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A Pordenone le “autorità” vietano “Bella ciao” il 25 aprile. Forse non sanno che il fascismo è caduto proprio quel giorno di 69 anni fa?

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Nell’anno di grazia 2014 succedono anche queste cose.

Una modesta proposta ai presidenti Renzi e Napolitano: perché mai non risparmiare i soldi spesi per mantenere quegli enti inutili che sono le Prefetture, oltre alle Province (soprattutto quando gestite da eredi non pentiti del passato regime?)

Nel frattempo, pubblichiamo il comunicato dell’Anpi provinciale:

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

Comitato provinciale di Pordenone

 

Comunicato stampa.

 

Festa del 25 aprile a Pordenone. Si suona il “Piave” e non “Bella ciao”.

 

L’A.N.P.I., Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, festeggia ovunque in Italia la Festa della Liberazione con tutte le forze democratiche e antifasciste e con tutte le istituzioni pubbliche, nel pieno rispetto della diversità di idee e colorazioni politiche. Ciò vale ancor più per Pordenone, Provincia decorata con medaglia d’oro al Valor militare per il contributo dato alla Resistenza dalle brigate “Garibaldi” e “Osoppo”, unitariamente organizzate nella pianura e sui monti, col valido contributo della popolazione. Una lunga e coraggiosa lotta durata venti mesi che costò oltre duemila caduti, fra partigiani e civili, oltre ai sacrifici e alle sofferenze sopportate dall’intera popolazione per combattere la tirannide nazista e il servaggio fascista.

L’A.N.P.I. provinciale di Pordenone ha contribuito fattivamente alla preparazione della Festa della Liberazione, nel rispetto di tutte le istituzioni, senza preclusioni di sorta, impegnando altresì l’Associazione a svolgere un ruolo per garantire un regolare svolgimento della celebrazione. Il presidente provinciale Giuseppe Mariuz e il vicepresidente Mario Rodini hanno semplicemente chiesto che, con questo spirito, durante la celebrazione in Piazzale Ellero fosse suonata dalla banda, assieme all’Inno di Mameli, anche la canzone “Bella ciao”, simbolo della festa della Liberazione e del tributo di sangue dei partigiani.

La disponibilità dell’A.N.P.I. è stata ricambiata con una preclusione, per assurdi motivi di “sicurezza e ordine pubblico” dal Comitato riunito in Prefettura, pare su insistenza del Presidente della Provincia. La canzone “Bella ciao” potrebbe essere suonata, secondo le autorità che a Pordenone dovrebbero rappresentare le istituzioni democratiche nate dalla Resistenza, solo marginalmente, durante il successivo spostamento del corteo verso Piazza Maestri del Lavoro. Durante la celebrazione è invece prevista dal cerimoniale l’esecuzione della Canzone del Piave, con tutta la retorica interventista e l’adulterazione storica che essa rappresenta.

Quello di Pordenone è un caso unico e riprovevole, tra le innumerevoli manifestazioni che si svolgono contemporaneamente in molti comuni della nostra stessa provincia, della nostra regione e in tutta Italia, e suona offensivo proprio davanti a un gonfalone della Provincia decorato con medaglia d’oro.

L’A.N.P.I. auspica che la decisione del Comitato per l’ordine e la sicurezza venga modificato e che il significato della Festa della Liberazione a Pordenone non venga snaturato.

 

Pordenone, 22 aprile 2014.

 

Il Presidente del Comitato provinciale

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