Senza titolo-2
16 giugno 2018

Eid Mubarak

Come dire felice Eid. Da noi un po’ come buon Natale o buon Pasqua. Insomma, oggi e’ la festa piu’ importante del calendario islamico che interrompe la mesata di digiuno imposto ai fedeli di questa religione. La cosa non passa certo inosservata, i mercati di ieri erano affollati di gente che acquistava quanto necessario per preparare degnamente il pranzo di oggi. Piu’ Natale che Pasqua ad onor del vero, questi tre giorni di festa sono dedicati alle celebrazioni in famiglia, ad incontrare parenti ed amici stretti e ad ingozzarsi, a seconda delle tasche come dappertutto, ai limiti dell’inverosimile. Una piccolo vendetta nei confronti del mese appena trascorso in cui i sacrifici dell’osservanza al digiuno sono stati elevate a potenza dal gran caldo che ormai comincia a picchiare. Chi sceglie di astenersi dal cibo da prima dell’alba fino all’attesa chiamata del muezzin al tramonto, rinuncia anche a bere, fumare, trombare.. praticamente a tutto cio’ che normalmente serve al motore del nostro corpo e alle sue debolezze. Lasciamo stare chi, giustamente e coerentemente con il suo modo di vedere le cose (in Rojava usanza piuttosto diffusa), del Ramadan se ne frega ed anche durante quel mese ha continuato come niente fosse; anche […]
3 giugno 2018

Ciriani, gli alpini e le foibe: e poi qualcuno si offende se li si definisce fascisti

In attesa di incrociare le armi (si fa per dire, per fortuna!) dei nostri legali di fronte al Tribunale di Pordenone per il processo intentatoci dal podestà di Pordenone Alessandro Ciriani, che si ritiene offeso per il fatto che siamo usi definirlo per quello che è – l’udienza di fronte al GIP si terrà martedì 10 luglio, alle 11 – un amico alpino ci ha segnalato questa pagina del periodico dell’ANA pordenonese “La più bela fameja”, in relazione all’articolo del presidente di sezione Ilario Merlin, che riporta il testo del discorso che il sindaco Alessandro Ciriani ha tenuto in occasione del “giorno del ricordo” per la foiba di Basovizza: Che dire?   Ci dichiariamo perfino annoiati dall’ignorante argomentare di questa gente faziosa. E già qui, in queste definizioni – dobbiamo forse scomodare citazioni di Croce, Bobbio e di tutto il Gotha del liberalismo italiano? – c’è già materiale sufficiente per sostenere il fatto che i fascisti siano per loro natura alieni da cultura, oltre che arroganti, e che in primo luogo questo loro modo di essere li caratterizza? Per altro, personalmente riteniamo che la posizione liberaldemocratica sulla assenza di una cultura fascista sia aristocratica e superata; ma non si può […]
3 giugno 2018

Punto, virgola e punto e virgola..

Appunto; proviamo a vedere a che punto stiamo con l’evoluzione delle mirabolanti avventure siriane. Parrebbe che da un po’ di tempo nulla di particolare stia succedendo, che la calma quasi piatta sia il seguito dei bombardamenti (pardon, dello show) della coalizione e quella roboante impresa abbia sortito l’effetto di dare una solenne lezione ad Assad e ai suoi. Nel frattempo, invece, e nella quasi totale assenza di informazioni (informazioni si fa per dire..) sui media internazionali, le cose continuano a cambiare e a dare una prima bozza di quello che sara’ il futuro di questo Stato. Per dirne una, in questo periodo l’esercito siriano si e’ ripreso il campo profughi palestinese di Yarmuk che era diventato una delle roccaforti dell’Isis (e associati) a sud di Damasco e troppo vicino alla capitale per rimanere nelle mani dei terroristi. Dopo una serie di duri bombardamenti, e’ stato raggiunto un accordo e buona parte di quella gentaglia e’ stata fatta evacuare (qualcuno preferira’ il termine deportare), parte invece e’ stata integrata nelle truppe leali ad Assad. Per ora, perlatro, non si sente parlare del caso che avrebbe scatenato la reazione dell’occidente; il famoso attacco chimico che diventa sempre piu’ comico. E’ chiaro che […]
23 maggio 2018

Ritorno a Raqqa

Raqqa, ancora questa citta’. Di tanto in tanto mi piace parlarne per capire se ed eventualmente cosa succede. Anche perche’, almeno per quella zona, Raqqa puo’ risultare come una cartina al tornasole per quanto succedera’ da qui a venire. Ci vado spesso, con cadenza piu’ o meno settimanale e mi guardo attorno per percepirne i cambiamenti. Quanto detto in precedenza rimane e non e’ che nel giro di un paio di mesi la situazione possa cambiare granche’. Cio’ che salta all’occhio, pero’, e’ il movimento che sta cominciando ad essere sempre piu’ vivace. Una specie di brusio che si diffonde in modo ogni volta piu’ sostenunto, generalmente piccolo mezzi di trasporto carichi di merci, cibo, soprattutto di materiali per l’edilizia. Quasi una sezione di un formicaio, quando da ragazzini lo si prendeva, inconsapevoli del danno prodotto, a calci per vederlo all’interno. Ogni piccolo spazio si possa trovare nei basamenti dei palazzi, quelli che hanno resistito al sistematico bombardamento, viene riempito di qualsiasi tipo di articolo. All’entrata della citta’ si comicano a formare piccolo agglomerati di baracchini e bancarelle; tutti uguali, tutti che vendono la stessa merce. Patate, zucchine, pomodori arrivano a Raqqa dalle perferie con enormi camion che scaricano all’ingresso […]