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25 luglio 2018

L’ultimo saluto a Rita Da Corte

Era una delle nostre più fedeli ed antiche socie. Lei, che era stata la figlia maggiore di Ilario, il primo presidente della Casa del Popolo di Torre. Nel 1919 tutto il mondo si agitava per la Rivoluzione. Nel frattempo, da muratore socialista con i piedi per terra, Ilario Da Corte aveva giudicato che intanto non era vano costituire la Società (poi Associazione) della Casa del Popolo e comprare il terreno su cui, partendo dieci anni prima, era stata autocostruita la sede dalla Lega operaia del quartiere. Così, con la loro cautela, Ilario e gli altri misero in sicurezza l’edificio ed il suo patrimonio politico, sindacale e culturale, che ormai ha superato in piena salute il secolo. Ma non è una storia tutta al maschile, come potrebbe sembrare leggendo, ancor oggi, l’elenco dei fondatori in quegli anni difficili. In questa come nelle altre famiglie operaie sindacalizzate di Torre, alla militanza dei padri corrispondeva quella sindacale di fabbrica delle madri, operaie tessili spesso “più a sinistra” dei mariti, e poi, a partire dagli anni della clandestinità e della Resistenza antifascista, anche delle giovani figlie, trascinate dall’esempio nella militanza comunista clandestina. Delle tre ragazze, Rita è sempre stata la più riservata, dedita al […]
24 luglio 2018

Sabbie mobili

C’e’ una parte della Siria che e’ spesso dimenticata e di cui si parla poco, eppure sara’ una delle zone di cui inevitabilmente si sentira’ parlare, indipendentemente dal fatto si passi attraverso le armi oppure si lasci spazio al dialogo e alla diplomazia. La strada che porta verso Deir Ez Zor appena si passa Hasaka e ci si dirige verso sud, smette di attraversare i campi coltivati a grano ormai raccolto dalla moltitudine di mietitrebbie che quest’anno hanno fatto un magro bottino e ai villaggi disseminati lungo l’arteria, per lasciare spazio ad orizzonti piu’ ampi. I terreni coltivabili si fanno sempre piu’ rari e un misto di sassi e sabbia prendono rapidamente il sopravvento. Piu’ ci si inoltra nel meridione della regione, piu’ sabbia si trova. Pare che questo ambiente non abbia nulla da offrire, tranne caldo e sete, ma e’ nelle sue profondita’ che si cela il suo segreto e la sua ricchezza; l’oro nero. Nonostante ormai da decenni si dica che l’era del petrolio sta per finire, che le energie alternative prenderanno il sopravvento,  le pressioni che le lobbies delle enormi compagnie petrolifere fanno decidere sulle vere scelte che si fanno. Dunque, e ancora per un bel po’, […]
14 luglio 2018

“””Salvini non è uno sciacallo ma un nazista”””

Tranquilli, non ho intenzione di farmi processare una volta di più dalla Procura della Repubblica di Pordenone, quella che assolve il podestà di Pordenone Alessandro Ciriani per le sue malefatte “cooperative” e manda invece me a processo per averlo definito per quello che è. La frase soprastante è tra virgolette, e costituisce “solo” la citazione di una frase dell’allora segretario nazionale di Rifondazione Comunista, l’ex ministro Paolo Ferrero. Frase, per altro, adattissima per un commento a quello che succede in questi giorni, con il debordante twittatore di Stato che pontifica, tra un annuncio di voler superare Benito arrivando a governare trent’anni (… con appuntamento finale in Piazzale Loreto, oppure no?) e la restaurazione dell’ “Asse” con Austria e Germania. Nel frattempo, il “nostro” si atteggia a ministro di polizia, dei ponti e strade, della guerra, non meno che a magistrato, ma soprattutto a voce unificata del MinCulPop di staraciana memoria, abrogando l’illuminista divisione dei poteri. Ma per fortuna – anche mia, visto il precedente – non in tutta Italia la Magistratura è ignara del fatto che il 25 aprile 1945 abbia vinto la Resistenza Antifascista, dal 2 giugno 1946 siamo in regime repubblicano e dal 1° gennaio 1948 sia entrata […]
10 luglio 2018

Fissata al 18 dicembre la prima udienza del processo per antifascismo a Gian Luigi Bettoli

Si è svolta stamane a Pordenone l’udienza preliminare presso il GIP, a seguito della querela per presunta diffamazione del(l’allora non ancora) podestà di Pordenone Alessandro Ciriani nei confronti di Gian Luigi Bettoli. Come è noto, Ciriani si è sentito offeso perché chiamato in causa dopo le molteplici provocazioni fasciste contro la Casa del Popolo di Torre, bestia nera della destra pordenonese a partire dalle gloriose giornate del 10 ed 11 maggio 1921, quando le “barricate di Torre” indicarono quale fosse la giusta strada per sbarrare la strada al fascismo. Stamani Ciriani, attraverso uno studio legale goriziano, si è pure costituito parte civile, per rivendicare i “danni d’immagine” subiti. Chissà cosa potrebbe pensarne Donna Assunta Almirante, del fatto che i suoi “nipotini” possano offendersi se qualcuno li definisce per quelli che sono. Anche se, per ragioni generazionali, sono solo “nei”(fascisti) e, quando qualcuno li riprende, poi negano. L’avvocato difensore di Bettoli, Bruno Malattia, nell’invocare il pubblico dibattimento, ha respinto la tesi secondo la quale una dichiarazione politica possa essere invocata in querela di parte come fosse un insulto, oltre a contestare le circostanze fattuali ammesse dalla Procura della Repubblica. La prossima tappa (cioè la prima udienza dibattimentale) è stata quindi fissata […]