Senza titolo-2
19 Maggio 2019

Cronache della terza guerra mondiale. Io spero, tu spari.

Sembrano voci dello stesso verbo, peraltro del presente anche se probabilmente andrebbero coniugate anche nel futuro, ma nonostante la somiglianza con un significato profondamente diverso. Eppure, rappresentano la mera realta’ in un posto in cui si continua a credere che prima o poi si possa tornare a vivere in un modo normale, senza avere paura che qualcuno ti prenda di mira con una fucilata piuttosto che con un razzo o con una bomba, meglio ancora, che ti mozzi la testa. Dopo 8 anni di guerra non dovrebbe apparire impossibile riuscire a trovare una soluzione, soprattutto se il nemico, l’ostacolo principale, o almeno cosi’ si dice, e’ stato definitivamente sconfitto. Baghuz, l’ultima roccaforte (una serie di fattorie piu’ che una cittadina) dell’Isis e’ stata riconquistata e anche l’ultimo lembo del califfato e’ stato definitivamente cancellato. Almeno territorialmente; perche’ ora tutto quel marasma di pessimi personaggi non sono stati “eliminati” oppure sono evaporati, ma un po’ si sono dileguati (soprattutto i capoccia) o sono stati fatti prigionieri, oppure  si sono mescolati con i veri sfollati che hanno dovuto mollare le loro povere cose e finire in un campo. La situazione del campo di Al Hol dimostra che tra le decine di migliaia […]
17 Aprile 2019

Nostro squadrismo quotidiano

Di ritorno dalla manifestazione di sabato scorso a Trieste, per l’accoglienza e contro ogni discriminazione. Viaggio in treno per salute mentale, perché da troppi anni ho superato la fase dei “gruppi vacanza Piemonte”: troppe corriere per le manifestazioni romane; troppi viaggi in treno “dormendo” arrampicato sulle retine portabagagli (quando non erano ancora rigide ed inarrivabili); troppi viaggi in macchina per risparmiare tutti insieme due lire, e magari anche qualche insopportabile notte in autogrill a fare autostop, perché sulle retine portabagli s^, ma dormire nel fango delle strade… a tutto c’è un limite individuale. Bella manifestazione, multicolore e pluralista. Tanta gente, conosciuta e rivista e sconosciuta (per fortuna, sennò pochi saremmo!). E poi di nuovo in treno, incontrando, come all’andata, compagne e compagni di una vita. Gli ultimi chilometri, rimango solo. Si fa per dire, visto che sono in compagnia delle mie letture, nelle quali sprofondo. Ma ogni tanto mi distraggo: tendo a favoleggiare. Il bigliettaio – giovane ma sovrappeso in maniera patologica, probabile sintomo di atteggiamento cannibalesco nei confronti della realtà – accompagna alla porta, a dir la verità senza strepito, un giovane evidentemente di origine straniera, che forse non ha il biglietto. Strano: di solito fanno la multa dopo […]
17 Aprile 2019

Cronache della terza guerra mondiale – La guerra continua

Nel senso che pare non smettere mai e nel senso che non si e’ certo arrestata. Come Zelig cambia volto, identita’, apparenza, ma e’ sempre lei sotto diverse spoglie. Dunque Isis e’ definitivamente e ufficialmente sconfitto. Questo sostengono Usa e SDF (la coalizione militare del Nord Est della Syria), l’ultima battaglia che oltre all’Isis ha smantellato anche cittadine e villaggi della zona e’ stata finalmente vinta e il nemico sconfitto. Lo scontro tra eserciti, milizie, quello che si puo’ definire guerra nella lettura del termine piu’ usuale, in effetti si e’ placato. Detto cio’, gli scenari che si aprono non sono certo quelli rosei che uno si augura in seguito alla proclamazione della fine del conflitto. Come ogni guerra gli strascichi lasciano ancora striscie di sangue e di distruzione. Cambiano le dinamiche, ma fino a che il dopoguerra non raggiunge un equilibrio che si possa definire in qualche modo stabile, il macello continua e i problemi rimangono irrisolti. E da queste parti i problemi rimangono aperti e gli equilibri labili. Di base, e prima di ogni altra cosa,resta il fatto che il paese e’ ancora diviso in (almeno) due parti, quella ad oriente, NES appunto, dell’Eufrate e quella ad occidente […]
17 Aprile 2019

Cronache della terza guerra mondiale – La coda del serpente

Uomini in fuga, come una serpe che scappa nascondendosi in mezzo ai rovi; ecco cio’ che rimane dell’esercito che per 5 anni ha terrorizzato due stati, la Siria e l’Iraq. Poco se si confronta con l’enorme fetta di terreno che passava sotto la denominazione di “Califfato”. Poco anche in termini assoluti se riferiti allo spietato controllo diretto del territorio, ma comunque piu’ di quanto ci venga ufficialmente comunicato. A meno che non si prenda in considerazione solo la parte ad est dell’Eufrate, quella controlata dall’SDF e dalla coalizione e gestita dalla Self Administration. In realta’  basta spostarsi di poco, ma sull’altra sponda del fiume per verificare che la situazione e’ diversa e che ci sono alcune sacche ancora sotto il controllo militare dell’Isis e che ancora resistono ai tentativi del governo di Damasco e dei suoi alleati di cacciare i barbanera anche da quell’area. Il loro numero non si conosce con precisione, centinaia, qualche migliaio…. da queste parti i numeri si danno facilmente; come per esempio quelli relativi ai combattenti rimasti intrappolati a Baghuz che un giorno erano qualche centinaio e il giorno dopo diventavano 5.000 per poi non essere piu’ quantificati alla fine. Ma non e’ questo il problema; […]