’affiliato Anpi risulta chiaramente letterale.
Analizza in primis una ovvia somiglianza di espressione.
Balza agli occhi che è stata presa analiticamente in esame la poca espressività delle due facce (a simbolo delle molte facce fasciste) e accostata, per somiglianza, alla fissità quasi monoscopica propria delle terga.
In secundis il peculiare pallore del Destro Robertone è riconducibile o ad una natura vampiresca (potrebbe essere) ma più probabilmente al fatto che le abitudini facciali sono allineate alle abitudini del culo. E’ vero o non è vero che sul culo non batte mai il sole? Ecco qua una faccia ipocolica (qua ridono solo gli OSS).
E’ una similitudine!!! è ovvio.
Gusti

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1 Comment

  1. sebastiano comis ha detto:

    Fini nel 2003 andato in Israele, dove stato accolto con tutti gli onori. In quella occasione ha visitato lo Yad Vashem e ha dichiarato che le leggi razziali del 1938 erano una infamia.
    Comunque il linguaggio del pezzullo mi ha ricordato Flaiano quando diceva che i fascisti si dividono in due categorie, i fascisti e gli antifascisti

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